printable versions:  PDF version   MS Word version

 

Vladimir Antonov

ECOLOGIA DELL’UOMO NELLO SPAZIO PLURIDIMENSIONALE

Tradotto da
Gulshat Hairullina
e Ruggero Lopez

 


"Polus", 2000

ISBN 5-89455-004-1

© Antonov V.V., 2000

 

Nel libro dello scienziato russo Vladimir Antonov, scritto in linguaggio semplice, chiaro a tutti, sono trattate le cose essenziali: che cosa è Dio, il posto dell’uomo nell’Evoluzione della coscienza universale, i principi di formazione e correzione del destino, come acquisire la salute e il benessere; sono trattati anche i più efficaci metodi dell’autoregolazione psichica, e della conoscenza di Dio.

Il libro è destinato ad un’estesa cerchia di lettori.

 

 


INDICE

CHE COS’E’ L’ECOLOGIA

CHE COS’E’ L’UOMO

PLURIDIMENSIONALITA’ DELLO SPAZIO

DIO

DIO E NOI

SENSO DELLA VITA DELL’UOMO

DESTINO E LA SUA CORREZIONE

AMORE, SAGEZZA E FORZA

CHE COS’E’ L’AMORE

AMORE PER LA GENTE

AMORE PER LA NATURA

DIO E’ AMORE

“OGNI USCITA DALLO STATO D’AMORE”

EGOCENTRISMO E DIOCENTRISMO

L’AMORE PER DIO

ASPETTO SESSUALE DELL’AMORE

EDUCAZIONE DEI BAMBINI

CONSIGLI SULL’ALIMENTAZIONE

VESTIARIO

SONNO NOTTURNO

MEDICINA, SALUTE E DESTINO

LAVORO NEL MONDO MATERIALE

SERVIZIO SPIRITUALE

ATTACCAMENTI FALSI E VERI

INSEGNAMENTI DI DIO E SETTARISMO

SANATANA DHARMA

GRADI DELLA VIA SPIRITUALE
(commenti allo schema di Patanjali)

Yama e niyama

Asana

Pranayama

Pratyahara

Dharana

Dhyana

Samadhi

PULIZIA E SVILUPPO DEI CHAKRA E DEI MERIDIANI

PRATICHE MEDITATIVE

“PUNTI DI FORZA”

CHE COS’E’ L’ATMAN

LAVORO CON LA KUNDALINI

FINE DELLA VIA

Allegato

Sathya Sai Baba "SUTRA VAHINI"

Sathya Sai Baba "PRASANTHI VAHINI"

Neale Donald Walsh "CONVERSAZIONI CON DIO"

POESIE

BIBLIOGRAFIA

 

 

CHE COS’E’ L’ECOLOGIA

 

L’ecologia è la scienza che tratta i rapporti reciproci dell’organismo con l’ambiente.

Diverse correnti di questa scienza possono chiamarsi, ad esempio, “Ecologia del castoro fluviale”, “Ecologia dei ganoidi”, ecc. L’oggetto d’investigazione può essere studiato dal punto di vista dell’ambiente in cui vive, luoghi e condizioni di riproduzione, interazione con altri individui della stessa specie biologica, nonché con i concorrenti, nemici (predatori e parassiti) o i vicini.

Anche l’uomo è oggetto d’investigazioni ecologiche. L’uomo, di solito è studiato, principalmente nelle condizioni di lavoro (mare, miniere di carbone, voli spaziali, ecc.).

Una branca speciale dell’ecologia umana è la protezione dell’ambiente in cui si vive. In molti paesi esistono i servizi ecologici speciali, nonché il Movimento dei “verdi”. “I verdi” dirigono i loro sforzi, prima di tutto, sulla lotta contro la contaminazione dei bacini idrici, l’ambiente aereo, i suoli, la conservazione delle foreste e del mondo animale. “I verdi” lottano contro gli esperimenti nucleari, per la liquidazione delle armi nucleari, chimiche e biologiche, la proibizione delle mine antiuomo che storpiano sia gli abitanti pacifici, sia gli animali; lottano per la proibizione della caccia con trappole agli animali da pelliccia, poiché gli animali sono sottoposti a grandissime sofferenze…

L’umanitarismo del Movimento dei “verdi” merita lode e appoggio d’ogni genere. Sono molto importanti anche le investigazioni ecologiche “applicate” dell’attività dell’uomo nelle diverse condizioni di produzione. Nelle pagine di questo libro cercheremo, però, di chiarire che l’ecologia umana potrebbe studiare non solo quelle cose, poiché l’uomo non è solo un corpo, ma, prima di tutto, è una coscienza. L’uomo entra in interazione non solo con l’aria, l’acqua, la terra, altre persone, animali, piante, microbi, virus… ma anche con le coscienze individuali non incarnate (spiriti degli uomini ed animali) e, cosa più importante di tutte, con Dio.

Viviamo realmente in un ambiente pluridimensionale. Il mondo materiale che percepiamo per mezzo dei nostri organi di senso, è soltanto una piccola parte dell’ambiente circostante. Invece di solito non percepiamo per niente gli altri strati (eoni, loki) dello spazio pluridimensionale, nonostante siano colmi di esseri viventi che ci vedono ed influiscono su di noi.

Ne parleremo adesso. E vedremo che il campo d’attività della scienza ecologica è molto più vasto di quanto venga di solito considerato.

 

CHE COS’E’ L’UOMO

 

La conoscenza di base sostiene che l’uomo non è un corpo, ma è una coscienza, in altre parole un’energia viva capace di riconoscersi, avente memoria e mente. Invece, il corpo è soltanto una dimora provvisoria dell’uomo-coscienza. Lungo tutta l’evoluzione personale, ogni uomo cambia tanti di questi corpi.

A ciò non credono i materialisti ed i rappresentanti delle sette religiose primitive. Dall’altro canto, lo dice sempre Dio tramite Juan-Di, Krishna, Gautama Budda, Gesù Cristo, Babaji, Sathya Sai, altri Divini Maestri e molti profeti.

Uno può crederci o non crederci. Una coscienza piccola e debole, che “si è appiccicata” al corpo sporco e malato, non è capace di passare dalla fede o scetticismo alla conoscenza. Però è possibile pervenire alla conoscenza di tutto ciò per mezzo della propria esperienza, se s’intraprende la Via spirituale, cominciando, in altre parole, a svilupparsi come coscienza.

Il senso della vita dell’uomo, e non solo dell’uomo ma anche di tutti gli altri esseri viventi incarnati, è proprio lo sviluppo qualitativo e quantitativo di sé stesso come coscienza.

A che pro? Per unirsi con Dio ed arricchirLo con sé stessi.

Tutte le cose materiali che esistono nell’universo, compreso il nostro pianeta e tutto ciò che è presente su esso, sono destinate a realizzare proprio questo scopo: garantire lo sviluppo delle coscienze individuali nei corpi materiali.

L’evoluzione d’ogni anima comincia così. Sui minerali che crescono (sulle loro strutture interne) si realizzano i processi iniziali di formazione dei piccoli grumi energetici, i quali prima si trovavano nello stato diffuso (protopurusha). I piccoli grumi che si sono formati, s'incarnano nei corpi vegetali, poi — animali e finalmente — in quelli degli uomini. In tal modo, cresce gradualmente ogni anima incarnata.

Gli elementi delle reazioni emotive ed i semplicissimi riflessi motori si notano già nelle piante. Gli animali molto sviluppati dal punto di vista evolutivo rivelano una ricca gamma di reazioni emotive ed a volte anche la mente sviluppata. Sulla tappa umana dell’evoluzione dobbiamo, inoltre, capire i principi dello sviluppo della coscienza e partecipare attivamente a questo processo. Purtroppo, la maggior parte della gente non lo fa a causa dell’ignoranza filosofico-religiosa di massa che regna sulla Terra.

 

PLURIDIMENSIONALITA’ DELLO SPAZIO

 

Lo spazio dell’universo è pluridimensionale. Come la luce del sole coesiste con l’acqua pura nello stesso spazio, trapassando liberamente l’acqua e quasi senza entrare nell’interazione, come le radioonde di vari campi esistono liberamente nella profondità dello spazio, dentro e fuori i nostri corpi — allo stesso modo nella profondità pluridimensionale dentro e fuori ogni oggetto solido, liquido o gassoso si trovano altri mondi — le sedi degli spiriti e di Dio.

La scala di pluridimensionalità è una scala speciale degli stati delle energie che si distinguono come le gamme principali. Studiando questa scala, il vettore dell’attenzione non deve essere diretto in su, in giù o in un altra direzione, ma in profondità. Gli strati dello spazio pluridimensionale (in greco si chiamano “eoni”, in sanscrito — “loka”) si distinguono uno dall’altro secondo il loro grado di finezza o grossolanità.

Lo strato delle energie più sottili è Dio nell’aspetto del Creatore. Ha l’aspetto della Luce purissima che si estende senza limiti e somiglia la luce tenera e tiepida del sole mattutino. In Esso non esistono forme. Al entrarci, tutte le forme si sciolgono subito.

In diverse lingue terrestri la gente Lo chiama Dio-Padre, Geova, Allah, Ishvara, La Coscienza Primordiale, Tao, ecc. Esso è Dio sia dei profeti ebraici, sia di Gesù Cristo, sia di Maometto, sia dei credenti di Cina, India e di altri paesi dove esistono le idee giuste di Lui. Soltanto l’ignoranza umana e il primitivismo intellettivo, fanno pensare che gli Dei sono diversi, perché i “nomi” sono diversi…

Dalla Sede di Dio-Padre, da questo primo eone primordiale, è guidata la “costruzione” di ogni nuova “isola” della Creazione pluridimensionale. Come il materiale di costruzione per la creazione della sostanza solida, si utilizza, prima di tutto, la “protomateria” (protoprakriti, bhutakasha) — la massa diffusa dei protoni, elettroni ed altre particelle. Da dentro (penetrando dentro) questo strato si vede come lo spazio universale senza limiti pieno di Calma Tenera e senza la luce viva. Somiglia allo stato di una notte meridionale tiepida, calma, tenera e con tante stelle.

E’ importantissimo il fatto che, rispetto a tutta la Creazione, il Creatore e gli eoni dell’akasha si trovano al di là dello “specchio”, nel “Retrospecchio”. Uno specchio normale ha un lato chiaro e un lato scuro, così è anche nel profondo pluridimensionale dell’Oceano universale. Però quello “specchio” non è piatto ma “voluminoso” (non è possibile trovare un altra parola): il “Retrospecchio” esiste al di là di ogni molecola del mondo della materia.

I fisici suppongono proprio questo fenomeno, cercando nei loro calcoli teorici di penetrare dal mondo della materia nel “Retrospecchio”. All’energia degli eoni dell’akasha essi hanno assegnato i nomi di … “anti-energia”, “antimateria” …

… Per creare nell’infinito Oceano dell’universo un nuovo “isolotto” materiale, il Creatore prima vi crea una zona locale d’elevata gravitazione (attrazione). Questo fenomeno è conosciuto nell’astronomia sotto il nome di “buchi neri”. Dallo spazio universale circostante vi è concentrata la “spazzatura” cosmica — pianeti morti, meteoriti e polvere spaziale, nonché le particelle elementari dallo strato di protoprakriti. La super-pressione e il super-riscaldamento che si creano in questo grumo, provocano le reazioni di sintesi nucleare. Così si formano gli elementi della scala di Mendeleev, si creano le molecole, incluse quelle organiche. In queste ultime cominciano ad incarnarsi i piccoli grumi di protopurusha, Così, contemporaneamente, comincia l’evoluzione dei corpi organici e delle anime che s’incarnano in essi. I biologi hanno potuto conoscere abbastanza bene l’evoluzione dei corpi organici; bisogna considerare, però, il ruolo di guida di Dio in questo processo.

Il nostro compito (degli uomini) è, dopo esserci sviluppati in misura sufficiente come anima, coscienza, percorrere la via dalla Creazione al Creatore, raffinandoci come coscienze per affluire in Lui arricchendoLo con noi.

Così era “l’idea” di Dio quando creava la Terra. Questo è il senso delle nostre vite.

E’ importante sapere che noi non esistiamo indipendentemente, separatamente; non abbiamo il diritto né alcun motivo di tendere all’egocentrismo, di sentirci “importanti” in modo speciale. Perché tutto questo è attributo soltanto del Creatore. Egli ha fatto tutta questa Creazione insieme con noi non per noi, ma per Lui, per la Sua Evoluzione.

Da ciò deriva la qualità dei nostri destini: se ci sviluppiamo correttamente, tutto nelle nostre vite va bene, se ci sviluppiamo scorrettamente, Egli ce lo indica per mezzo del nostro dolore e le cose mal riuscite.

…Durante un enorme (secondo le misure terrestri) periodo, sul nostro pianeta sono apparsi miliardi di corpi umani ed ancor più anime umane di tutte le età e di tutte le qualità. Le anime che raggiungono la Perfezione, si uniscono a Dio e non s’incarnano più (tranne soltanto con l’incarico di Avatar). Gli altri s’incarnano di nuovo e di nuovo fino alla fine dell’esistenza di questo “isolotto” materiale. Quando esso si distrugge, la materia e le anime che non si sono avvicinate al Creatore, si distruggono fino allo stato di akasha formando il materiale di costruzione per i futuri “isolotti” e per la vita su di essi.

…Sull’estremo della scala relativa alla finezza-grossolanità opposto al Creatore, si trova l’eone diabolico — il mondo delle energie grossolane nere, orrendo, secondo lo stato emotivo, ed “appiccicoso” come il petrolio. Su come vi si entra, ne parleremo a parte.

Dopo quest’eone, procedendo verso i piani più sottili, ci sono degli eoni “intermedi” che hanno il nome generico di “piano astrale”1. Poi seguono quelli che formano il paradiso. Ognuno (di noi) va a finire in quell’eone che ha meritato durante la vita nel corpo sulla Terra. Dobbiamo, però, aspirare agli eoni superiori.

Esistono anche gli eoni della prakriti e della purusha (ved. sotto), impregnati dello Spirito Santo nei Suoi stati Ignei e Luminosi di diversa densità.

Oltre a ciò, possiamo trovare, nell’universo pluridimensionale, gli eoni dell’akasha: protoprakriti, protopurusha e la Sede del Creatore.

Noi, educati nell’ambiente ateo e nell’ambiente in cui dominava l’ignoranza religiosa, dobbiamo apprendere che Dio-Padre non abita nell’alto dei cieli, né sugli altri pianeti, né su una montagna, ecc. Egli è, ovunque, in tutto l’universo — nella profondità — dentro e fuori i nostri corpi.

La “scala” che porta a Lui non va in su ma in profondità. Gli scalini sono i nostri gradi di raffinazione delle coscienze. Quella scala comincia nei nostri cuori spirituali — nei ciakra anahata.

… Tutto quanto sopra descritto, è stato investigato dall’autore di questo libro e non copiato da un altra fonte o udito da qualcuno. Ogni persona deve cercare di percorrere questa Via, però è importante sapere che su questa Via ci si muove “da uno scalino all’altro” senza saltare le “rampe”.

La Sede del Creatore è separata dalla Creazione da una specie di “specchio voluminoso” che esiste dappertutto, sotto ogni molecola della materia. E’ di questo che Gesù ha detto: come spessore non supera un sottile foglio di carta [21].

 

Dio-Padre non è in cielo, è dappertutto: dentro ed intorno ai nostri corpi, sotto ogni loro particella. La Sua Sede è vicinissima! Però.., provate ad entrarci!

Si può entrare soltanto con la Sua benedizione, che può essere ricevuta esclusivamente da colui che si è sviluppato nella misura necessaria in Amore, Saggezza e Forza.

… C’è ancora una rivelazione, a noi accessibile, della Coscienza Primordiale su questo lato dello “Specchio”. E’ il Fuoco Divino — la Luce finissima e tenerissima che somiglia un fuoco. Esso può essere conosciuto, prima di tutto, nel centro del nostro pianeta, nel suo nucleo. Nello stesso stato Igneo possono presentarsi a noi i Divini Maestri — Gesù, Sathya Sai, Babaji, Juan-Di, Krishna, Chaitania, Ptahotep, Suria, Assiris ed Altri — , nonché coloro che sono entrati in questo “rango” poco tempo fa: Elizabeth Heich, Anne Besant, Juan Matus, Jenaro… [5]. La maggior parte delle Loro Coscienze si trova permanentemente Unita con la Coscienza di Dio-Padre, come una parte di Lui. Essi vengono a noi come modello di finezza, per dare i consigli direttamente ai Loro discepoli. Essi, sotto forma di lingue del Fuoco Divino (Fuoco dello Spirito Santo), rappresentano il Creatore, il quale Si rivela in questo modo alla Creazione.

* * *

… La Via che conduce alla Sede del Creatore è la Via, a tappe, della raffinazione delle coscienze. Come ha detto l’apostolo Paolo, all'inizio è necessario “voltare le spalle al male ed appiccicarsi al bene” [10], cioè lasciare le compagnie dedite al bere, la gente grossolana, crudele, scoprire la bellezza della natura, della vera arte, fare in modo che i nostri compagni sulla Via spirituale diventino i nostri amici. La tappa successiva di consolidamento nella finezza sarà la realizzazione iniziale del potenziale del cuore spirituale. Poi segue la pulizia di tutti gli altri chakra e dei meridiani principali, incluso il canale citrini (di Brahman). Ormai passando attraverso il citrini, ci troveremo subito nel Santo Spirito, nella meditazione “Pranava” ci uniremo le prime volte con Esso… Così procedendo gradino dopo gradino sulla scala dell’Universo pluridimensionale, a volte facendo le soste per riposare ed assuefarci, raggiungiamo la Sede Suprema del Padre, la quale d’allora diventa anche la nostra Casa.

Ecco la vera Via verso Dio. Né i comizi impregnati di malignità che esortano a punire coloro che professano la fede non corretta, né gli anatemi (maledizioni) nei confronti di alcuni “eterodossi” o altre sette, oppure, persino nei confronti di intere nazioni! Quest’ultima è la via della demonizzazione, la via che porta all’inferno.

 

 

DIO

 

Abbiamo, quindi, esaminato il problema di dove cercare Dio: bisogna cercarLo non in cielo, non in alto, ma nella profondità dello spazio pluridimensionale. Bisogna cominciare a cercarLo non nello spazio cosmico, ma nel proprio petto — nel cuore spirituale, nel chakra anahata, nel dan-tian medio.

Abbiamo anche affermato che con la parola Dio (comincia con la maiuscola) s’intende, prima di tutto, La Coscienza Universale Primordiale, che abita nel più profondo, primordiale, finissimo strato dello spazio pluridimensionale. Questa Coscienza Primordiale è la stessa in tutto l’universo e, certamente, anche per tutti gli esseri viventi, inclusi tutti gli uomini del nostro pianeta. Dato che, nelle diverse lingue terrestri, Dio suona in modo diverso, non ne consegue che anche gli Dei dei popoli di vari paesi siano diversi. Varie nazioni pronunciano in modo diverso anche le parole “Sole” e “Terra”, però ciò non vuol dire che il popolo di ogni paese abbia il proprio Sole e che ogni paese si trovi su un pianeta a sé.

Eppure, non abbiamo ancora esaminato tutti gli aspetti della definizione “Dio”. Per esempio, il lettore potrebbe chiedere: Cosa s’intende negli insegnamenti del Vedanta sotto la formula “Dio è Tutto”?, “Che cos’è la Trinità cristiana?”, “Che cos’è il Brahman?”, “Esistono gli Dei-Demiurghi planetari?”, “Come possiamo capire l’affermazione che ogni Gesù, Babaji, Sathya Sai è anche Dio?”, “Come accordare la tesi del Vedanta dove si afferma che il Brahman è l’Assoluto, cioè Tutto, con le parole di Krishna dove è detto che al di sopra del Brahman esiste un livello ancora più alto di Coscienza Divina — Ishvara, Dio-Padre?”… Chiariamo tutti questi argomenti.

La prima cosa da accettare subito è di escludere dalla propria visione del mondo gli Dei pagani fiabeschi, sui quali la gente fantasticava su tutta la Terra prima di conoscere il Dio Unico. C’erano tante di queste fiabe sia nell’Antica Grecia, sia nell’Antica Roma, sia in India, sia tra gli arabi, sia in Russia. Lasciamo investigare gli amanti del folclore su quei personaggi, e continuiamo il discorso scientifico serio in base alle informazioni comunicateci direttamente da Dio, nonché in base all’esperienza dello studio pratico della Verità.

Dunque, che cos’è l’Assoluto? Questa parola significa “assolutamente tutto ciò che esiste nell’universo”. E cosa esiste nell’universo pluridimensionale? Prima di tutto, il Creatore stesso. L’elemento materiale della Creazione e le coscienze di tutti i livelli di sviluppo, oltre il Creatore, sono soltanto una piccola parte dell’Assoluto. Per di più, il Creatore, “impregna” di Se la Sua Creazione, la quale, essendo composta dalle rivelazioni energetiche negli strati-eoni, somiglia ad una pasta-sfoglia, nella quale il primo — principale — strato, è quello che domina tutti gli altri. Questa “pasta-sfoglia” è un tutt’uno.

“Esiste soltanto il Tutto, un Tutto Unico Integro Pluridimensionale” — e questa non è solo una delle meditazioni superiori più importanti, ma è anche un’indubbia verità che delinea l’Assoluto nella sua grandezza universale.

Ma noi, uomini, siamo parte integrante dell’Assoluto?

La risposta è: Sì e No.

Da un lato, in un certo senso, somigliamo alle cellule del sangue nel Corpo universale dell’Assoluto — insignificanti e piccole nei Suoi confronti, incapaci di esistere separatamente da Lui, completamente dipendenti da Lui, anche se aventi la possibilità di muoverci da soli, con restrizioni, nei limiti del Corpo.

Però, se esaminiamo ad un altro livello, non dal punto di vista del Macro-organismo, ma delle “cellule”, — senza dubbio, come anime siamo separati fin dall’inizio. Per di più, abbiamo una gran libertà di volontà, dataci da Lui.

E’ proprio di questo che si tratta: noi che siamo nati come anime separate, alla fine del nostro sviluppo dobbiamo arrivare allo stato di non-separabilità, non-dualità, con Lui, nel Suo “strato-eonico-base”.

Le affermazioni di alcuni pensatori che fin dall’inizio siamo identici a Lui e persino privi della libertà di volontà, non sono altro che buoni orientamenti meditativi per invitarci all’unione con Lui.

In realtà, è proprio la libera volontà, il meccanismo che garantisce in maniera naturale “il nostro passare attraverso il setaccio” secondo il criterio etico: osserviamo le regole della vita che Egli ci ha dato, aspiriamo ad unirci con Lui nell’Amore! Secondo queste nostre decisioni si formano i nostri destini.

Le nostre conoscenze filosofico-religiose e l’intensità dei nostri sforzi di trasfigurarci in conformità con la Volontà di Dio, determinano, in particolare, i nostri spostamenti da un’eone all’altro. Come si comprende da quanto sopra esposto, ciò non dipende da tali o tal altre nostre azioni, ma dal nostro status emotivo: in quali stati emotivi siamo abituati a vivere — grossolani o fini.

Così, essendoci abituati agli stati grossolani, “pesanti” del rancore, dell’odio, ci garantiamo “una dimora” nell’eone diabolico, tra coloro che sono simili a noi.

Se, invece, abbiamo vissuto negli stati fini e teneri dell’amore, entriamo, in modo naturale, nell’armonia e purezza del paradiso.

Oppure se abbiamo vissuto una vita “grigia” senza entrare negli stati molto “pesanti” e senza finezza marcata della coscienza, dopo la morte del corpo ci troviamo nelle “dimore-eoniche-grigie”.

Neppure il paradiso, però, deve essere il nostro obiettivo, ma la Sede di Dio-Padre. Egli l’ha detto attraverso Krishna, Gesù, Maometto, Babaji, Sathya Sai (ved. Allegato e [5,7,10]).

Tra il paradiso e la Sede Superiore si trova l’eone dello Spirito Santo. Per stabilirsi in Esso divenendo tutt’uno con lo Spirito Santo, la sola coscienza fine(cioè più raffinata) non è sufficiente; ci vuole anche la Saggezza, che è acquisita sia aumentando l’erudizione generale, sia con il lavoro intellettivo, sia servendo attivamente la gente in tutte le cose belle, sia aspirando insistentemente a conoscere Dio.

Krishna, nella Bhagavad Gita [10], descrive dettagliatamente come divenire tutt’uno con lo Spirito Santo (Brahman) e come Egli (lo Spirito Santo) è.

Le anime che fanno parte della Coscienza dello Spirito Santo, permangono in Lui unite, una nell’altra. Bisogna imparare a rimanere in questo stato mentre ancora si vive incarnati nel corpo umano. Questo stato è un grado di sviluppo dell’Amore più alto rispetto all’affettuosità’ ed alla tenerezza. Con questo stato s’intende anche l’unione delle coscienze (coscienza con Coscienza) con l’Oggetto dell’amore. La gente può cominciare ad apprenderlo nei rapporti matrimoniali armoniosi, però, d’importanza principale, sono le speciali tecniche meditative che aiutano ad imparare la meditazione “della reciprocità totale”.

La persona incarnata che ha imparato ad unirsi con lo Spirito Santo, ottiene il titolo di Spirito Santo (Brahman).

Devo rilevare che la forza dell’amore di una persona-Brahman è talmente grande che egli si unisce nell’abbraccio dell’amore non con una sola persona ma con tutti coloro che si trovano in quest’eone.

La funzione cosmica dello Spirito Santo è curare lo sviluppo di tutte le anime che si trovano ancora a basso livello. Lo Spirito Santo, infatti, è l’Organizzatore dei nostri destini. Ne è Lui stesso l’artefice, oppure si serve di moltissimi spiriti aventi tali o tal altre caratteristiche — sia “paradisiache” sia “infernali”.

Quando proviamo le ondate di beatitudine, che arrivano da non si sa dove, di rimando ai nostri pensieri o azioni corrette, è lo Spirito Santo che si rivela a noi. In simili casi la gente sostiene che Egli ci dona la Sua bontà divina. Gli speciali metodi meditativi permettono di avere, velocemente, contatti beati facili e frequenti con lo Spirito Santo.

… Per rendere definitivamente chiaro il termine “Brahman”, è necessario dire qualche parola sull’antico sistema filosofico Indiano chiamato “Vedanta”. E’ importante per noi, perché l’Avatar dei nostri tempi, Sathya Sai, rivolgendosi agli Indù educati nelle tradizioni filosofiche del Vedanta, spesso utilizza la terminologia di questa scuola filosofica.

La filosofia del Vedanta si è formata in India ancora prima di Krishna, sulla base degli insegnamenti pagani di quattro Veda. In quei tempi gli Indù non sapevano ancora dell’esistenza di Ishvara — Dio-Padre (cioè, il Creatore che si trova nella Sua Sede). Proprio per questa ragione, nella filosofia del Vedanta, si considerava Brahman come la Suprema Divinità, e, persino, l’Assoluto.

E’ stato Krishna a raccontare di Dio-Padre agli abitanti dell’India. Più tardi Dio ha dichiarato la stessa cosa al popolo d’Israele e a tutto il mondo moderno cristiano e musulmano tramite i profeti “del vecchio testamento”, Gesù Cristo e Maometto. Però, sia in India sia nel mondo cristiano, un grande numero di persone non è stato in grado di conservare le conoscenze di Dio-Padre, poiché ciò supera la loro capacità di percezione. Lui (il Padre) è rimasto quasi dimenticato da loro e sostituito con antichi personaggi fiabeschi in India, o con uomini deificati dall’immaginazione umana nelle sette o chiese cristiane di massa (per maggiori informazioni, ved. [7,9]).

… Dal novero delle domande elencate all’inizio di questo capitolo, non ne abbiamo esaminato soltanto una: che cos’è “il Figlio”, come membro della “Trinità”? Per conoscere profondamente l’opinione di Gesù Cristo stesso a questo riguardo, sarebbe meglio consigliare ai lettori leggere il “Libro di Gesù” [21]. In breve, risponderò come segue:

Esiste Dio-Padre — la Coscienza Universale Primordiale Superiore che si trova nel finissimo eone dello spazio pluridimensionale nel “Retro-specchio” rispetto a tutto il conglomerato pluridimensionale della Creazione. Esso è l’Obiettivo Superiore per tutta l’umanità.

Lo Spirito Santo è la Sua Rivelazione principale, il Rappresentante, l’Organizzatore e Curatore attivo della vita su tutti i pianeti abitati.

A volte Dio-Padre Si rivela incarnato nei corpi umani. Le persone che sono arrivate all’Unione con Lui, diventano queste Sue Particelle. In varie lingue Essi Si chiamano Messia, Cristo, Avatar.

Perciò, nella terminologia della Bhagavad Gita, la “Trinità” è costituita da Ishvara, Avatar e Brahman.

Il termine “Figlio, però, come spiega Gesù stesso [21], non è poi così fuori luogo, perché ognuno deve imparare a sentire Dio come suo Padre-Madre, e se stesso come figlio o figlia. Ogni persona che l’ha compreso, diviene il Figlio o la Figlia.

Quando Gesù parlava alla gente di Sé come il Figlio di Suo Padre-Dio, intendeva proprio questo. La gente non l’ha capito né allora, né a tutt’oggi…

 

DIO E NOI

 

Dio non è un uomo invisibile volante, come Lo si rappresenta nelle sette religiose primitive. Dio è l’Oceano Universale della Coscienza. Quali sono le Sue dimensioni? Siamo capaci di immaginare un “anno luce”? L’anno luce è l’unità astronomica per misurare lo spazio cosmico, è la distanza che un raggio di luce percorre nel giro di un anno terrestre. Gli astronomi hanno scoperto nell’universo gli oggetti che distano miliardi di anni luce dalla Terra. Però Dio è ancora più grande. Poiché l’universo è infinito, Dio è infinitamente grande.

Per quanto grande ci sembri il nostro pianeta, quando camminiamo stanchi o viaggiamo sulla sua superficie, o gli voliamo intorno, in realtà questo pianeta è infinitamente piccolo nei confronti della grandezza dell’Oceano della Coscienza di Dio.

La Terra è solo uno dei molti miliardi di isolotti di materia da Lui creati nell’Oceano (della Coscienza). Sulla Terra, come su molti altri pianeti dell’universo, si sono create le condizioni accettabili per la vita e l’evoluzione dei corpi organici. Nei corpi delle piante, animali e uomini si svolge l’evoluzione della Coscienza Universale. Noi — ognuno di noi, uomini — siamo i piccoli grumi dell’energia di coscienza che hanno attraversato, nel loro passato individuale, lo sviluppo nei corpi vegetali, animali e quindi umani, e adesso, su questa tappa della vita nel corpo umano, siamo obbligati a fare gli sforzi attivi per l’auto-perfezionamento.

Dobbiamo cercare di diventare meritevoli e capaci di tuffarci nella Sede del Creatore ed unirci con Lui. Allora otterremo la Calma finale nella Suprema Beatitudine dell’Eterna Unione con Lui, di Essere Lui.

Egli ci ripete ancora ed ancora questo obiettivo, incarnando le parti di Lui nei corpi umani degli Avatar, Messia, Cristo. Però la maggior parte della gente è incapace di comprendere e trattenere nella memoria questa Verità; gli uomini sono sempre propensi a dimenticare, alterare, travisare gli insegnamenti di Dio che sono tramandati fino a noi. Così nascono varie sette religiose. [7,16,34].

… Ogni “isolotto”-pianeta materiale nell’Oceano infinito di Dio esiste per un certo periodo. Poi arriva “la fine del mondo”. Le coscienze (anime) che non hanno fatto in tempo ad unirsi con Lui, o almeno ad avvicinarsi strettamente a Lui, sono eliminate, distrutte. Invece, coloro che si sono uniti a Lui, arricchiscono Lui con se stessi, avendo realizzato il proprio senso della vita, il proprio amore per Lui nell’Unirsi con Lui.

 

SENSO DELLA VITA DELL’UOMO

 

Quando diventando adulto, l’uomo passa dalla tappa istintivo-riflettente del suo sviluppo a quella umana nel senso stretto, nella quale per stabilire un modo di vita e di comportamento, comincia a dominare l’intelletto, davanti ad ogni uomo sorge, immancabilmente, il problema del senso della sua vita.

Molti filosofi si sono lambiccati il cervello per risolvere questo problema. A tutti costoro è stata inaccessibile la vera filosofia di Dio, mentre le concezioni travisate create dalle sette, non li potevano certo soddisfare. Di conseguenza, il problema del senso della vita è stato “riconosciuto” da molti essere uno “pseudo-problema”, cioè un problema che in partenza non ha risposta. Secondo questa concezione ateistica, risultava che in linea di principio l’uomo non si distingue dagli animali e il senso oggettivo della sua esistenza sulla Terra è… soltanto lasciare la prole, continuare “il genere umano”, creare i valori materiali per i discendenti. Se è così, nessuno sforzo spirituale è necessario, non c’è bisogno neppure dell’etica nei rapporti con gli altri esseri viventi… “Che cos’è la nostra vita? — E’ un gioco… Il bene e il male sono null’altro che sogni… Il lavoro, l’onestà sono fiabe per donnette…”2. E “quando arriva il momento”, il suicidio è l’unico passo corretto per l’uomo degno di rispetto…

Ma la Verità è che il senso della vita esiste.

Esso è lo sviluppo della coscienza qualitativo e quantitativo.

Lo sviluppo qualitativo comprende il perfezionamento intellettuale ed etico, nonché l’affinarsi della coscienza. Quello quantitativo è l’accrescimento diretto della quantità dell’energia della coscienza fine.

In particolare, l’ultimo rispecchia la cosiddetta “forza personale” dell’uomo — la potenza psico-energetica della coscienza individuale concreta che dipende dalla quantità accumulata di energia della coscienza, in altre parole, dalla grandezza dell’anima.

Secondo questo criterio Dio divide le anime in quelle “piccole” e quelle “grosse” [9], le quali possono essere portatrici di qualità sia positive sia negative. Egli chiama diaboliche le anime “piccole” che hanno sviluppato in se le qualità negative. Se queste ultime hanno accumulato anche “la forza personale”, sono diavoli. Possiamo incontrarli sia incarnati che non incarnati. Nello stato non incarnato il loro destino è l’inferno e nel futuro — le incarnazioni “infernali” durante le quali essi, in sofferenze, dovranno eliminare il loro brutto karma (il loro destino creato da loro stessi). In tal modo Dio propone conoscere sulla loro esperienza che cosa è il dolore che loro hanno causato agli altri. Lo fa così per aiutare loro a migliorare, per far riflettere sulla loro vita, sul senso della vita dell’uomo, su Dio e sulla Via che porta a Lui…

Invece le persone che si sviluppano nella giusta direzione, a velocità sempre più alta vanno nelle braccia del loro amato Dio, la loro vita si riempie sempre di più della vera felicità Divina, dell’esultanza di conoscere l’Amore Divino.

Come, concretamente, Dio ci vuol vedere?

 

DESTINO E LA SUA CORREZIONE

 

Vivendo nei nostri corpi fisici, spesso pensiamo che possiamo restare “completamente da soli”, che possiamo avere segreti dei quali “nessuno non saprà mai nulla”. In realtà, queste sono nostre ingenue illusioni. Dai nostri corpi vediamo soltanto i corpi delle persone incarnate come noi, alle quali veramente possiamo nascondere qualcosa.

Però, in realtà viviamo completamente aperti davanti a Dio e a una moltitudine di esseri spirituali. Essi, non solo osservano continuamente il nostro comportamento, sentono i nostri discorsi, le nostre emozioni, ma per loro sono aperti completamente anche tutti i nostri pensieri.

Non succede mai di restare invisibili a nessuno. Quando “ci appartiamo” a fare il sesso, pure lì ci osservano. Fossimo in un deserto, in una foresta, su un isolotto deserto nell’oceano — di giorno e di notte, quando fa caldo o gran freddo — siamo completamente aperti a Dio e a molti esseri non incarnati. Persino nel gabinetto dietro la porta chiusa siamo alla loro vista da tutti i lati, da sotto e persino da dentro. Né i vestiti, né altre barriere o involucri possono fare da ostacolo.

In relazione a tutto ciò, sarebbe molto utile la meditazione: “Sono sul palmo di Dio”. Se sentiamo sempre il Suo sguardo, ci aiuterà a liberarci al più presto da tante cose inutili che sono in noi.

… Ma essi (Dio e gli spiriti), essendo invisibili per noi, possono influenzarci in qualsiasi modo.

Influenzano facilmente anche le nostre emozioni, specialmente se noi stessi non siamo capaci di comandarle. Per esempio, è facile farci innamorare di qualcuno o inaspettatamente disinnamorare. Oppure, passeggiando, ci “è venuta la voglia” di fermarci, andare a sinistra o a destra, o andare più velocemente, e là…

Ci possono infondere una certa idea che noi riteniamo essere nostra, oppure,

influenzando i centri cerebrali, ci fanno scivolare, cadere, ferire, o, fallire il colpo.

Un criminale mi ha assalito e mi ha fatto qualcosa non solo perché è un primitivo crudele e maligno che va verso l’inferno, ma anche perché, in questa situazione, Dio gli ha permesso di incontrarmi.

Quanto più primitivo è l’intelletto dell’uomo, tanto più facile è comandarlo, poiché esso non ha convinzioni etiche solide e non fa resistenza a tale controllo.

E’ ancora più facile comandare gli animali. Quindi, se qualcuno è stato morsicato da un cane, ciò è successo non solo per volontà del cane.

Dio e gli spiriti comandano gli uomini e gli animali. Influenzano anche gli oggetti non vivi; così una palla può, se c’è bisogno, essere deviata, una bomba, un proiettile, una granata, possono non esplodere e il fuoco può estinguersi. Al contrario, il fuoco, l’acqua e qualunque altra cosa, possono d’improvviso apparire in un posto imprevisto e nel momento inaspettato. Gli esempi sono i fenomeni di poltergeist e i miracoli che fanno i Messia, e non solo vicino ai Loro corpi, ma anche a qualsiasi distanza. Adesso lo dimostrano Sathya Sai [5,7,10], David Copperfield [9], Anastasiya [22].

Avendo capito che Dio è dappertutto e che Egli è onnipotente, dobbiamo accettare che nessuna forza esterna è in grado di arrecarci del danno senza la volontà di Dio. (Anche tutti gli spiriti sono comandati da Lui). Se ci capita qualcosa di spiacevole, bisogna cercare la causa in noi stessi: nel nostro destino, nei nostri errori del passato prossimo o remoto.

… Abbiamo già affermato che Dio ha realizzato tutta la Sua Creazione non per noi, uomini, ma per Lui. Noi, uomini, non viviamo indipendentemente. E non siamo separati oggettivamente da Dio. Al contrario, siamo in Lui, e la nostra convinzione di essere separati da Lui è solo una nostra stupida illusione che ci porta ai nostri guai.

Dipendiamo completamente da Lui. Egli ci pascola come Suo gregge, ci manda ogni volta a crescere e diventare adulti sui pascoli della Terra. Qui nelle interazioni con coloro che sono simili a noi e con gli oggetti del mondo materiale acquistiamo e rafforziamo le nostre qualità, belle o brutte che siano.

Dobbiamo imparate a vedere, sentire ed ascoltare il nostro Pastore e ad amarLo. Qualcuno lo impara con gioia, qualcuno cerca di nascondersi da Lui, facendo finta che Egli non esista per nulla, pensando: ci sono io! — così sano, forte e bello!

Egli educa con tenerezza quelli ubbidienti, buoni, amorosi, intelligenti e velocemente li fa avvicinare a Sé ed entrare in Sé.

Gli altri, invece, continuano ad incarnarsi e reincarnarsi nei corpi nuovi. E tra un’incarnazione e l’altra, vivono a lungo tra le anime loro simili, in quegli stati della coscienza ai quali si sono abituati, vivendo sulla Terra.

Dio continua a prendersi cura di noi fino alla “fine del mondo” tramite i Suoi Messia e profeti, e per mezzo dei libri santi. Egli ci fa capire anche cosa vuol dire essere maligni, bugiardi, vili, amanti dei beni altrui — ce lo fa capire aizzando contro di noi gli uomini-criminali, animali feroci… In questo modo ci vuole spiegare cosa significa provare il dolore, la paura, la collera degli altri, cosa vuol dire essere derubato… per insegnarci a non farlo agli altri. La gente lo chiama “la legge karmica” — la legge della correlazione tra le cause e le conseguenze nei nostri destini. Seguendo questo principio, Egli ci “percuoterà” fino a quando ci libereremo dei nostri vizi, diventando come Lui ci vuole vedere: teneri, premurosi, altruistici, assolutamente onesti, privi di sussiego e arroganza, incapaci di arrabbiarci né di diventare violenti. La violenza è possibile soltanto per difendere la gente buona dalla violenza maligna di qualcuno.

Egli è l’Amore. Per affluire in Lui o almeno avvicinarci a Lui, anche noi dobbiamo diventare l’Amore.

Che cosa è l’Amore? Ben poca gente capisce cosa significa questa parola! L’Amore è composto, prima di tutto, dagli stati emotivi, il principale e il più prezioso dei quali è una sottile tenerezza su uno sfondo di Calma. Nonché, sollecitudine, benevolenza, deferenza, rispetto, gratitudine, ecc. Le emozioni non sono i pensieri, né la mimica, né le reazioni, né i processi elettrici nel cervello. Le emozioni non sorgono nella testa, come suppongono i fisiologi-materialisti. Le emozioni sorgono nel torace, collo, ventre. Esse nascono negli organi emoziogeni specializzati — chakra.

Le varianti dell’Amore elencati sopra si producono nel chakra anahata situato nel torace. In realtà, queste varianti sono conosciute solo da coloro che hanno questo chakra sviluppato e funzionante regolarmente. Per gli altri, parole come tenerezza, benevolenza, ecc. sono soltanto parole che non portano ad alcun significato concreto. Chi vive senza l’amore “cordiale”, vive lontano da Dio e per adesso non ha nessuna chance di successo spirituale, di conoscere Dio e il Suo Amore, neppure in paradiso.

L’Amore e la Calma sono due stati, vivendo nei quali abbiamo delle chance per il rapido perfezionamento spirituale, per avvicinarci a Dio. Invece diverse varianti della collera (odio, furia, irritazione, biasimo, gelosia, insoddisfazione ed altre) e della paura sono gli stati che ci portano nella direzione opposta a Dio, all’inferno. Queste due paia degli stati sono opposti e si escludono l’un l’altro.

E’ facile imparare la collera e la paura. Quasi tutti ne sono capaci. In Russia per decenni le insegnavano i liders del partito Comunista dell’Unione Sovietica, oggi si emulano i fascisti russi ed i mistici con propensione schizofrenica e paranoica [7,9]. E tutta la situazione nel nostro paese (caos economico, mancati pagamenti degli stipendi, criminalità scatenata, alcoolismo, assaporamento della violenza e della paura in alcuni film) creano le condizioni favorevoli per l’integrazione dell’eone diabolico con i russi.

Vogliamo andare lì? Come possiamo opporci al male che ci porta verso l’inferno? Odiando coloro che “hanno organizzato tutto questo”? E’ la più facile e stupida soluzione. Proprio essa ci garantirà un brutto karma per questa e la seguente vita terrestre con l’inferno fra di esse.

Le condizioni in cui viviamo adesso, sono il karma di ognuno di noi meritato nelle nostre vite passate prive di spiritualità. Vogliamo che sia ancora peggio nel futuro?.

A un bel destino, al paradiso, a Dio ci possono portare soltanto l’Amore unito alla calma, indipendentemente dalle circostanze esterne.

Come possiamo imparare l’Amore e la Calma?

Il primo metodo che Dio ha proposto alla gente nei tempi remoti, è l’amore sessuale armonioso — proprio l’amore non passionale, privo di libidine (voglia egoistica), gelosia — l’amore basato sul rispetto mutuo, su donarsi all’altro, agire per il bene dell’altro, per l’armonia comune e non per se stesso.

Il secondo metodo è l’educazione armoniosa e felice dei bambini.

Il terzo — l’armoniosa comunicazione con la natura viva.

Il quarto — l’arte spirituale, ossia ciò che favorisce lo sviluppo in noi, prima di tutto, dell’Amore e della Calma.

Il quinto — visitare i templi, nei quali sono organizzate le meditazioni di gruppo armoniose che sviluppano l’Amore.

Oltre a ciò, esistono metodi esoterici per lavorare su se stessi, nei quali al primo posto, deve stare lo sviluppo dell’organo principale dell’amore emotivo — il chakra anahata. Poi seguono i metodi per la raffinazione della coscienza, la cognizione dello Spirito Santo e quindi di Dio-Padre.

… Noi — come coscienze, anime — durante tutta la nostra evoluzione personale abbiamo formato in noi alcuni tratti individuali che si chiamano “tratti del carattere”. Essi possono essere sia buoni sia viziosi.

Esistono, per esempio, i seguenti vizi: iracondia, aggressività, violenza, mordacità, presunzione, cupidigia, egoismo, noiosità, falsità, maleducazione, mancanza di tatto. Nell’uomo possono essere presenti anche tali tratti viziosi meno significanti, però sgradevoli alla gente circostante, come il vezzo di rosicchiare le unghie, “tremare con le ginocchia”, seduti a tavola costantemente “tirare su il moccio”, utilizzare le parole grossolane o semplicemente parlare troppo e a voce molto alta. Fra i vizi possono essere annoverate anche la mancanza di qualità positive, per esempio, mancanza della calma interna, incapacità di amare sinceramente e con tenerezza, di essere fedele e sicuro nei rapporti con la gente, mancata fede nell’esistenza di Dio e non aspirazione alla Perfezione spirituale, mancanza della buona volontà di aiutare la gente con il bene.

Come si fa a lottare contro i vizi? In varie situazioni i consigli possono essere diversi. Così a volte basta solo venire a sapere che tali mie azioni sono viziose, e subito ci si disabitua a farle. Per esempio, l’autore di questo libro ha smesso di fumare, bere gli alcolici e mangiare i corpi degli animali ammazzati, subito dopo che è venuto a sapere dell’esistenza di Dio e del il senso della vita; che mangiare i cadaveri degli animali non è una necessità ma un capriccio crudele del nostro vizio della gola.

Ci sono i vizi, quindi, causati dall’ignoranza, i quali se ne vanno facilmente subito dopo di aver ricevuto le conoscenze.

Ma ci sono anche alcuni tratti viziosi del carattere — consuetudine a mentire, stare nello stato di irritazione e collera, noiosità, presunzione, cupidigia, egoismo, codardia, ecc. — che non possono essere eliminati istantaneamente. Per vincerli è necessario un lavoro intellettivo per comprenderli, creare i nuovi stereotipi del pensiero, reazioni e comportamento emotivi. Qui possono essere di gran aiuto la lettura della letteratura spirituale seria, alcuni metodi di lavoro psico-energetico, per esempio, mettere a posto il sistema dei propri chakra ed il serio ravvedimento.

Adesso analizziamo che cosa è la penitenza: qual’è il suo significato ed il meccanismo.

Anche nelle correnti religiose degenerate può esistere la penitenza, però in esse ha già perso la sua efficacia, perché si è dimenticata la corretta idea dei rapporti tra l’uomo e Dio. In queste correnti religiose Dio è visto come un giudice terribile, il quale, non si sa perché, fa la cernita degli uomini a seconda dei peccati che essi hanno (confessati o non confessati) e poi, in base a tutto ciò, li manda a vivere eternamente all’inferno o in paradiso. Come affermano queste correnti religiose, la “confessione” che salva dall’inferno, consiste nel riferire regolarmente al “pastore” della setta i peccati commessi, dopodiché, si “fa l’espiazione dei peccati” e così ci si salva dall’inferno. Vale a dire, si possono commettere i peccati perché li commettono tutti. Se non fai il peccatore, potresti inorgoglirti della tua devozione, e proprio quello sarebbe il peccato più terribile. Quindi, possiamo peccare, l’importante è sottoporsi alle confessioni che ci salvano.

Una persona intelligente capisce che tale “formula di penitenza” non è altro che un metodo d’impaurire la “parrocchia” per far frequentare i templi, facendo “donazioni volontarie” per mantenere i “pastori”.

Leggendo questo libro, dovrebbe sorgere in noi la domanda: com’è stato possibile motivare teoreticamente un tale schema di penitenza così assurdo? Il problema è che nelle concezioni di tali sette “cristiane” è stata persa la conoscenza che Dio-Padre ci sta aspettando in Sé così come dobbiamo diventare: perfetti, simili a Dio. Di conseguenza, il significato della penitenza non è quello di riferire al prete per evitare l’inferno, ma liberarsi completamente dai vizi come proprietà dell’anima per diventare Amore puro, come Dio; poi, avendo acquisito la Saggezza e la Forza, unirsi eternamente con Lui, diventando una Parte di Lui. In altre parole, dobbiamo prepararci come un bel regalo per Lui, come un dono del nostro Amore per Lui, come un Presente Santo. E questo Presente deve essere Divinamente puro.

Ormai deve essere chiaro che per quanti “rapporti” o confessioni facciamo e per quanti perdoni chiediamo dei nostri peccati, continuando a vivere nella grossolanità emotiva, questo non ci salverà per niente dall’inferno, non ci avvicinerà né al paradiso né a Dio!

… Il meccanismo principale della penitenza è pentirsi delle proprie colpe. Ogni danno ad un essere vivente, sia per cupidigia, sia per negligenza o a causa del nostro pessimo carattere, è il principale dei nostri peccati. Possiamo arrecare danno sia con le nostre azioni e parole sia unicamente con le nostre brutte emozioni. Per di più, ogni volta che usciamo dallo stato di amore, non solo ci allontaniamo da Dio, ma sporchiamo lo spazio circostante dell’Assoluto con le energie delle nostre brutte emozioni. Dio ci fa capire che anche tali nostri stati sono peccato e fanno accumulare karma negativo.

Possiamo immaginare i nostri peccati come le perline infilate sui fili dei nostri brutti tratti — vizi. Per liberarci dai vizi, dobbiamo cercare di ricordarci di tutte le situazioni del filo di ogni vizio, provare il dolore che abbiamo causato all’altro essere e, essendo pentiti, rivivere nella mente tutte quelle situazioni correttamente. Proprio in questo modo possiamo distruggere tutti i nostri stereotipi errati e preparare i campioni delle decisioni corrette.

… “La Verità (cioè, capire correttamente che cos’è Dio, l’uomo, l’Evoluzione) — la Semplicità — l’Amore — il Karma-yoga (servire Dio servendo la gente in tutte le cose belle) — la Liquidazione del proprio “io” inferiore per unirsi con “Io” Superiore di Dio” — tale schema per il lavoro spirituale ci è stato proposto dall’Avatar Babaji. Cambiandoci così come vuole Dio, cambiamo i nostri destini, riempiendoli sempre di più delle possibilità favorevoli al lavoro spirituale, rendendo le nostre vite sempre più felici, avvicinandoci all’Obiettivo Finale della nostra evoluzione personale — la Beata Unione con Dio-Padre.

 

AMORE, SAGEZZA E FORZA

 

Un giorno Dio mi ha spiegato che le Sue qualità principali sono l’Amore, la Saggezza e la Forza. Quindi, aspirando ad Unirsi con Lui, la gente deve svilupparsi su questi tre parametri principali [9]. Molti anni dopo, le stesse parole sono arrivate a noi da Dio tramite il “Libro di Gesù” [21].

L’acquisizione di ognuna delle qualità di Dio indicate viene realizzata sia nella vita “comune” ispirata dall’aspirazione corretta, sia per mezzo dei metodi speciali psico-energetici.

Tutte queste cose ci insegnava ed insegna Gesù [10].

Il nostro contemporaneo il Messia Sathya Sai ci dà la spiegazione dettagliata degli stessi principi per l’uomo moderno [5, 7, 10, 28-30 ed altri].

I preziosissimi consigli per rendersi simile al modello della perfezione etica si possono trovare anche negli insegnamenti di altri Maestri spirituali che hanno conosciuto Dio, tali come Juan Matus, Rajneesh ed altri [10].

… Dunque, l’aspetto etico dello sviluppo deve cominciare per noi comprendendo come, a questo riguardo, ci vuole vedere Dio, cercare in noi i vizi, eliminarli anche per mezzo della penitenza, coltivare attivamente in noi le qualità positive. Per coloro che seguono con passo sicuro questa Via, ispirati dall’aspirazione alla conoscenza pratica di Dio e con l’Amore sincero per Lui, per essi, come tappa decisiva dell’auto-correzione etica (prima di tutto, del controllo delle proprie emozioni), vi sarà la pratica di autoregolazione psichica. All’inizio, in questa pratica s’impara a spostare la concentrazione della coscienza sui chakra, poiché proprio essi sono gli organi nei quali si producono le emozioni o altri stati psichici dell’uomo.

Per esempio, il chakra anahata (il cuore spirituale)3 è l’organo che produce l’emozione dell’amore “cordiale”. Quindi, se abbiamo pulito e sviluppato questa nostra struttura energetica per mezzo degli esercizi speciali, basta solo entrare in essa con la coscienza, e, dallo stato di stanchezza, irritazione, ansia passiamo allo stato limpido e puro d’amore e calma. Coloro che esercitano tali pratiche, notano che cambia anche l’atteggiamento della gente nei loro confronti: ormai creiamo un campo energetico favorevole per coloro che si trovano attorno a noi, essi si sentono meglio e gli fa piacere essere in contatto con noi — quindi, cambia anche l’atteggiamento.

Se invece abbiamo bisogno di essere energici, sarà molto utile il chakra manipura ben funzionante o l’insieme di tutti e tre i chakra inferiori (hara).

L’attività intellettiva non può avere buon esito, se i chakra della testa sono sporchi o non sviluppati…

A questo proposito, va ricordato che lo stato dei chakra influenza direttamente il funzionamento degli organi che si trovano in quelle zone del corpo. Molte malattie croniche si curano facilmente dopo la semplice pulizia energetica del chakra corrispondente.

… Lo sviluppo dell’aspetto della Saggezza nell’uomo si divide in due tappe.

La prima tappa è l’accumulazione della conoscenza e il perfezionamento dell’apparato intellettivo. La capacità di distinguere le concezioni false e le capacità artistiche dell’intelletto (trovare nuove soluzioni, l’ingegnosità nei lavori piccoli e grandi confermano che esso è sviluppato). Studiare nelle scuole, lettura dei libri, giochi che sviluppano l’intelletto, lavoro intellettivo nella scienza, produzione, pedagogia, ecc. — tutto ciò favorisce l’evoluzione positiva delle anime umane.

Senza l’intelletto sviluppato risulta estremamente pericoloso occuparsi delle pratiche religiose serie. Tali persone diventano facilmente vittime di concezioni false e nocive tipo quelle che affermano che per il progresso spirituale è necessario bere quanto più urina possibile oppure che “la Liberazione” si raggiunge rigettando completamente tutte le norme etiche e per mezzo delle reazioni “spontanee”. Queste persone non sono capaci di discernere l’amore dalla concupiscenza, la tenerezza dalla mellifluità, la finezza dalla grossolanità, Dio dal diavolo. Per esempio, pensando di sentire la voce di Dio, essi si sottopongono alla guida dei diavoletti e diavoli, rimangono incantati dalla loro “forza personale”, essendo uniti con la grossolanità diabolica. Il lavoro psico-energetico non è per i deboli di mente, il cui compito, per adesso, è perfezionarsi servendo, rafforzare la fede, occuparsi dell’auto-correzione etica, accumulare le conoscenze.

La seconda fase dello sviluppo dell’aspetto della Saggezza consiste nell’assuefarsi a vivere come coscienza nello spazio pluridimensionale e conoscere le coscienze che abitano lì, inclusa la Coscienza del Creatore. Questo processo porta alla sostituzione graduale dell’egocentrismo caratteristico degli uomini nel periodo infantile con il Diocentrismo. Una persona incarnata raggiunge la cima della Saggezza per mezzo della sua capacità di vedere i fenomeni del mondo materiale con lo sguardo Diocentrico, con lo sguardo che esce da Dio e non dal proprio piccolo “io” legato al corpo, come in quasi tutta la gente.

“Rivolgi la tua mente a Me” — così ci insegnava Dio tramite la Bhagavad Gita [10], cioè, prima con la mente cerca di capire che cos’è Dio e qual’è il tuo posto nella Creazione, in relazione con la Sua Esistenza. Se riesci farlo, allora, per mezzo delle speciali pratiche spirituali puoi acquisire la capacità di immergerti come coscienza in Lui [6,7], avvicinandoti alla completa e definitiva Unione con Lui.

La capacità di comandare l’orientamento della propria mente e quindi della coscienza, invece di reagire inconsciamente agli eccitamenti interni ed esterni al corpo, non può essere acquisita senza le speciali pratiche psico-energetiche.Si tratta del lavoro con le proprie indrie.

“Indrie” è un termine sanscrito che significa “i tentacoli” della coscienza.

Una persona “comune” incarnata che vive nel corpo non è per nulla padrona del proprio corpo, piuttosto ne è il suo schiavo. E’ legata ad esso, come un’autista fortemente e per molto tempo, incatenato al sedile ed ai meccanismi di comando di un’autovettura. Le “automobili” sono di diversi tipi: c’è chi possiede quelle nuove, chi ne ha una ancora in buono stato, e chi ne possiede di vecchie e decrepite. Di solito l’uomo si trova con la coscienza, sintonizzato con un proprio chakra, spesso sporco e mal funzionante, e se la sua coscienza si sposta dentro il corpo, lo fa non per sua volontà, ma per i propri bisogni corporali: dolore da qualche parte, piacere da qualche parte… Da questa sua “automobile” egli guarda fuori soltanto per mezzo dei propri organi di senso: la vista, l’udito, l’odorato, ecc; come se avesse teso “i tentacoli” della sua coscienza attraverso gli organi di senso.

Facciamo un esempio:

Sto ascoltando la radio. Le indrie si sono tese dalle mie orecchie al ricevitore. D’improvviso, lì vicino, squilla il telefono. Momentaneamente sposto le indrie al telefono, staccandole dalla radio. Adesso esse sono sull’apparecchio telefonico, non percepisco più la radio.

Anche per mezzo della mente tendiamo le nostre indrie verso gli oggetti e verso la gente, quando pensiamo a loro. Le persone sensibili lo sentono e persino vedono con la chiaroveggenza le indrie altrui dirette su di loro o su qualcun’altro. A seconda dello stato emotivo di colui che tende le sue indrie, esse possono compiere azione benefica, neutra, spiacevole e persino morbifera. L’ultimo fenomeno è chiamato dalla gente “malocchio”: una persona energeticamente forte e cattiva tocca un’altra con le sue indrie, “riversando” così in essa l’energia delle sue brutte emozioni; l’altra persona, a quel punto, sta male e può persino ammalarsi.

Ognuno può porsi la seguente conclusione: il mio stato emotivo, specialmente se sono già dotato della mia “forza personale”, non è solo una mia cosa personale. Possiamo far molto danno agli altri con le nostre cattive emozioni, anche se non lo vogliamo. Al contrario, possiamo aiutare gli altri, anche curarli, se inviamo a loro il nostro amore.

…Man mano che la persona si sviluppa come coscienza nella giusta direzione, gradualmente si libera dalle catene che la legano al corpo. All’inizio impara a spostarsi all’interno del corpo lungo i chakra ed i meridiani principali, acquisendo così la capacità di eliminare dal corpo lo sporco energetico. Così migliora molto la salute. Poi diventa possibile anche uscire dal corpo, accrescere attivamente la coscienza come dimensione, sviluppare “la forza personale” che permette anche di passare da un eone all’altro, investigando attivamente la natura pluridimensionale dell’universo.

Una coscienza sviluppata uscita dal chakra anahata al di fuori dei limiti del corpo, può essere paragonata ad un’ameba che ormai liberamente, da sola, non per mezzo degli organi dei sensi del corpo, tende le sue indrie ai vari oggetti e li attrae. Man mano che si raffina la nostra coscienza, acquistiamo la capacità di penetrare sempre più negli eoni fini sino alla Sede della Coscienza Primordiale, la Coscienza di Dio-Padre.

… “La forza personale” dell’uomo non è la forza del corpo, ma la forza della coscienza. Essa può essere sia diabolica, sia Divina, secondo la direzione che ha preso la persona nel suo sviluppo. E questo dipende, prima di tutto, dagli stati emotivi, ai quali la persona si è abituata.

Non è possibile sviluppare correttamente la “forza personale” senza mantenere il proprio corpo sano ed attivo. Quindi, il lavoro fisico, gli esercizi sportivi, la tempra e l’alimentazione corretta sono molto importanti, fin dall’infanzia. Il corpo deve diventare forte e sano per raggiungere veramente alti progressi spirituali.

La struttura energetica indispensabile per la crescita intensa di una coscienza individuale è l’insieme dei tre chakra inferiori detti anche hara (il dan-tian inferiore). Cominciare il lavoro spirituale sviluppando proprio l’hara, sarebbe un grave errore, perché acquisire “la forza personale” senza aver sviluppato il chakra anahata e non essendo eticamente maturo, potrebbe coltivare nella persona gravi vizi etici. In questo caso le pratiche psico-energetiche non saranno benefiche, ma faranno soltanto un enorme danno.

Quindi, nel lavoro psico-energetico sarà sempre in primo piano il lavoro con il cuore spirituale (il chakra anahata, il dan-tian medio), specialmente all’inizio della Via. Esser capace di guardare il mondo dal chakra anahata e la capacità di mantenere questo stato persino nelle situazioni estreme, è il criterio che permette di cominciare ad insegnare al discepolo le metodiche d’accrescimento della forza della coscienza.

 

CHE COS’E’ L’AMORE

 

L’amore ha molti aspetti. Esso si rivela in sollecitudine, tenerezza, fedeltà, altruismo e servizio attivo a Dio, che è realizzato col servizio alla gente, chiamato karma-yoga (il lavoro non per se stessi ma per Dio), ecc.

Però la “base” dell’amore è permanere sempre con la coscienza nell’anahata e convertirsi come coscienza in una costante emozione dell’amore che si emana su tutta la gente, su tutto ciò che vive. Una delle sue rivelazioni principali è la tenerezza, anche sessuale. E non possiamo non notare che la vita sessuale corretta favorisce in modo diretto lo sviluppo dell’amore nella gente.

Dio è Amore. Aspirando ad unirsi con Lui, anche noi dobbiamo diventare Amore, dobbiamo diventare le coscienze che permangono sempre nello stato dell’Amore costante simile a Dio. Allora diventiamo i discepoli di Dio, che Egli accetta in Se dopo aver loro insegnato le ulteriori saggezze. Questa è la condizione principale per progredire sulla Via che porta a Lui.

Coloro che sono contro l’amore, sono i nemici di Dio.

Avendo sviluppato il cuore spirituale prima dentro al proprio corpo, l’adepto della Via Diretta impara ad allargarlo al di fuori del proprio corpo (di qualche metro, all’inizio, poi riempiendo con esso tutta la Terra, poi ancora di più). Proprio questa sarebbe la variante ottimale per disidentificarsi con il corpo, accrescere la coscienza individuale in modo corretto, diventare capaci di esistere ed agire fuori del corpo, mentre ancora esso è in vita.

Una persona che si è sviluppata a tale grado, che perde l’attaccamento al proprio corpo, non ha più paura della morte del corpo, perché ormai sa che il fatto di avere un corpo non ha più tanta importanza, e la morte del corpo è soltanto la liberazione dalle faccende terrestri inutili. Tale persona risulta vicinissima al momento in cui il Creatore Si aprirà per essa e le permetterà di entrare nella Sua Sede.

 

AMORE PER LA GENTE

 

L’Amore può e deve rivelarsi sia nelle emozioni, sia nelle cose quotidiane.

Abbiamo già parlato dell’amore emotivo e ne riparleremo più avanti. Adesso ripeteremo soltanto che lo sviluppo in sé dell’amore emotivo è il metodo più importante del perfezionamento spirituale; ciò va messo in risalto. Proprio tramite questo metodo ci convertiamo (come coscienza) prima all’Amore Simile a Dio, poi a quello Divino, unendoci a Lui.

Non si deve confondere questo amore con la concupiscenza e la passione sessuale egoistica. Esso non somiglia neppure lontanamente a quell’atteggiamento melenso, parodia dell’amore, che appare proprio quando si cerca di dimostrare eterno amore, mentre, invece, si ha il cuore spirituale privo di questa emozione. L’indice del vero amore è, anche, l’assenza di violenza, costrizione; altrimenti, ciò non sarebbe amare, ma violentare. L’amore è fine, tenero, privo d’egoismo, egocentrismo; è basato sulla sollecitudine per l’altrui persona, per gli altri e non per sé. L’amore deve maturare col supporto della vera conoscenza di Dio e del senso della vita dell’uomo.

Unito con le conoscenze e l’esperienza, tale amore diventa saggio.

Aiutando gli altri, lottando per il loro bene, e per mezzo di speciali pratiche meditative, esso diventa forte.

Amore, Saggezza e Forza sono tre qualità di Dio. Colui che le ha sviluppate in sé fino al livello Divino, affluisce facilmente nella Coscienza di Dio-Padre, concludendo la propria evoluzione d’uomo. Poi comincia l’esistenza attiva in qualità di una Parte di Dio-Padre.

Ma questa Via che porta alla Divinità non può essere percorsa soltanto facendo riflessioni su di essa. Cambiare se stessi è lungo e difficile. In un certo modo è simile al lavoro degli atleti, i quali allenandosi per anni con pertinacia e fatica, perfezionano i loro corpi. Però, il lavoro con la coscienza è molto più difficile. Qui, come nello sport, l’uomo non è capace di raggiungere grandi progressi senza l’aiuto di un maestro. Un uomo-Guru incarnato — colui che ha già percorso tutta o quasi tutta la Via e ha conosciuto già di persona l’Obiettivo della Via — può diventare un simile maestro sulla Via spirituale. Oppure Dio Stesso può essere il Guru, com’è successo nella mia vita [9].

Il metodo universale di sviluppo di se stessi sulla Via della Perfezione, che da sempre ci propone Dio, è il karma-yoga — l’auto-perfezionamento per mezzo del servizio a Dio in forma d’aiuto alla gente nella loro evoluzione. Tale aiuto può esprimersi nel portare alla gente le conoscenze spirituali, dare l’istruzione elementare, lavorare nella scienza, pedagogia, medicina, arte, edilizia, produzione dei vestiari, prodotti alimentari, commercio, industria, proteggere la quiete pubblica contro lo schifo della gente criminale — rifiuti dell’Evoluzione. E’ importante che tale attività sia svolta, non per se stessi, cioè, per qualche interesse, ma per aiutare la gente ad avvicinarsi alla Perfezione, provvedendo anche alla loro vita sulla Terra, in questa Scuola di Dio.

Il principio del karma-yoga non significa essere obbligati ad un lavoro gratuito; ciò sarebbe assurdo. Coloro che hanno ottenuto in regalo un aiuto, devono pensare per forza a fare dei regali di rimando. Coloro che non corrispondono i regali ricevuti con i loro regali, sono ladri [10].

E’ importante anche notare che i tipi d’attività che nuocciono alla gente, non sono karma-yoga e in nessun modo possono essere pii. Per esempio, produzione e divulgazione di alcolici, tabacco, altri psichedelici (narcotici), partecipazione alle guerre aggressive, ogni predica di odio, aggressività, il suscitare nella gente la paura, ammazzare gli animali per mangiare i loro corpi oppure utilizzare la loro pelle, abbattimento inutile delle piante, ecc. Insomma, il karma-yoga come servizio a Dio significa soltanto l’aiuto nel bene.

 

AMORE PER LA NATURA

 

Il contatto con la natura viva è indispensabile. Stare da soli in un bosco o in altri tipi di territori naturali è uno dei metodi importanti di “esporsi” a Dio per rendere a Lui più facile l’insegnamento. “Cercate le Mie indicazioni nel bosco!…” [20: Foglie del Giardino di Moria. Appello]. Perché proprio lì possiamo “espanderci” con la coscienza nell’armonia dell’ambiente, invece di stare in città, concentrati nel chakra della testa a “nutrirci” delle informazioni sulle passioni terrestri della gente ed a sporcarci con le energie emozionali negative degli uomini.4

Però anche le città, come i grandi centri culturali, sono necessarie, perché lì ci sono le biblioteche, grandi possibilità per lo sviluppo intellettuale, ed è più facile trovarvi compagni di idee e della Via spirituale.

E’ utile anche sottoporre il corpo alla luce di sole, specialmente di mattino quando essa è particolarmente tenera. Questa luce esiste non soltanto sul piano materiale, ma penetra anche altre — finissime — dimensioni dentro i nostri organismi pluridimensionali, ravvivandoli, riempiendoli della sua pura luce.

Gli abitanti delle latitudini nord, dove l’inverno dura molto a lungo, è bene abbiano “i piccoli soli artificiali” — i lumi al quarzo — e che d’inverno periodicamente prendano il sole a casa. E’ anche un bellissimo rimedio contro varie malattie. Per esempio, i raffreddori si tolgono facilmente con i raggi ultravioletti, se questa cura si inizia ai primi sintomi della malattia. La tosse si curerà facilmente, se per mezzo del lume al quarzo si fanno lievi scottature sul petto e sulla schiena — le zone dove di solito si applicano i cataplasmi.

Estate ed Autunno sono i periodi di raccolta e conservazione di funghi e bacche che sono così importanti nell’alimentazione pura.

In qualsiasi stagione si può fare il lavoro meditativo sui “punti di forza” speciali — le zone energeticamente importanti per l’uomo. Sono talmente diversi e possono essere utilizzati per curarsi, per sviluppare qualche struttura energetica dell’organismo, parlare con Dio, raffinare la coscienza, accrescere la forza psico-energetica, sciogliere in Dio il proprio “io” ed unirsi con Lui.

… La natura ci dona la maggior armonia e beatitudine di mattino presto in primavera, quando ancora prima dell’alba cominciano a cantare e richiamare gli uccelli e tutto lo spazio si riempie della loro energia d’amore. Mettersi in sintonia con il loro stato ci avvicina a Dio ed è un grado reale di raffinazione della coscienza.

Coloro che amano dormire a lungo di mattina e che hanno confermato il loro diritto su questo per mezzo del termine “civetta”5, hanno molte meno chances di progredire spiritualmente.

… Anche i crepuscoli primaverili donano ricchezza dalle finissime impressioni. A quest’ora il canto degli uccelli si sovrappone allo sfondo generale del grande e saturo silenzio e dell’armonia. A quest’ora l’energia della coscienza “cola fuori” da sola dal corpo e si espande nella beatitudine satura del bosco, la riempie, si unisce con essa. Così la coscienza diventa sempre più mobile, fluida consolidandosi nell’armonia e nella purezza.

… Però anche in qualsiasi altra stagione, la mattinata e la serata passate nel bosco o sull’acqua ricordano le albe e i crepuscoli primaverili e sono importanti per coloro che hanno imparato a sentire pienamente la primavera.

… La natura è formata anche da una gran quantita di esseri viventi: animali, piante, le anime dei quali, come regola, sono più fini e portano in sé, incomparabilmente, più calma rispetto alla maggior parte della gente. Una persona moderna media deve percorrere una lunga via per raggiungere il loro livello di Calma ed Amore, e solo dopo avere il diritto di pretendere un po’ della loro spiritualità personale.

Inoltre, soltanto le condizioni dei paesaggi aperti della natura, e non delle stanze di città e dei “corridoi” delle strade, permettono di continuare ad espandere ed aprire la coscienza fine, accrescendola nella giusta misura.

Vorrei ricordare che le emozioni sono stati della coscienza. Le coscienze siamo noi. Stando in certe emozioni, ci troviamo più lontano o più vicino al Creatore. Dio nell’aspetto del Creatore è il limite della finezza dell’energia di coscienza. Sappiamo adesso in che direzione andare per sviluppare la nostra sfera emotiva.

…Pochi di noi si sono fermati ad udire i richiami primaverili dei cedroni, quando la nebbia antelucana si riempie di una canzone appassionata con il “borbottare” di questi grandi uccelli, belli, appassionati. La maggior parte di coloro che si sono trovati lì, interrompevano queste bellissime canzoni d’amore con i colpi di fucile, con dolore, sangue, morte… E godevano col piacere di assassini-sadici.

Gli atei, così come i membri delle sette di massa nel nostro paese, educati nella tradizione del “diritto” ad ammazzare gli animali, e privi di ogni tabù interno sul far soffrire altri esseri viventi per soddisfare il proprio capriccio, passano con facilità a massacrare la gente. Ricordiamo, per esempio, l’alcolizzato e drogato Brezhnev in compagnia dei cacciatori-compagni di bevuta, i quali hanno cominciato anche l’indimenticabile aggressione militare in Afganistan… Sarà una compagnia di simili amatori del dolore e sangue altrui, che dopo aver ricevuto la benedizione ortodossa ha cominciato a massacrare la gente nella prima e in due susseguenti guerre “cecene”? Il genocidio contro il popolo ceceno è cominciato solo perché questa gente, non essendosi rassegnata alla conquista russa, cercava di liberarsi dal giogo russo…

…Le sere di primavera, già dopo il tramonto, quando il bosco è nel crepuscolo, sopra i suoi viali di divisione ed i margini e lungo le rive dei bacini idrici coperti dalle macchie, volano piano i maschi delle beccaccine; la loro canzone composta di belli, affabili e dolci “grugniti” e “borbottare”, ci porta le ondate dell’emozione d’amore di questi simpatici uccelli. Negli arbusti sopra i quali volano i maschi, si trovano le femmine e scelgono colui che canta meglio di tutti… Questo! Essa invola per farsi vedere da lui… che, avvolto dalla passione amorosa, la segue… Poi passano insieme una notte nei cespugli, e poi, nuovamente, si separano, essendosi annoiati l’un l’altro durante la notte, e all’alba, di nuovo, cercano altre avventure, altri amici…

La misteriosa bellezza della canzone del Numenius Arquata nel pantano, il “belare celeste” della beccaccia, che richiama in alto per mezzo delle penne vibranti della coda, le canzoni di Erithacus Rubecula e dei merli, il gorgogliare delle rane nelle pozzanghere per tutta la notte, i pesci in fregola che guizzano nelle giuncaie, l’odore del fuoco, i bagni in un lago di bosco ai primi raggi di sole e poi nuvole di vapore che emanano i nudi corpi bagnati e beati, l’esultanza delle anime che “esplodono” per essere strapiene di giubilo d’amore verso Dio e verso tutto il creato — ecco quella base emotiva che vuol vedere in noi Dio, affinché noi siamo capaci di svilupparci con più successo e più velocemente verso di Lui!

… Anche le piante sono esseri viventi. Anche dentro i loro corpi, come nei nostri, vivono le anime. Di solito sono anime con un grado di sviluppo tipicamente “vegetale”, cioè iniziale. Ciononostante, conosco qualche albero-uomo. Però sono anime umane abbastanza sviluppate, grandi e forti; Queste persone non hanno ottenuto la Calma necessaria durante le loro vite precedenti nei corpi umani, e per aiutarle a migliorare, Dio le ha incarnate negli alberi, perché, in qualche centinaia di anni di vita “vegetale”, devono calmarsi, quietarsi…

E’ facile entrare in contatto con tali uomini-alberi a livello delle emozioni e persino di pensiero. Essi “si attaccano” molto alla gente capace di capirli, sentono nostalgia se nessuno viene da loro. Invece, quando qualcuno viene a trovarli, lo accettano con gioia mista a volte al dolore…

… Che cosa è la Calma? Non-fare-niente? Uno stile di vita pigro? Il languore sonnolento? No! La Calma è la mancanza di eccitazione emotiva e di pensieri irrequieti. Con questo stato è possibile a lungo e rapidamente fare il lavoro fisico, intellettivo, meditativo. La Calma è il partner dell’attività e permette anche di non sprecare l’energia. In questo stato ogni lavoro è eseguito con più efficacia. La cosa più importante è che la Calma permette di mantenere i rapporti con Dio, orientarsi verso di Lui, e grazie a Lui evitare molti errori. Nello stato di Calma è possibile radicarsi gradualmente con la coscienza in Dio. In pratica, la Calma favorisce l’evoluzione positiva dell’uomo, mentre, l’affaccendarsi consolida lo stato di separazione da Dio e l’accrescimento del proprio “io” inferiore. Tutto ciò è un freno per il progresso (spirituale).

… Anche tutte le piante normali sono capaci di percepire le emozioni della gente. Per esempio, gli scienziati di molti paesi hanno dimostrato che come risposta alle emozioni degli uomini cambiano le caratteristiche elettriche delle piante (per maggiori dettagli vedi [9]).

Già molti anni dopo che ho smesso di mangiare i prodotti provenienti dai corpi degli animali uccisi, ho avuto l’occasione di lavorare in un ispettorato forestale che si occupava di tagli del bosco. All’inizio lo vedevo come un lavoro utile e persino con piacere recidevo gli alberi “superflui” per lasciare più spazio vitale agli altri. Però quando sono diventato più sensibile, il dolore di questi esseri che tagliavo con l’ascia è risultato insopportabile per me. Mi sono licenziato urgentemente.

Certamente, non possiamo vivere senza nutrirci delle piante. Non è possibile evitare di utilizzare i loro corpi nelle costruzioni e come legna, e non ha alcun senso aspettare che l’albero invecchi, cada e cominci a marcire, quindi, vanno segati gli alberi proprio “maturi”.

Però non si può uccidere le piante inutilmente, non si può, solo per divertimento, ficcare l’ascia o il coltello in un albero, tagliare i rami vivi senza un’estrema, vera necessità, strappare e buttare involontariamente foglie, steli d’erba, fiori. Neppure si può disprezzare il cibo, perché è stato preparato dagli esseri viventi morti per noi. Buttare via i prodotti alimentari — persino nutrendosi soltanto delle piante — pure questo è un peccato di assassinio inutile. Da questo punto di vista sembra completamente assurdo il “rito” di uccidere milioni di abetelli e piccoli pini per il Natale e il Capo d’Anno, cogliere e tagliare i fiori per metterli nei vasi e poi ammirare la loro morte…

Lettore, è importante che Tu non cerchi di ricordarti subito cosa si può fare e cosa non si può… L’importante non è imparare di memoria certe “regole”, ma capire il principio etico di commiserazione verso il dolore altrui e il rispetto per la vita altrui.

Chi non lo capisce o non lo accetta non deve poi offendersi per il proprio dolore, perché per mezzo del nostro dolore Dio ci insegna a capire che cos’è e quanto sia brutto il dolore. Così Egli ci insegna ad avere pietà per gli altri ed a non far loro del male inutilmente.

Il principio di commiserazione deve riguardare gli animali ancor più delle piante, poiché gli animali soffrono di un dolore incomparabilmente più grande rispetto agli organismi vegetali.

Juan-Di, Krishna, Gautama Budda, Gesù Cristo, Babaji, Sathya Sai insegnavano ed insegnano il principio di commiserazione, anche nell’alimentazione.

Dio è Amore. Se vogliamo avvicinarci a Dio, dobbiamo accettare completamente il principio dell’Amore. Ma che Amore può essere senza la Commiserazione? Non sarebbe soltanto una parodia?

Amici, dobbiamo capire che, per quanto i “pastori” di varie sette religiose ci insegnino cose opposte, non potremo avere grossi progressi nel nostro sviluppo spirituale senza aver accettato completamente il principio di commiserazione e senza rinunciare definitivamente a mangiare i prodotti provenienti dai corpi degli animali (mammiferi, uccelli, pesci, ecc.) ammazzati per motivi etici e non egoistici (per esempio, per giovare alla nostra salute)!

… In quanto alle piante, le lezioni dell’etica riguardano non solo l’alimentazione. Per esempio, i pali per una tenda possono essere preparati non dalle piante vive, ma dai bastoni secchi ancora robusti. E il fuoco può essere fatto sul posto vecchio o su un sentiero della foresta, ma non sopra piante vive.

Per di più, i fuochi non si possono fare sopra la torba secca, poiché possono bruciare molti chilometri di bosco e nel fuoco moriranno migliaia di piante e tanti animali. Durante le giornate secche non si devono fare i fuochi sotto un abete alto: può cominciare a bruciacchiare lo strato annoso di foglie acicolari, bruceranno le radici dell’albero ed altre piante circostanti. Bisogna essere estremamente attenti in primavera, quando si dà fuoco all’erba dell’anno precedente; nel fuoco muoiono tante piante vive, insetti, nidi di uccelli con le uova e gli uccellini, i semi delle piante. Brucia inutilmente la sostanza organica dell’erba vecchia che dovrebbe concimare il suolo. Ancor più immorale è quando, in primavera, sui prati, nei boschi, per divertimento si brucia a terra l’erba secca dell’anno prima, col risultato di bruciare cumuli di fieno, case ed altre costruzioni…

Nei templi ortodossi la gente canta, cercando di far giungere a Dio il messaggio che Egli è “infinitamente paziente e benevolo”… Non sarebbe meglio lasciar perdere quest’inutile lavoro e cominciare a vivere in conformità con il Principio Divino d’Amore, che è inammissibile senza la Commiserazione verso tutti gli uomini ed ogni essere vivente, incluse le formiche, i vermi, le piante?…

 

DIO E’ AMORE

 

Questa suprema formula — la chiave per conoscere Dio — ci è stata comunicata da Gesù Cristo.

Per quale motivo, così poca gente che si considera cristiana, è riuscita ad utilizzare questa verità per il proprio sviluppo spirituale? Perché questa formula non è mai riuscita ad ispirare alla fede le masse dei materialisti?

Tra le cause c’è anche il travisamento degli Insegnamenti di Gesù Cristo. Queste sviste erano già presenti durante la redazione del Nuovo Testamento, cioè già qualche secolo dopo la fine dell’Incarnazione di Gesù sulla Terra [7].

In tal modo dagli Insegnamenti di Gesù è stata tolta la parte in cui Egli ha parlato dell’uomo come un’unità della coscienza in evoluzione, il cui obbiettivo di sviluppo è diventare simile a Dio ed unirsi con Dio-Padre. Dalle Sue prediche è scomparsa anche la descrizione di Dio-Padre, però sono state incluse le richieste irritate di Paolo sul come ci si deve o non ci si deve vestire, o che pettinatura adottare. E’ apparsa l’Apocalisse priva di Amore e di buon senso e strapiena di minacce, di mari di sangue, e di vasi di pus. (Questo non è il punto di vista personale dell’autore del libro, e neppure l’opinione di Gesù [21]).

Come risultato di questi travisamenti degli Insegnamenti di Gesù Cristo, il movimento di massa chiamato “cristiano” quasi fin dall’inizio della sua esistenza ha smesso di essere una religione d’amore, mentre Gesù Cristo è stato mandato da Dio a predicare per affermare proprio tale Amore. Ricordiamo l’inquisizione, le guerre tra gli ortodossi ed i cattolici, le crociate, e, in Russia — la liquidazione di massa dei seguaci di staroobriadcestvo6, i pogrom degli ebrei, l’odio per tutti coloro che non sono ortodossi che si coltiva oggigiorno nella chiesa ortodossa russa…

Le eminenze grigie della Russia — Aleksandr Pushkin, Lev Tolstoi, Fiodor Dostoievskii, Vladimir Vysotzkii e molti altri, pur riconoscendo l’esistenza di Dio, non accettavano il cristianesimo in tale forma.

Anche la gente “più semplice” faceva domande alle quali la chiesa non era in grado di dare risposte chiare: come si può dire che Dio è Amore, se Egli ha promesso tali cose nell’Apocalisse, se ancora adesso ci sono guerre, violenza, crudeltà, malattie e sofferenze? No, se Egli è onnipotente e succedono tali cose, se dappertutto c’è soltanto il male, se non vedo da nessuna parte l’amore, per quanto io lo chieda, allora, in questa religione c’è qualcosa che non va e tale Dio non mi serve!

Adesso per noi è importante capire che quell’abisso venutosi a creare tra le masse dei “cristiani” e Dio, ha separato la gente da Lui ed ha contrapposto Lui alla gente, ha costretto i credenti a mendicare i Suoi favori, invece di trasformarsi conformemente alla Sua Volontà ed unirsi con Lui nell’Amore. Questo abisso non è stato creato da Lui, ma da coloro che hanno travisato i Suoi Insegnamenti.

… In realtà Dio non si trova in un lontano ignoto cielo, ma, come dice Gesù, la distanza di ognuno di noi dalla Sede del Padre non supera lo spessore di un sottile foglio di carta [10,21]…

Però per superare quella breve distanza che ci separa dalle Sue Braccia d’Amore, dobbiamo anche noi diventare puro Amore, come Lui, eliminando la collera, la paura, e la volontà egoistica.

Le emozioni sono stati della coscienza. E’ importantissimo capirlo. Siamo le coscienze, l’energia delle coscienze, non i corpi né le menti. Anche Dio è Coscienza, per quanto infinitamente più grande rispetto alle nostre coscienze. E per realizzare la cosa principale che Egli vuole da noi, dobbiamo soltanto imparare a rimanere sempre nello stato dell’emozione d’amore fine e puro e non uscire mai da questo stato.

Dio è Amore. Egli prova compassione per noi, cerca di aiutarci, dirigendoci sempre sulla Via che porta a Lui, alla Sua Sede, alla nostra felicità finale…

Invece noi non andiamo verso di Lui, ma litighiamo per i beni di questo mondo, ci estenuiamo con l’odio verso gli altri, per come essi si vestono, si tagliano i capelli, ecc… non come me, perché non fanno i movimenti del corpo rituali come me, perché hanno un altro colore di pelle o sono di un’altra nazionalità…

Ci indirizzano a tutto ciò, non solo i liders politici criminali, ma anche “i pastori”, non meno criminali, delle sette religiose!

… Invece Dio vuole che ci confermiamo nello stato d’emozione d’amore. Allora sì che si può entrare (in Lui)!

 

“OGNI USCITA DALLO STATO D’AMORE”

 

“Ogni uscita dallo stato d’amore comporta accumulazione di karma negativo” — me lo ha detto Dio tanti anni fa. Questa frase può essere messa al secondo posto dopo “Dio è Amore”.

Di cosa si tratta? Cos' è — ancora una minaccia? Egli mi punirà? Mi darà una grave malattia? Oppure mi destinerà a soffrire nella prossima incarnazione?

Non è corretto fare domande simili.

Dio non punisce mai nessuno. Egli, però, insegna.

Noi stessi, costruiamo i nostri destini. Per esempio, noi stessi rimandiamo la felicità di incontrarci con Lui. Se non c’è l’amore in noi, continueremo a soffrire della Sua lontananza. Anche i diversi guai, siamo noi stessi ad attirarli, e non è Dio che ci punisce.

Vorrei citare gli esempi vivi dalla mia vita.

Una volta, ho visto un’ennesima edizione illegale del mio libro su David Copperfield, non solo senza il mio permesso e senza i calcoli finanziari, ma anche con il contenuto alterato — con uno schema spropositato nel bel mezzo del testo e con il mio nome.

Il calice della mia pazienza è traboccato, sono uscito dallo stato d’amore, ho deciso di “chiarire i rapporti” con la casa editrice criminale… La stessa sera è cominciata l’esofagite: spasmi, non era possibile neanche inghiottire… Al mattino ho notato un grande spirito nero che mi ha afferrato per la gola, mi si è appiccicato, non mi lasciava, cercando di strangolarmi. Vado subito, immediatamente, alla Sede del Padre, ritorno nello stato d’amore e subito mi ricordo la frase: “Ogni uscita dallo stato d’amore…”… A quel punto lo spirito è sparito, e l’infiammazione quasi istantaneamente passata.

Queste cose succedono così: quando siamo negli stati fini, siamo inaccessibili agli spiriti grossolani, i quali non sono in grado di penetrare gli eoni fini. Se diveniamo rozzi emotivamente, subito ci avviciniamo allo stato di questi spiriti e diventiamo comodi bersagli per i loro attacchi aggressivi.

Qualche anno fa mi è successa una cosa ancora più grave. A quel tempo i miei collaboratori di Mosca, d’improvviso, hanno cominciato ad agire da teppisti alle mie spalle [9]. Vedevo, in ciò, il loro tradimento di Dio. Allora Egli stesso ha dato disposizione di chiudere immediatamente il centro spirituale di Mosca. La cosa avrebbe dovuto concludersi così, io invece sono entrato nello stato prolungato d’ira nei loro confronti; e subito ho attirato su di me le forze diaboliche: sono stato assalito da una banda senza un motivo apparente, dopo di che, stavo lentamente morendo con tremendi dolori, dato clinicamente morto per due volte, e sono rimasto invalido per qualche anno. Soltanto ripulendo le ossa distrutte della colonna vertebrale con l’energia kundalini, quando ho imparato a farlo, sono riuscito curarmi quasi completamente.

… In tal modo ognuno di noi attira su di sé la felicità e le sofferenze: entriamo nello stato d’Amore Divino, e ci avviciniamo a Dio; entriamo negli stati diabolici, e ai nostri corpi “si appiccicano” i diavoli e diavoletti, e allora siamo malati, soffriamo. Così puniamo noi stessi per non seguire la Volontà di Dio.

Questa Volontà è stata espressa con estrema chiarezza da Gesù: amate Dio, amatevi l’un l’altro, nonostante tutto! [10].

E’ completamente errata l’opinione che Dio sia obbligato ad approvvigionarci dei vari beni terrestri. No, Egli non ha mai promesso di farlo a tutti… Egli non è per niente il nostro servo. Egli è il Signore. Noi, invece, siamo completamente infimi nei confronti della Sua Universale Grandezza.

Egli ci vuole bene e cerca di aiutarci, ma non nell’acquisire i beni terrestri, né per realizzare i nostri desideri egoistici.

Il Suo Amore si rivela perché Egli ci guida alla nostra felicità ultima, quella di essere uniti con Lui.

Egli è il Padrone, il Signore Assoluto. Non ha senso per noi lagnarci di Lui — l’Oceano Universale. Che cosa possono cambiare tali lagnanze? Bisogna accettare la Sua Volontà, la Sua Legge; solo allora vivremo in armonia con Lui. Questa Legge è: la Via verso l’Unione con Dio è Amore senza compromessi, chi ne esce, perde la protezione di Dio e diventa preda delle creature infernali.

Ubbidiamogli, perché andare verso Dio, accettando la Sua Legge, è nei nostri interessi!

Non certo per noi, ma per Se Stesso Egli ha creato tutta la Creazione e tutti noi. E’ la Sua Evoluzione, la Sua Vita. Egli intende dettare la Sua Volontà severamente: se vuoi procedere verso di Me, devi vivere nell’amore e felicità; se non vuoi, soffrirai separato da Me!

 

EGOCENTRISMO E DIOCENTRISMO

 

E’ evidente che la visione del mondo "Dio-centrica" non può formarsi subito in tutti noi; ad esempio, immediatamente dopo la lettura di questo libro. Perché per quello non basta solo riflettere sulla concezione, ma bisogna sentire Dio veramente. Soltanto allora si potrà imparare a vedere le situazioni terrene e il proprio ruolo in esse con i Suoi Occhi, dal Suo punto di vista. Però, già sin d’ora dobbiamo porci l’obiettivo di imparare il Dio-centrismo. Dobbiamo cominciare a prepararci a quello, lottando contro il nostro egocentrismo.

Rinunciare al proprio bene e piacere, per il bene degli altri, eliminando nello stesso tempo la presunzione, è l’inizio della lotta contro il proprio egocentrismo. La vera sollecitudine per gli altri, cioè sensata e priva di violenza, rozzezza, è l’alternativa all’egocentrismo. Nello stesso tempo, gli interessi altrui avranno più importanza dei nostri propri interessi. Addossarsi la responsabilità del benessere degli altri (in famiglia o un ogni altro gruppo) darà la possibilità di sviluppare in sé le qualità necessarie. “Io” deve sparire come leader e sostituirsi con “noi”, non lasciando spazio al interesse personale.

L’egocentrismo o la mancanza di esso, si rivela molto chiaramente nei rapporti sessuali. Mi baso sui miei interessi personali o sugli interessi del partner nei miei rapporti sessuali? — Questa è la domanda principale che ognuno deve porsi facendo introspezione e autocontrollo. Ogni violenza, ogni costrizione nel sesso è la rivelazione delle qualità abominevoli. Succede quando l’uomo non si preoccupa di prevenire la gravidanza non desiderata della sua amica. Ancora un esempio: quando dopo la deflorazione l’uomo continua l’atto sessuale per la propria soddisfazione, non facendo caso al dolore della sua “amata”. Si potrebbe trovare tanti esempi del genere. L’atteggiamento di alcune donne non è meno ripugnante rispetto a quello degli uomini.

Vediamo l’alimentazione. La maggioranza schiacciante della gente, nutrendosi di prodotti fatti di cadaveri degli animali, non pensa neppure al fatto che, morendo, gli animali provano dolore e soffrono, soltanto per soddisfare le nostre abitudini di gola animalesche, per il nostro piacere. Tale tipo di alimentazione (carne e pesce) non è indispensabile, poiché tutti gli elementi nutritivi necessari all’uomo, li riceviamo dalle piante, latticini e uova. Invece, nutrendoci dei prodotti fatti di cadaveri degli animali, intossichiamo soltanto il nostro organismo con i sali urici, suscitando molteplici manifestazioni della gotta e delle energie grossolane, che vengono alla luce a causa del dolore e della paura di morire, che sono rimaste nei cadaveri.

Il nutrirsi dei cadaveri animali non è compatibile con i progressi spirituali. Tale tipo di alimentazione è caratteristica a coloro che non sono maturi eticamente. Dio lo ha detto alla gente tramite Juan-Di, Krishna, Gautama Budda, Gesù Cristo, Sathya Sai, Babaji e tramite tanti profeti [5,7,10]. Però adesso vediamo che la maggior parte dei falsi pastori religiosi insistono affinché gli adepti si alimentino dei cadaveri degli animali. Altrimenti, dicono, potreste inorgoglirvi! Essi devono capire che agiscono contro Dio, contro l’Evoluzione, guastando le anime di coloro che si fidano di loro, e devono fermarsi.

Dio aspetta da noi l’Amore.

 

* * *

 

Le speciali pratiche meditative possono avere un ruolo importantissimo nella liquidazione in noi dei nostri “io” egocentrici inferiori. Si tratta di imparare a tappe la meditazione “la reciprocità totale”, nella quale la coscienza passa attivamente nello stato “non-io”, distribuendosi al di fuori del corpo; nello stesso tempo i vettori dell’attenzione sono diretti verso il corpo.

In tal modo si elimina l’egocentrismo e si fa un passo fondamentale verso l’Unione con Dio e verso la Sua visione, con i Suoi occhi, delle situazioni terrene.

Proprio questo metodo meditativo permette, alla fine della Via, di unirsi completamente a Lui nella Sua Sede.

 

L’AMORE PER DIO

 

Per coloro che seguono la Via spirituale, fermamente e con insistenza, questa è una Via di beatitudine, gioia, felicità crescenti. Perché la segue così poca gente? Perché una gran quantità di essi è del tutto soddisfatta delle azioni pseudo religiose tipo tintura delle uova, ubriacature fradice durante le feste, rito di ammazzare gli animali e le piante? Sarà solo la mancanza di intelligenza che li spinge a tali azioni, che spesso risultano veri e propri delitti davanti a Dio? O si tratta anche della mancanza dell’amore verso Dio?

Ma l’Amore verso Dio non significa partecipare ai riti “per ogni eventualità”: chissà, magari Egli esiste veramente e potrebbe punirmi….. L’Amore verso Dio è passione d’amore per Lui (per conoscerLo ed unirsi con Lui). Somiglia alla passione sessuale: coloro che sono innamorati di Lui, sentono nostalgia quando sono lontani da Lui e si riempiono di beatitudine nei momenti degli incontri (le meditazioni fatte correttamente).

Sì, per amare in questo modo Dio, bisogna essere veramente capaci di amare ed innamorarsi. Dio è inaccessibile a coloro che non sono capaci di amare. Gesù ha detto: prima imparate ad amarvi l’un l’altro; solo allora saprete dirigere il vostro amore già sviluppato verso Dio-Padre.

Però, non è obbligatorio sprecare un’incarnazione per studiare a lungo e con difficoltà l’arte dell’amore terrestre. Lo studio può essere accelerato moltissimo per mezzo delle metodiche speciali di sviluppo dell’organo d’amore — il chakra anahata. E’ anche necessario capire che cosa è Dio. Perché la gente seria non può essere ispirata all’amore dai personaggi fiabeschi che “i pastori” delle correnti religiose degenerate presentano!

… La conoscenza di Dio-Padre è possibile soltanto nello stato di monachesimo. Però il monachesimo non vuol dire indossare uniformi di un certo colore — nero, bianco, arancio… E neppure chiamarsi orgogliosamente con un nome nuovo (spesso un nome straniero). Questi sono soltanto giochi da bambini che gli adulti giocano “in campo religioso”. Il vero monachesimo non significa vivere obbligatoriamente in un convento. E neppure rinunciare ad avere cura della famiglia, o servire socialmente. E neppure vuol dire celibato obbligatorio, e nemmeno la macerazione delle carni, rinunciando alle regole di igiene elementare o per mezzo delle catene per la macerazione delle carni o delle malattie (Per maggiori dettagli ved. [8]).

Il vero monachesimo è essere collegato per mezzo delle indrie non con gli oggetti del mondo materiale, ma con Dio. Il vero monachesimo è quello di un’anima sviluppata per mezzo delle pratiche meditative che si innamora di Dio.

Un monaco, come Dio intende questa parola [8,10], è una persona sempre concentrata (allertata), che sta “in guerra totale” contro i propri vizi. Questo guerriero spirituale lotta anche per il benessere dei suoi compagni sulla Via spirituale.

Gli attributi importanti di un monaco-guerriero sono: avere la propria cella — una camera o una casa dove dormire e passare la maggior parte del tempo insieme a Dio, nonché la possibilità di appartasi all’aperto per il lavoro meditativo.

E’ estremamente importante anche avere la possibilità di lavare ogni giorno il proprio corpo col sapone (non una volta ogni due settimane, come si usa nei conventi ortodossi). La pulizia del corpo giova alla salute, favorisce la freschezza delle sensazioni e la finezza delle emozioni.

E’ bene avere anche un lume al quarzo, specialmente per coloro che vivono nelle latitudini nord, per prendere sole per tutto l’anno. I raggi di sole — non solo quelli “vivi”, ma anche quelli artificiali, fatti dall’uomo — ci danno salute, favoriscono il benessere dei nostri corpi e delle nostre anime.

Ancora, senz’altro nella vita di un monaco-guerriero, gli amici-compagni sulla Via devono essere i libri spirituali fondamentali, e — cosa più importante — Dio percepito sempre come Maestro, Consulente, Padre-Madre Universale, tenero, premuroso, ma severo nei confronti dei nostri sviamenti dalla Via che porta a Lui.

Il criterio del successo di un combattente spirituale è la liquidazione dell’egocentrismo (esso si rivela con la suscettibilità, aspirazione ad ottenere qualcosa per sé) ed il graduale aumento della sensazione di Dio-centrismo.

Quest’ultimo presume non il sapere intellettualmente che Dio esiste, ma sentire effettivamente che Egli è dappertutto, in tutto, Egli è Tutto. In questo caso non vi è più percezione di “se stesso”: unendosi per mezzo delle indrie con Dio, “l’io” personale inferiore gradualmente si scioglie in Lui. Non è forse questo che cambia fondamentalmente lo status ecologico dell’uomo?

… Ai cercatori spirituali appassionatamente innamorati di Dio-Padre che non immaginano di avere altro senso nella vita che quello di unirsi con Lui nell’amore ed aiutare gli altri in questo, Egli permette di trasportarsi nella Sua Sede, in Sé. Essendosi collocato lì come cuore spirituale, è possibile per prima volta realmente abbracciare con le braccia della coscienza l’Amato principale che vive lì, nel “Retro-specchio”.

L’ulteriore consolidamento nell’Unione con Lui permette di cominciare ad agire dal “Retro-specchio”, sentendo di essere una Parte del Creatore, per aiutare le anime incarnate a trovare il loro vero “Io” Superiore lì nella Sede di Dio-Padre. E’ questa l’auto-realizzazione spirituale completa, la completa Liberazione, il Nirvana supremo, la terminazione dell’evoluzione personale come uomo, la piena conoscenza di Dio e di sé, l’Unione con Lui.

 

 

ASPETTO SESSUALE DELL’AMORE

 

Ognuno di noi e tutti gli uomini incarnati sono apparsi qui, nel mondo della materia, grazie al sesso. Sarebbe assurdo negarlo.

Il sesso, però, non è solo uno strumento per generare ma, se trattato in modo corretto, anche un metodo di sviluppo nella direzione richiesta della sfera emotiva, il metodo per acquisire finezza, tenerezza e sollecitudine, che sono le qualità più importanti sulla Via che porta a Dio.7

La proibizione del sesso e la profanazione di esso dalle sette religiose dimostrano quanto sviate sono queste sette e quanto esse sono sprofondate nel guna tamas [9,10].

D’altro canto, essere troppo attratti dal sesso (quando la ricerca di nuove avventure sessuali diventa il senso della vita) non è incentivato da Dio. Per far capire a tali persone che esse sbagliano, Dio manda loro certe malattie.

Nell’ontogenesi (sviluppo nell’incarnazione attuale) di ogni persona sana, fin dalla pubertà, il sesso ha un ruolo socializzante (ciò è stato provato negli sperimenti sugli animali — ved. [9]). Gli ormoni sessuali fanno attirare le persone una all’altra, fanno cominciare a studiare le peculiarità degli altri, e come mantenere i rapporti con esse.

Nell’atteggiamento sessuale si rivelano bene le qualità, persino contrarie, delle persone. Così alcune persone donano se stesse ed il loro amore agli altri, prendendosi cura di loro. Le persone di opposte qualità vogliono soddisfazione solo per se stesse; rivelano egoismo, che è combinato con violenza, disprezzo e persino con odio verso i propri partner sessuali. Così le persone rivelano e sviluppano in sé le qualità del tale o tal altro guna e prendono la direzione verso Dio oppure verso l’inferno.

Tutti noi in gran parte siamo comandati da Dio. Egli ci fa incontrare anche le persone con cui abbiamo i rapporti sessuali. Dio propone alle persone le situazioni d’addestramento nelle quali esse devono trovare soluzioni corrette o scorrette. In tal modo la gente migliora o storpia i propri destini.

Se uno è danneggiato in un rapporto sessuale, deve cercare i propri errori, considerando anche la Voglia di Dio di guidarci. E’ necessario trovare questi errori e trarre conclusioni per il futuro.

A volte ci troviamo in difficoltà come conseguenza dei nostri errori nelle incarnazioni passate. Ciò significa che tempo fa abbiamo fatto a qualcuno ciò che adesso sta succedendo a noi. Così si rivela la “legge della karma”: Dio ci fa sentire cosa hanno provato le vittime dei nostri delitti passati. Traiamone le dovute conclusioni!

Come dobbiamo comportarci nei rapporti sessuali per muoverci, per mezzo di detti rapporti, verso Dio e non in direzione opposta?

La regola principale è: nessuna forzatura, neanche nei pensieri. Ognuno deve volontariamente dare all’altro il proprio amore, volendo riempirlo e saziarlo di quest’amore.

Nello stesso tempo non possiamo dimenticarci delle diversità psicologiche dei sessi. Sono enormi. Per esempio, l’uomo prova voglia di fare sesso con una certa donna in seguito, prima di tutto, allo stimolo visivo, mentre la donna in seguito allo stimolo tattile: dolci tocchi, carezze.

Tutti dobbiamo cercare di essere teneri ed affettuosi l’uno con l’altro. Parole dolci, sorrisi sinceri d’amore, il toccarsi con le mani e con le labbra sono diverse forme di carezze. (A proposito, meglio baciare con le labbra rilassate non umide chiuse. Invece i baci “di saliva” possono provocare l’ostilità verso la persona che ci bacia).

L’atto sessuale è, tra l’altro, uno scambio energetico molto forte tra i partners. Specialmente durante l’orgasmo viene buttata fuori moltissima energia. L’orgasmo è la beatitudine che accompagna l’eruzione di questa energia.

Dette energie sono importanti per far funzionare correttamente l’organismo, ed anche per il lavoro spirituale. Quindi, ognuno deve cercare di donare la propria energia alla persona amata. Certamente, si tratta di un regalo molto prezioso, quando l’energia è pura e fine.

… E’ veramente molto di attualità il problema del risparmio delle riserve energetiche dell’organismo per il lavoro meditativo. E’ evidente che dobbiamo cercare di escludere dalla nostra vita tutto ciò che non è necessario, ciò che ostacola il progresso spirituale. (Secondo i principi del karma-yoga, il servizio spirituale è indispensabile). Un esempio dello spreco energetico è fare sesso con i partners non adeguati. I divertimenti sessuali di questo tipo sì che fanno sprecare energia.

Quali partners non sono adeguati? E quali sono adeguati? Quelli adeguati sono, prima di tutto, più o meno simili tra loro nella purezza energetica ed il livello spirituale raggiunto, inclusi il grado di finezza ed espansione della coscienza. Invece, non sono adeguati coloro che sulla via dell’evoluzione spirituale si trovano ancora ad un grado più basso, sono ancora energeticamente sporchi, percorrono la via non spirituale ed hanno gravi vizi etici.

I rapporti sessuali con i partners adeguati non causano perdite energetiche, ma lo scambio della purezza energetica, rende attiva l’energia psichica di entrambi e la fa aumentare. Detti rapporti fanno diventare i coniugi energeticamente molto resistenti.

A noi, uomini, il sesso serve non solo per far figli, ma anche per favorire la crescita spirituale per coloro che ne sono capaci. Per mezzo del sesso impariamo ad amare emotivamente un’altra persona e sviluppiamo le strutture della sfera emotiva, impariamo ad aver cura dell’altro ed, infine, veniamo a capire che cos’è la tranquillità e la beatitudine, sviluppando questi stati in noi e preparandoci in tal modo alla Grande Calma ed alla Grande Beatitudine nella Sede del Creatore.

I coniugi possono utilizzare il sesso per praticare insieme gli esercizi meditativi. Per esempio, durante il contatto sessuale tutti e due partner si guardano dal loro anahata chakra, dopo di che si fondono con i loro cuori spirituali (tra loro e con Dio).

E’ da notare che nella letteratura di cattiva qualità che tratta del cosiddetto “sesso spirituale”, è possibile trovare raccomandazioni di evitare completamente i propri orgasmi, perché questo permetterebbe di accumulare l’energia nel corpo e darebbe una gigantesca crescita spirituale… Invece, in realtà gli sforzi errati per migliorare il proprio benessere a spese altrui e con pregiudizio degli altri non hanno niente in comune con la spiritualità. Tutto ciò è propaganda del vampirismo energetico ed è una forma abominevole di egoismo. Ma questo in nessun modo può essere riconosciuto da Dio come amore e non ha nulla a che fare con la Via che porta a Lui.

In ultimo: chi può diventare coniuge del cercatore di Dio? Che cos’è il matrimonio per queste persone? E che cosa vuol dire per loro l’adulterio?

Le regole generali sono le seguenti:

Il matrimonio è l’unione abbastanza stabile di due persone che seguono insieme la Via spirituale. Essi mantengono anche i rapporti sessuali.

Al contrario, “qualsiasi unione sessuale tra persone dissimili è l’adulterio” [10] — così Gesù Cristo ha insegnato i Suoi discepoli più vicini. La stessa cosa è stata scritta dall’apostolo Filippo nel suo Vangelo. “Dissimili” vuol dire che le persone sono molto diverse secondo il livello raggiunto nel campo spirituale. Queste persone differiscono anche negli indici psico-energetici: quanto più l’energia è più pulita e fine, tanto più la persona è vicina allo Scopo, a Dio. Durante i rapporti sessuali avviene uno scambio energetico intenso tra i partners. Quindi, il matrimonio con un partner non adeguato, secondo le caratteristiche spirituali, frena il progresso di quel coniuge che precede l’altro. Il matrimonio di questo tipo non è desiderato da Dio.

Per Dio è adulterio, quando qualcuno, troppo preso dal sesso, è sempre in cerca di nuovi divertimenti sessuali. Tali tendenze sviano e distolgono l’attenzione da Dio.

E’ evidente che ambedue le varianti dell’adulterio riguardano solamente le persone religiose e non riguardano coloro che conducono una vita laica dedicati solamente alle brighe carnali. Per quelli ultimi esistono altre regole.

Dio stesso unisce e separa nei rapporti matrimoniali le persone che vanno verso di Lui. Egli non ha trasferito questa Sua funzione a nessuno dei Suoi “pastori” terrestri. La registrazione statale dei matrimoni ha senso solamente per regolarizzare i rapporti di proprietà e per risolvere i problemi dell’educazione dei bambini.

Dunque, i rapporti matrimoniali sono lezioni importanti nella scuola di Dio. Diventiamo sensibili alla Suo Volere e docili ad esso!

Attualmente varie sette religiose (ed a volte anche la morale sociale) impongono matrimoni “alla cieca”, quando due persone si sposano senza aver conosciuto uno all’altro dal punto di vista sessuale.8 E’ da sottolineare che questo approccio non è adeguato.

Per concludere il capitolo, vorrei citare una frase del Vangelo di Filippo: “Vieni a conoscere il matrimonio pulito, poiché esso é di grande potenza!”[10].

 

EDUCAZIONE DEI BAMBINI

 

Dio fa incarnare l’uomo in questa Scuola che si chiama “Terra” per fargli imparare, sotto la guida di Dio-maestro, la Divinità. Tale corso è seguito in tre direzioni principali: Amore, Saggezza, Forza. Proprio questo stiamo imparando qui sotto la Sua guida (all’inizio Egli è invisibile, dopo diventa visibile).

In questa Scuola si tengono lezioni teoriche e pratiche. Quelle teoriche sono dedicate allo studio della Volontà di Dio per mezzo dei libri, nonché con altri metodi. Tra le lezioni pratiche c’è l’educazione dei bambini.

All’inizio è necessario insegnare al bambino a fare le cose elementari: parlare, provar gioia, camminare, ecc.; quando invece diventa più grande, bisogna cercare di fargli fare pratica su quante più cose utili della vita, allargare il più possibile i suoi orizzonti. E’ necessario insegnargli ad andare in bicicletta, correre, nuotare, piantare tende da campeggio, accendere il fuoco, cantare, disegnare, giocare e praticare vari sports. Che guardi la TV, facendo così conoscenza con gente di altre parti del pianeta. Che cominci gradualmente a conoscere quanto diverse sono le ricerche religiose degli uomini… Ulteriormente tutto questo gli sarà utile, gli permetterà di risolvere più facilmente i problemi della vita da adulto.

E’ possibile servire l’Evoluzione della Coscienza Universale educando i bambini, e non solo i propri figli, ma anche molti altri bambini, sviluppando contemporaneamente in questa attività se stessi. Tutti siamo figli dell’Unico Dio. Tutti siamo una famiglia[10]. I bambini che non sono carne della nostra carne devono essere trattati come figli nostri. Vivendo così impariamo ad espandere il nostro amore, a trattare la gente così come la tratta Dio, impariamo l’Amore Divino.

 

CONSIGLI SULL’ALIMENTAZIONE

 

Una volta Dio ha spiegato alla gente tramite un profeta i principi dell’alimentazione: “… Ecco, vi ho dato tutte le erbe che esistono sulla terra e che danno semi, e tutti gli alberi che danno frutti e semi — questi vi serviranno di nutrimento”. Il comandamento è stato scritto nella Bibbia ebrea (Genesi, 1:29). Più tardi Egli ha aggiunto tramite un altro profeta: mangiate tutto, “… però non mangiate carne con la sua anima e con il suo sangue“ (Genesi, 9:1-4). Che voleva dire con questa frase? Si trattava proprio dell’alimentazione non carnivora : mangiate tutte le piante commestibili, latte, uova, però non ammazzate gli animali nei corpi dei quali vedete il sangue.

Ed, allora, cosa hanno escogitato gli astuti giudei che si davano al vizio della gola e che hanno ricevuto questo comandamento? Hanno cominciato a far uscire il sangue degli animali che ammazzavano e mangiare la loro carne.., che in questo modo era senza il sangue. Hanno fatto finta di aver capito che l’anima animale è proprio il sangue… Più tardi anche i golosi “cristiani” sono ricorsi allo stesso trucco per abbindolare Dio e, molto semplicemente, non hanno incluso nel Nuovo Testamento le obiezioni di Gesù Cristo contro ciò [10]…

Il vero cristianesimo, però è lo Studio dell’Amore. E’ mai possibile che definirsi cristiani sia compatibile col far soffrire altri esseri, solo per soddisfare le proprie passioni carnali?

I veri cristiani non sono coloro che si fanno battezzare formalmente senza intenzione di seguire lo Studio di Gesù Cristo. Ancora di meno lo sono coloro che, chissà perché, sono stati battezzati da bambini. E neppure coloro che portano le croci sul collo sono cristiani. Le croci le portano i crociati, nevvero?9

I veri cristiani sono coloro che seguono lo studio di Dio come ci viene dato da Gesù Cristo ed altri Messia, Avatar, Cristo. Brevemente, la sua essenza può essere espressa in tre frasi:

1. Dio è Amore.

2. Dobbiamo affluire in Lui in modo da diventare una parte di Lui, per arricchirLo con noi.

3. Per realizzarlo, anche noi dobbiamo diventare Amore, come Lui.

Coloro che non seguono questo Studio, non hanno nessun diritto di chiamarsi cristiani. Non sono nient’altro che i travisatori, sono “cristiani” tra virgolette.

… In questa mia vita sono nato e cresciuto in una famiglia di comunisti-atei, nella quale non si pensava nemmeno né al peccato, né alla commiserazione, come in quasi tutte le famiglie “sovietiche”. Fin dall’infanzia mangiavo carne e pesce: si usava così. Sono persino diventato un pescatore ed un cacciatore e, senza rimorsi, ammazzavo e facevo soffrire gli animali, non pensando neanche che oltre a me qualcun’altro poteva patire il dolore.

Mentre ero collaboratore scientifico da molti anni presso un istituto di ricerche scientifiche, per la prima volta ho cominciato a pensare al mio diritto di ammazzare gli animali. Però ho subito trovato una giustificazione per me: non possiamo vivere non mangiando carne e pesce, quindi, oggettivamente ho il mio diritto di procurarmi questo “cibo” per conto mio e non con le mani degli altri, visto che sono capace di farlo.

Poi un giorno è successo questo: ero senza il mio fucile e mi sono avvicinato alla sponda di un lago. Ho fatto scappare una famiglia d’anatre: una madre ed una decina di anatroccoli che non sapevano ancora volare. Si sono allontanati tutti a nuoto dalla sponda e, in un gruppo molto stretto ed unito, stretti uno all’altro, si sono messi a nuotare verso un isolotto che si trovava ad una cinquantina di metri di distanza. Sull’isolotto si era nascosto un cacciatore che non conoscevo. Quando le anatre si sono avvicinate all’isolotto, lui con due fucilate le ha ammazzate tutte…

In quel momento, per prima volta, ho percepito la morte delle vittime di questo crudele divertimento — caccia — come un dramma. Il mio sconcerto si è aggravato con il fatto che sono stato proprio io la causa della loro morte, avendole fatte scappare senza intenzione. Ho subito notato una contraddizione: se fossi stato io ad ammazzarle, non avrei provato sofferenza! Sarei stato contento della buona fortuna e dei ricchi trofei di caccia!..

Poi, un giorno, ho avuto occasione di viaggiare in Carelia in un autobus insieme con gli operai di un’azienda di silvicoltura. Essi, finito il lavoro, avevano bevuto vodka ed andavano alla pesca notturna che consiste nell’arpionare i pesci alla luce di un faro. Però, durante il viaggio, uno di loro d’improvviso si è “commosso” e si è messo a riflettere ad alta voce: “Com’è possibile arpionare un pesce vivo?! Vivo! Con un arpione!”. Tutto commosso, ha ripetuto parecchie volte le stesse frasi, rivolgendo la domanda sia a se stesso sia ai suoi compagni. Era evidente che stava per illuminarsi…

Però i suoi compagni sorridevano soltanto, senza dir niente: capita, se uno ha bevuto un po’ troppo…

Allora, non avendo supporto da parte loro, d’improvviso si è vergognato della propria “debolezza” ed ha esclamato: “Sì! Andiamo ad arpionare i pesci vivi!”. L’argomento è stato tolto dall’ordine del giorno…

Un giorno, mentre cacciavo anatre su un lago, ne ho ferita una. Ansioso di ammazzarla, sparavo un colpo dopo l’altro, però l’anatra, quando vedeva gli spari, riusciva sempre a fare un tuffo prima che la raggiungessero i pallini. Allora ho giocato d’astuzia: dirigendo la mia barca, l'ho spinta in un bassofondo, dove non poteva tuffarsi. Essa l’ha capito e si è arresa, ma io sparavo contro di lei, un colpo dietro l’altro, centrandola sempre, ed ogni volta i pallini trafiggevano il suo corpicino; tutta ferita, con le ali fratturate, gridava d’orrore e di dolore, non essendo più in grado di potersi salvare. Le sue grida e lamenti, forse, come i lamenti di tutti quegli innocenti che sono crudelmente ammazzati, avevano il seguente significato: “Perché?! Non ho fatto niente di male né a te, né ad altri! Abbi pietà! Perché mi fai provare un dolore così tremendo?”. Invece io mi avvicinavo con la barca, prendevo la mira e sparavo, e sparavo…, però essa non moriva mai. Solamente quando mi sono avvicinato ancora di più, con il successivo sparo l’ho decapitata.

Dopo di ciò abbiamo mangiato il suo corpo crivellato, però, quella volta, non ho provato il piacere del gusto(nel mangiarla)…

La mia ultima caccia è stata quella all’alce. I bracchieri hanno perseguitato un alce femmina fino alla linea dei fucilieri, i quali le hanno sparato e l’hanno ferita. Essa si è lanciata verso la linea dei bracchieri. Anch’essi hanno cominciato a sparare. Due mie pallottole hanno spezzato la sua colonna vertebrale. Dopo di ciò altri cacciatori sparavano ancora. Mi ricordo che un cacciatore, al sentire tanti spari, è andato in estasi ed ha esclamato con entusiasmo: “Che musica!!!”. Infine l’alce è caduta.

Quando mi sono avvicinato, non respirava più. Però i cacciatori hanno raccontato che, dopo essere caduta, essa è avanzata col ventre a terra ancora per una cinquantina di metri, lasciando sulla neve una lunga traccia di sangue. Lo raccontavano ridendo, contenti della buona riuscita. In nessun’anima si sentiva compassione…

Eppure anch’io ho sparato, pensando alla carne e non al dolore di questo bellissimo animale…

Da quel momento ho smesso. Ho persino venduto il fucile.

…Più tardi, quando ho inco