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Vladimir Antonov

L’Insegnamento originale
di Gesù Cristo


Published in August 2007
by New Atlanteans

ISBN: 978-1-8975-1001-8

© Antonov Vladimir, 2002

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Indice


Dio Padre

La Sua Evoluzione e noi

Il processo della creazione. La multidimensionalità dello spazio

Lo Spirito Santo

Cielo — contro Cieli

Inferno e paradiso

Pentimento

Gesù Cristo

Gesù — riguardo Lui

Diffusione della cristianità

Libertà di pensiero

Destino

L’auto-perfezionamento intellettuale

Sull’alcolismo

Lavoro — o parassitismo?

La gente

Patriottismo

Che cosa è l’uomo

Sbarazzarsi delle malattie

Morale ed etica

Amore a Dio

Non rubare, non mentire, aiuta gli altri

Amore

Amore e sesso

Matrimonio e divorzio

Nudismo

Uomo e donna sul cammino spirituale

Minoranze

Compassione

Lottare contro l’io inferiore

Monachesimo

Lavoro meditativo

Bibliografia

 


 

Jesus Christ

 

L’Insegnamento portato in Terra da Dio Padre per opera di Gesù Cristo ci arriva in forma di conversazioni di Gesù con i Suoi discepoli e con altra gente, di Suoi appelli al Padre Celeste e di descrizioni delle Sue opere e dei miracoli che compì, che furono descritti nei Vangeli. Esistono anche scritti dei Suoi discepoli, che contengono informazioni ottenute da Gesù, profezie ricevute dallo Spirito Santo e da Dio Padre e anche opinioni personali degli autori. Tali scritti sono molti, ma non tutti sono stati inclusi nel nuovo testamento.

Ad ogni modo, non c’è stata una descrizione completa e strutturata degli insegnamenti di Gesù fatti fino ad oggi, che discutesse in modo ordinato tutte le più importanti questioni ideologiche. Questa fu una delle cause di numerosi disaccordi tra i seguaci di Gesù e dell’abbondanza delle perversioni del Suo Insegnamento.

È ovvio che la realizzazione di una raccolta integrale degli insegnamenti di Gesù sarebbe potuta essere portata a termine con successo solo dalla persona che avesse già compiuto tutto quanto insegnato da Lui, che avesse abbracciato il Suo amore e sperimentato Dio Padre. Solo questo può servire da criterio per giudicare la competenza del compilatore.

L’autore di questo libro ha raggiunto con successo la fine del percorso a Dio Padre, avendo studiato la metodologia dell’avanzamento lungo tale percorso e avendo costruito, con l’aiuto e la guida di Dio, una “scala” di metodi-scalini che porta in cima. In Russia, egli iniziò il suo lavoro per salvare la gente dall’oscurità dell’ateismo al tempo del governo del Partito Comunista; fu oggetto di persecuzioni e calunnie, attraversò il “Calvario”, finì due volte all’altro mondo e sperimentò l’abbraccio dello Spirito Santo e Dio Padre senza l’impaccio del rivestimento corporeo; dopo ciò ritornò al suo corpo fisico per continuare l’auto-perfezionamento ed il servizio.

Questo libro è stato scritto con la benedizione di Dio e sotto la Sua guida.

Dio Padre

“… Solo Lui esiste… È esistito da tutta l’eternità e la sua esistenza non avrà fine.

“Non ha eguali in Cielo o sulla Terra.

“Il Magnifico Creatore non ha condiviso il Suo potere con alcun essere vivente…, solo Lui possiede l’onnipotenza” (La vita di San Issa, 5:16-17).

“L’eterno Legislatore è uno; non c’è altro dio che Lui. Non ha condiviso il mondo con alcuno, né ha informato alcuno delle Sue intenzioni” (La vita di San Issa, 6:10).

“Il Signore nostro Dio… è onnipotente, onnisciente e onnipresente. È Lui che possiede tutta la saggezza e tutta la luce. È a Lui che vi dovete rivolgere per essere consolati nelle vostre sofferenze, aiutati nelle vostre opere e curati nella vostra malattia. Chiunque si rivolga a Lui non sarà rinnegato.

“I segreti della natura sono nelle mani di Dio. Perché il mondo, prima che apparisse, esistette nelle profondità del pensiero divino; esso diventò materiale e visibile per volontà del Supremo.

“Quando vi rivolgete a Lui, ritornate come bambini; perché non conoscete né il passato, né il presente, né il futuro e Dio è il Signore di tutti i tempi” (La vita di San Issa, 11:12-15).

“È una monocrazia con niente al di sopra. … È Dio e Padre di tutto, l’Invisibile che è sopra a tutto…, che è nella pura luce, che nessun occhio* può vedere.

“Egli è lo Spirito invisibile. Non è giusto pensare a Lui come si pensa agli dei, o a qualcosa di simile. … Tutto esiste in Lui. … Egli è senza confini, dal momento che non c’è alcunché prima di Lui a limitarlo. … Egli è inconcepibile, poiché non c’è alcuno prima di Lui a misurarlo. … Egli è eterno. … Egli esiste eternamente. … Non c’è modo di misurarne la quantità… Egli non é contenuto nel tempo.

“… Egli è Vita che dà vita. Egli è il Benedetto che dà benedizione. Egli è Saggezza che dà saggezza. Egli è Amore che dà salvezza e amore.

“Egli è immobile; risiede nella calma e nel silenzio. … Dirige i Suoi desideri nel flusso della Sua Luce. Egli è la sorgente di questo flusso di Luce” (Apocrifo di Giovanni, 2:25-4:25).

“Egli è lo Spirito Originale” (Apocrifo di Giovanni, 4:35, 5:10-15).

“Perciò questo è il messaggio che abbiamo sentito da Lui (Gesù) e vi annunziamo. Dio è Luce e in Lui non c’è affatto oscurità” (Prima lettera di Giovanni 1:5).

“Il benedetto… Re, Che solo possiede l’immortalità, immerso nella Luce” (Prima lettera a Timoteo 6:15-16).

“Ora al Re eterno, immortale, invisibile, il solo saggio Dio, onore e gloria per sempre. Amen.” (Prima lettera a Timoteo 1:17).

La maggioranza di queste parole di Gesù non fu inclusa nel Nuovo Testamento dai Capi della chiesa, alla fine del quarto secolo dopo la venuta di Gesù in Terra. Questo predestinò l’allontanamento della maggioranza dei cristiani dal monoteismo. Essi quasi dimenticarono Dio Padre, nonostante Egli e la Strada verso di Lui fossero stati l’essenza degli insegnamenti di Gesù. Quindi le loro vedute ontologiche, epistemologiche e metodologiche persero ogni fondamento.

Inoltre, l’ortodossia russa sviluppò un concetto antropomorfo* di Dio-Padre, tipica caratteristica del paganesimo. Si nota nell’icona della trinità, dove Dio-Padre è illustrato come un vecchio seduto su una nuvola e alla sua destra siede Gesù. Questa nozione fu anche integrata nel credo ortodosso: “Credo… (nel) Signore Gesù Cristo…, che siede alla destra del Padre…”.

Dio Padre non è un vecchio che vola. Egli è la Consapevolezza Primordiale, incommensurabile nella sua vastità, che riempie l’intero spazio universale nella Sua Residenza. Non è antropomorfo. Egli è veramente infinito. Come può qualcuno sedere a destra dell’infinito?

La Sua Evoluzione e noi

Noi, abitanti della Terra, siamo soliti misurare il tempo in giorni (il periodo della rotazione della Terra intorno al suo asse), divisi in ore, minute e secondi e anche in anni (il periodo di rotazione della Terra attorno al Sole), divisi in mesi e settimane.

Egli — universale — ha un sistema cronologico differente. È misurato in Manvantara, che abbraccia miliardi d’anni.

Che parte dell’universo è delimitata da un Manvantara? — chi lo sa, a parte Lui? Inoltre per noi non ha importanza.

Manvantara è un ciclo di sviluppo che consiste di due fasi: manifesta e non manifesta. La prima fase comincia con una creazione del mondo e termina con una fine del mondo. Durante la seconda fase non c’è creazione; ci sono solo Lui e materiale da costruzione per nuove creazioni.

All’inizio d’ogni ciclo, Egli crea gradualmente (materializza) densi substrati — la materia dei pianeti. Quindi minuscole particelle d’energia sono “seminate” su alcuni di loro. Esse iniziano ad evolversi sul reticolo cristallino dei minerali, quindi continuano a svilupparsi incarnandosi in corpi materiali di piante, animali e umani. Alla fine esse devono raggiungere il livello di perfezione al quale diventano degne di unirsi al Creatore e mediante ciò arricchirlo. Egli dirige il processo della loro crescita. Garantisce loro un certo grado di libertà, che è la possibilità di fare delle scelte in situazioni educative da Lui create, la possibilità di scegliere la propria strada (libero arbitrio).

Abbiamo la possibilità di scegliere se andare verso l’Evoluzione o verso l’Involuzione.

Egli ci ama come Suoi figli. E ci offre costantemente nuove possibilità di fare le giuste scelte; noi le accettiamo o le rifiutiamo.

In particolare ci diede libri Sacri, contenenti le istruzioni su come dovremmo vivere. Se seguiamo queste istruzioni, diventiamo sempre più perfetti e ci avviciniamo a Lui. Se non le seguiamo, può anche succedere che ci allontaniamo dal Creatore.

L’intensificarsi dei sentimenti di felicità quando ci avviciniamo a Lui serve da indicatore del nostro successo.

Dobbiamo provare a diventare “perfetti, come il (nostro) Padre è perfetto” (Matteo 5:48) e unirci a Lui appena è possibile: Egli ci chiama nel Suo abbraccio, nella suprema beatitudine di essere in Lui, in Unione con Lui.

“Benedetti voi che avete conosciuto le tentazioni e vi allontanate da loro! Benedetti voi che siete insultati, e non lodati, per via dell’amore che il Signore ha per voi! Benedetti voi che piangete e siete oppressi da quelli senza speranza (di salvezza), perché sarete liberati da ogni legame! Prestate attenzione e pregate di non tornare ad essere nella carne (nuovamente), ma piuttosto di uscire dalle sofferenze e dalle passioni del corpo, e riceverete il riposo… e regnerete con il Re, uniti a Lui e Lui con voi, da ora in poi, per sempre! Amen” (Il libro di Tommaso il Contendente, 145).

Per progredire più velocemente nello sviluppo di noi stessi in direzione di Dio, possiamo provare ad innamorarci di Lui. “Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza…” (Marco, 12: 30).

Perché è l’emozione dell’amore che attrae e unisce una coscienza umana con un’altra coscienza umana, e una coscienza umana con la Coscienza di Dio.

* * *

Nell’anno 553 i capi delle comunità cristiane formatesi fino a quel momento si riunirono in un “concilio” deciso da una “maggioranza”. Esclusero la parte degli insegnamenti di Gesù dove il significato dell’esistenza degli umani e di altri esseri viventi sulla Terra veniva spiegato dal punto di vista evoluzionistico (altri dettagli in [2]). Quindi gli insegnamenti furono privati d’integrità e completezza. Dopo di ciò, la gente, incapace di trovare risposte a molte domande che sorgevano naturalmente, iniziò a fantasticare. Per esempio, la gente decise che la causa delle nostre sofferenze sulla terra fossero i peccati ereditati da Adamo ed Eva e quindi che siamo peccatori senza speranza; nessuno sforzo verso l’auto-perfezionamento può aiutare o è necessario, perché può solo sedurci nel peccato di orgoglio… Tutto quello che possiamo fare è continuare a pregare i “santi patroni” e la Vergine Maria, implorandoli di sollecitare Gesù Cristo per noi.

Allora Egli avrebbe probabilmente pietà di noi e ci manderebbe in paradiso invece che all’inferno…

Tali credenze non salvano dall’inferno, perché sono esattamente opposte all’Insegnamento di Gesù Cristo. Egli insegnò che la gente dovrebbe fare sforzi verso l’auto-perfezionamento. In particolare, disse: “… Il Regno di Dio è predicato (da Me) e ognuno si sforza di entrarvi” (Luca, 16:16). Egli mai ci ha chiamato al paganesimo.

Continueremo a discutere tali questioni nei capitoli successivi.

Ora lasciate che faccia alcuni esempi di cosa disse Gesù riguardo allo sviluppo di un’anima nel corso di sue successive incarnazioni.

Guardando un’esibizione di cantanti talentosi disse ai Suoi discepoli: “Da dove vengono il loro talento e le loro abilità? Non potrebbero acquisire tale perfezione di voce e tale conoscenza delle leggi dell’armonia nel corso di una sola breve vita. È questo un miracolo? No. Tutto sorge secondo le leggi naturali. Molte migliaia d’anni fa, queste persone si esercitavano sull’armonia e (queste) altre doti. E vengono di nuovo per imparare di più” (Vangelo tibetano).

Quando i discepoli gli chiesero di Giovanni Battista, Gesù rispose: “E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda” (Matteo, 11:14-15).

In un’altra occasione disse: “Elia è già venuto, ma voi non lo avete riconosciuto… Allora i discepoli capirono che stava loro parlando di Giovanni Battista” (Matteo, 17:11-13).

Tra le incarnazioni, secondo Gesù, un essere umano si sviluppa in tre direzioni principali: intellettuale, etica e psico-energetica.

La prima è la più difficile, richiede il più lungo periodo.

Differenze a livello di sviluppo intellettuale sono ben conosciute in psichiatria, che classifica la gente in una quantità di categorie: idioti, imbecilli, ritardati, con personalità debole, con seri problemi mentali (demenza parziale, schizofrenia, paranoia, eccetera). Le differenze intellettuali possono anche essere viste chiaramente in campo religioso.

Per esempio, alcune persone sono capaci solo di compiere movimenti del corpo rituali e mendicare “in nome di Dio”. Nell’ortodossia russa è largamente usata la seguente costruzione verbale: “Pregare rivolti a qualcosa”. Questo significa fare determinati movimenti corporei rivolti ad un oggetto che ha qualche valore rituale.

Le persone di un livello intellettuale superiore sono capaci di abbracciare la totalità della conoscenza di Dio. Attraverso il sacrificio di sé stessi tali adepti raggiungono la somiglianza con Dio e si uniscono a Lui, concludendo in tale modo la loro evoluzione personale.

Il motivo di queste differenze non sta solo in peculiarità dello sviluppo intrauterino e in malattie infantili, e nemmeno nell’allevamento o nell’educazione, ma essenzialmente nell’età evoluzionistica di una certa anima e negli sforzi d’auto-perfezionamento che quest’anima ha già fatto.

Il processo della creazione. La multidimensionalità dello spazio

Durante la fase non manifesta del Manvantara ci sono solo la Coscienza Primordiale del Creatore e “materiale da costruzione” per materia e anime — protoprakriti e protopurusha (vedere [3-5] per ulteriori dettagli). Il processo della Creazione comincia con locale addensamento di protoprakriti, che devono formare un denso substrato affinché la vita organica possa sussistervi. “… Lei venne avanti,… apparve davanti a Lui nello splendore della Sua luce…, diventò il ventre di ogni cosa” (L’apocrifo di Giovanni 4:25-5:5).

La durata del processo di una “creazione del mondo” non è misurata in giorni, ma in epoche; sei “giorni” della “creazione del mondo” sono ad esempio una traduzione scorretta della Bibbia (se fossimo costretti ad ammettere che tali furono giorni nel senso comune, ne consegue che la creazione del mondo ebbe luogo circa 7,5 migliaia di anni fa. Ma rilevamenti archeologici indicano che l’umanità è esistita sulla Terra per circa un milione di anni.

Nel Vangelo di Filippo le dimensioni dello spazio sono chiamate in greco — eoni.

Spiegare completamente a parole la natura della struttura multidimensionale, per esempio la Terra, è impossibile. Si può solo affermare che in profondità, sotto ad ogni oggetto materiale ci sono strati di crescente luce sottile, pura, tenera e brillante.

Questi strati possono essere sperimentati solo con l’aiuto di speciali metodi di sviluppo della consapevolezza. Questo è il processo di raffinazione e rafforzamento della coscienza, della sua cristallizzazione ad ognuno dei livelli raggiunti. Questo è il Sentiero verso la comprensione del Creatore.

La fine del mondo è il processo inverso di decomposizione della Creazione.

* * *

“Egli lo volle e il mondo (della Creazione) apparve. In un pensiero Divino, Egli raggruppò insieme le acque, separando da esse la parte asciutta del globo. Egli è il principio della misteriosa esistenza dell’uomo (della sua forma corporea), nel quale Egli ha soffiato una parte del Suo Essere” (La vita di San Issa, 5:18).

“… Egli è la Vita che dà vita…” (L’apocrifo di Giovanni, 4:1).

“… È esistito da sempre e sarà ancora dopo la fine di tutte le cose” (La vita di San Issa, 8:6).

Lo Spirito Santo

Lo Spirito Santo è il Creatore che si manifesta nella Creazione attraverso Maestri spirituali che hanno raggiunto la piena auto-realizzazione (la realizzazione di Dio) e si sono uniti a Lui, e anche attraverso coloro i quali non sono ancora entrati nella dimora del Creatore, ma hanno raggiunto l’unione con lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo supervisiona le attività degli altri spiriti di precedenti epoche dello sviluppo evoluzionistico. Egli dirige anche con successo chi è alla ricerca, per esempio comunicandogli informazioni profetiche. Riguardo a ciò, Gesù disse: “Ma quando Egli, lo Spirito di Verità, verrà, vi guiderà alla verità tutta intera. Egli non parlerà da Sé. Egli dirà solo ciò che ode (dal Padre e da Gesù)…” (Giovanni, 16:13).

Molto prima che Gesù dicesse queste parole, lo Spirito Santo partecipò alla preparazione dell’avvento di Gesù (Matteo 1:20) dando alla gente segni miracolosi della Sua speciale missione (Luca, 2:25-35; Matteo, 3:16). Più tardi lo Spirito Santo prese parte all’organizzazione dell’opera di Gesù sulla Terra (Luca, 4:1).

Cielo — contro Cieli

Dove vive Dio, come si può trovare? La stragrande maggioranza delle persone aventi a che fare con forme di religione primitive risponderebbero a questa domanda indicando il cielo. Proprio come alzano gli occhi e le mani quando pregano.

Da dove viene la credenza che Dio stia in alto? Forse la ragione è che sulla superficie della Terra si vedono sofferenze e tentazioni, mentre nel cielo si vedono nuvole tranquille, spazio infinito, carezze del sole, i misteri della Luna e delle stelle lontane?

Ma Gesù rideva di fronte a tali speculazioni: “Se i vostri capi vi dicono: ‘Guarda, il Regno (del Padre) è in cielo!’ allora gli uccelli del cielo vi precederanno.

“Piuttosto, il Regno è dentro di voi e fuori di voi” (Il Vangelo di Tommaso, 3).

“Quelli che cercano non dovrebbero smettere di cercare fino a che non trovano. Quando troveranno, saranno turbati…, si meraviglieranno, e (essendosi stabilizzati nel Regno) regneranno sopra a ogni cosa” (Il Vangelo di Tommaso, 2).

Quindi, che cosa significa — “dentro di voi e fuori di voi”? E perché chi ha trovato il Regno “sarà turbato” e “si meraviglierà”?

Abbiamo già discusso la natura multidimensionale della Creazione.

Tutte le dimensioni dello spazio esistono proprio qui — nelle profondità multidimensionali d’ogni oggetto materiale, sia esso una pietra o un albero, o il nostro pianeta o un corpo umano. Vale la stessa cosa per ogni volume che non sia un oggetto denso, ma aria. Questo è ciò che s’intende per “dentro e fuori di noi”.

Perciò, al fine di trovare la Dimora del Creatore, bisogna dirigere la nostra ricerca non verso l’alto, ma dentro, in profondità. Prima di tutto dentro il proprio corpo, mediante la trasformazione della sfera emotiva: rinunciando agli stati emozionali grossolani (iniziando da tutte le forme di rabbia; non solo furia, ma anche condanna, invidia, gelosia, ecc.) e coltivando quelli sottili (principalmente tutti i tipi di amore emotivo: tenerezza, dimostrazioni d’affetto, capacità di ammirare la bellezza e di sintonizzarsi su essa, ecc.).

Alla tappa successiva per la raffinazione, la coscienza si trasforma in un cuore spirituale. Il suo contenitore originale —, il chackra anahata — è un volume esistente nei piani sottili, all’interno del torace, nel corpo. Un cuore spirituale è un organo bioenergetico che produce emozioni d’amore. La capacità di spostare la propria consapevolezza nel cuore spirituale rende capaci, in particolare, di vivere nel mondo della luce e dell’amore.

Gesù disse questo a riguardo: “Benedetti sono i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Matteo, 5:8). “Entrate nel vostro tempo, nel vostro cuore. Illuminatelo con pensieri buoni e con la pazienza e l’inamovibile fiducia che dovreste avere per vostro Padre” (La vita di San Issa, 9:12).

Dopo che il chakra anahata è pulito, si deve pulire l’intero organismo con l’aiuto di speciali metodi: deve essere reso così puro da sembrare trasparente alla vista spirituale.

Avendo purificato se stessi, i maestri spirituali acquistano la capacità di vedere la Coscienza Divina, non con gli occhi fisici, ma con gli occhi della consapevolezza.

Prima di tutto si ha cognizione dello Spirito Santo. Egli è presente dentro e fuori i nostri corpi. L’apostolo Paolo disse: “Non sapete che i vostri corpi sono i templi dello Spirito Santo, Che è in voi?” (Prima lettera ai Corinzi, 6:19).

Ma lo Spirito Santo deve essere sperimentato anche fuori dei nostri corpi.

Abbiamo già discusso del fatto che lo Spirito Santo pervade sia il mondo della materia compatta, sia gli eoni intermedi tra il mondo fisico e la Dimora del Creatore. (Si possono trovare ulteriori dettagli riguardo alla struttura dell’Assoluto in [3-5]). In questo contesto, per comprendere lo Spirito Santo si definiscono tre stati nei quali Esso è presente, in differenti eoni sottili.

Il terzo stato può essere sperimentato con l’aiuto di speciali tecniche di meditazione, iniziando dallo spazio sopra alla superficie della Terra, meditando in particolari luoghi di potere in spazi aperti (i più favorevoli a questo scopo sono aree senza vita sulla superficie della Terra: deserti, vaste spiagge sabbiose, banchi di sabbia).

Nel secondo stato, che è più sottile, lo Spirito Santo può essere visto in paradiso (che è l’eone purusha [3-5]), e anche all’interno del pianeta Terra a livello della crosta e del mantello.

Queste informazioni rivelano il significato dell’enigmatica affermazione nel Vangelo di Filippo: “… Spirito Santo é una parola plurale. Perché sono ovunque: sono sopra, sono sotto…” (Il Vangelo di Filippo, 33).

Il secondo stato è il fuoco (una delle manifestazioni del Fuoco Divino).

Il più sottile stato dello Spirito Santo (il primo stato) è quell’adiacente — sulla scala multidimensionale — alla Dimora di Dio-Padre. Si può trovare espandendo il proprio cuore spirituale nelle profondità delle galassie. Ma può essere riconosciuto anche dentro al nucleo del nostro pianeta — in quella parte di spazio dove è accaduto la creazione della terra.

Ci fu un indizio riguardante questo nelle parole di Gesù, quando Egli stava raccontando ai discepoli i Suoi piani per il periodo successivo alla morte del Suo corpo sulla croce. In particolare, Egli disse che sarebbe stato “nel cuore della Terra per tre giorni e tre notti” (Matteo, 12:40). Voleva affermare che sarebbe andato nell’abbraccio del Suo Adorato Padre. Ma la gente lo interpretò nel modo opposto — che sarebbe andato a visitare l’inferno. Ma perché? Ovviamente — essi fantasticarono — per salvare i peccatori che si trovavano all’inferno e portarli in paradiso. Ma nella realtà tale cosa è irrealizzabile.

Ora torniamo indietro all’argomento delineato nel titolo di questo paragrafo: il cielo e i Cieli.

I Cieli sono gli eoni più sottili.

Nonostante questi eoni siano presenti ovunque — anche sopra di noi — non ha senso cercarli guardando in alto o volando lassù. Dio, nell’aspetto del Creatore e dello Spirito Santo, è presente nelle più sottili dimensioni dello spazio, che non possono essere percepite con occhi fisici. Si può vedere solo dopo essersi purificati (in quanto coscienze) al Suo livello di “sottigliezza”; si può vedere non con gli occhi fisici, ma con la vista della coscienza.

* * *

“Non tutti quelli che mi dicono ‘Signore, Signore’ entreranno nel Regno del Cieli, ma solo coloro che fanno la volontà del Padre Mio Che è nei Cieli” (Matteo, 7:21).

“Entrate per la porta stretta. Perché grandi sono la porta e la via che conducono alla distruzione, e molti le attraversano. Ma strette sono la porta e la via che conducono alla vita, e solo pochi le trovano” (Matteo, 7:13-14).

“… Chi cerca troverà e a chi bussa sarà aperto” (Il Vangelo di San Tommaso, 94).

Inferno e paradiso

Oltre agli eoni del Cielo sopra menzionati e alla dimensione materiale, esistono altre dimensioni spaziali all’altro capo (relativamente al Creatore) della scala grossolanità-sottigliezza. Sono le dimensioni dell’inferno.

Si possono percepire in certi luoghi di potere negativi.

La caratteristica specifica dei luoghi di potere [4] è la presenza di qualche forma d’energia dominante proveniente da mondi non materiali, che influenza lo stato degli esseri incarnati, inclusa la gente.

I luoghi di potere possono essere classificati in negativi e positivi, in base al loro effetto negativo o positivo. Ci sono luoghi di potere positivi che sono particolarmente favorevoli allo svolgimento di particolari tipi di lavoro spirituale, o per la guarigione. I luoghi di potere negativi permettono di conoscere come sia la vita in vari eoni infernali.

La dimensione dei luoghi di potere può variare da un metro a svariati chilometri.

È importante per noi capire ora che cosa determina lo stato e le dimensioni dello spazio — paradisiache o infernali — dove la gente si ritrova alla morte del proprio corpo fisico. La risposta è piuttosto semplice: nell’altro mondo l’uomo rimane nello stesso stato al quale si è abituato mentre viveva nel corpo fisico. Continuerà ad esistere in quello stato fino alla sua successiva incarnazione, di solito per centinaia d’anni. Questa è la ragione per cui è estremamente importante avere il controllo delle proprie emozioni e non vivere come animali, reagendo impulsivamente a fattori esterni piacevoli e spiacevoli, e agli impulsi (che vengono) dalle profondità del corpo.

Vari stati emozionali possono essere classificati in base alla scala sottigliezza-grossolanità.

Tra i più grezzi figurano odio, furia, rancore, disgusto, paura, disperazione, ansietà, gelosia, depressione, risentimento, oppressione, dolore da separazione, eccetera.

Le posizioni intermedie sono occupate da fretta, impazienza, eccitazione sportiva o lavorativa, passione sessuale (desiderio passionale), eccetera.

Stati più alti della consapevolezza sono tenerezza (inclusa quella tinta di sessualità), stati che sorgono quando ci si sintonizza su fenomeni naturali armoniosi (mattino, primavera, intimità, calma, canzoni dei più bravi uccelli canterini, mammiferi che giocano, eccetera) o su alcuni capolavori di varie forme d’arte.

Ci sono altre tre categorie tra i più alti stati di consapevolezza. Non sono presenti tra le emozioni “terrene”, non c’è cosa terrena che le possa suscitare. Possono essere sperimentate solo attraverso le più alte meditazioni d’Unione con lo Spirito Santo nei Suoi stati prima menzionati, e con Dio-Padre nella sua Dimora.

Dei tre gruppi di stati emozionali precedentemente nominati, il primo è chiamato tama, il secondo (intermedio) raja e il terzo sattva. Tama, raja e sattva sono attributi “terreni” e sono chiamati guna. Le categorie più elevate “trascendono i guna”.

L’uomo ha la possibilità di innalzarsi da un guna all’altro e a più alti livelli facendo sforzi spirituali, ma può anche scendere.

Bisogna premere sul fatto che ciò di cui stiamo parlando qui non è solo la capacità di sperimentare particolari emozioni, ma è lo stato di coscienza abituale per una persona. È lo stato abituale al momento della morte che determina il proprio destino per centinaia d’anni.

Riflettiamo: “Voglio stare per tanto negli stati della prima categoria, fra altri esseri che sono come me?” Questo è l’inferno.

Se biasimiamo “loro” — altre persone o determinate circostanze — per le nostre emozioni, siamo in errore. Ci sintonizziamo anche noi a tali persone o circostanze, mentre dovremmo armonizzarci con Dio, con il Divino che può salvarci dall’inferno. L’apostolo Paolo disse a riguardo, “evitate il male, attaccatevi al bene” (Romani, 12:9).

Per lo stesso motivo, ci si dovrebbe attenere ai seguenti principi:

“Amate i vostri nemici, benedite chi vi perseguita, fate del bene a quelli che vi odiano e pregate per coloro che vi insultano e vi danno la caccia…” (Matteo, 5:44).

“Mettetevi d’accordo velocemente con il vostro avversario…” (Matteo, 5:25).

“Benedetti sono gli operatori di pace…” (Matteo, 5:9).

“… Non opponete resistenza ad una persona crudele. Se qualcuno vi colpisce sulla guancia destra, porgetegli anche l’altra. Se qualcuno vuole farvi causa e prendervi la tunica, voi lasciategli anche il mantello. Se qualcuno vi costringe a fare un miglio, voi fatene con lui due” (Matteo, 5:38-41).

“Non giudicate…” (Matteo, 7:1).

“… Non condannate…”(Luca, 6:37).

“… Non abbiate paura di coloro che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima” (Matteo, 10:28).

“… Date a chiunque vi chieda. E a chi prende i vostri beni, non chiedeteli indietro” (Luca, 6:30).

“Chi fra voi è saggio e accorto? Lasciate che lo mostri con la sua buona condotta, con le opere fatte nell’umiltà che viene dalla saggezza. Ma se nei vostri cuori ospitate invidia amara ed ambizione egoistica, non vantatevene e non negate la verità. Tale ‘saggezza’ non scende dai Cieli, ma è terrena, non spirituale, del diavolo…” (Giovanni 3: 13-15).

“Chiunque dichiari di essere nella luce, ma odia il suo fratello, è ancora nelle tenebre” (1 Giovanni, 2:9).

“Benedite coloro che vi danno la caccia: benedite e non maledite…”

“Non ripagate alcuno con male per male. Cercate di fare ciò che è giusto agli occhi di tutti…”

“Non vendicatevi…”

“Se il tuo nemico è affamato, dagli da mangiare. Se ha sete, dagli qualcosa da bere…”

“Non siate sopraffatti dal male, ma sopraffate il male con il bene” (Romani, 12:14-21).

“Perché giudichi tuo fratello? … Perché ognuno di noi renderà conto di se stesso davanti a Dio. Quindi smettiamola di giudicarci a vicenda. Piuttosto, imponetevi di non mettere alcun ostacolo sulla strada dei vostri fratelli” (Romani, 14:10-13).

“… Se qualcuno è colto in flagrante peccato, tu che sei spirituale dovresti correggerlo gentilmente. Ma sii accorto, o anche tu potresti essere tentato” (Lettera ai Galati, 6:1).

“Non lasciare che alcuna parola cattiva esca dalla tua bocca, ma dì ciò che è utile per la necessaria edificazione, così che porti giovamento agli ascoltatori” (Lettera agli Efesini, 4:29).

“… Dovete sbarazzarvi di tutte le cose come queste: rabbia, furia, malizia, calunnia, e dal linguaggio osceno che esce dalle vostre labbra…” (Lettera ai Colossesi, 3:8).

“… Non ripagate il male con il male o l’insulto con l’insulto” (Prima lettera di Pietro, 3:9).

“Chiunque odi il suo fratello è nell’oscurità e vaga nell’oscurità; non sa dove va, perché l’oscurità lo ha accecato” (Prima lettera di Giovanni, 2:11).

“Perché tali azioni non ti aiuterebbero a raggiungere la tua salvezza, e tu cadresti nello stato di degradazione morale dove furto, menzogna e omicidio sono considerati buone azioni.

“Ciò nonostante, esiste un miracolo che è possibile compiere per l’uomo. È quando, colmo di fede sincera, decide di sradicare dal suo cuore tutti i cattivi pensieri, e quando per ottenere ciò egli abbandona i sentieri dell’iniquità” (La vita di San Issa, 9:17; 11:8).

Probabilmente, alcuni lettori obietteranno: “Ma stare lontani dal male e curarsi solo della propria salvezza è egoismo. Cosa ne è delle persone crudeli? Lasciamo che continuino a compiere ogni sorta di cose malvagie?!”

Siete in errore: stiamo parlando essenzialmente di stati della coscienza. Anche lottare contro i criminali, contro i più abominevoli comportamenti umani, se questo è nostro dovere, può essere fatto senza odio, furia, avversione, ma in uno stato emotivamente calmo e in armonia con la Divinità. Per mezzo d’emozioni infernali possiamo solo fare del male — sia a noi sia agli amici…

È anche importante capire che le emozioni forti non turbinano solo all’interno del corpo: creano campi di energia intorno a lui, che influenzano altre persone e possono perfino farle ammalare.

Se ci atteniamo ai principi di Cristo, non abitueremo noi stessi e gli altri all’inferno, nemmeno mentre partecipiamo alle battaglie “terrene”.

Lasciate che lo ripeta nuovamente: non sto consigliando a chiunque di stare lontano dalla vita sociale, dalle necessità della gente, e non solo della gente. “Nessuno ha amore più grande di questo, che l’uomo dia la vita per i suoi amici” (Giovanni, 15:13), disse Gesù. Ma mentre si fa questo, si dovrebbe evitare di provare odio, furia o risentimento. Si dovrebbero provare calma e amore, mantenendo l’attenzione fissa sulla meta più elevata — il Padre Celeste. È in questo modo che Gesù andava incontro alla Sua morte.

… Mente siamo nei corpi terreni, possiamo cambiare arbitrariamente le nostre abitudini di vita, in particolare lo stato emotivo, con l’aiuto di metodi di auto-regolazione psichica e di varie tecniche di meditazione. Possiamo anche ricevere aiuto da altre persone, al fine di diventare migliori possibile. Una volta che il corpo è morto, è impossibile cambiare il proprio stato. Nessuno sarà in grado di prestare aiuto. Gesù Cristo non portò i peccatori fuori dall’inferno; anche le preghiere dei santi o di chiunque altro non possono farlo. Si può cambiare il proprio destino solo mentre si vive nel corpo terreno.

* * *

I nostri destini nelle attuali o future incarnazioni sono influenzati dai nostri vizi. Per esempio, se ignoriamo la sofferenza degli altri esseri viventi (non solo delle persone) e li facciamo soffrire, allora Dio ci farà perdere il vizio. Come? Mettendoci in situazioni nelle quali noi soffriremo, così da potere — attraverso la sperimentazione del dolore — imparare ad essere compassionevole nei confronti del dolore degli altri. In questo modo programmiamo i nostri destini a diventare “inferno sulla Terra”; inoltre in tali condizioni sarà molto più difficile raffinare le emozioni.

Che cosa dovremmo fare per sbarazzarci dei vizi che ci distruggono? — Pentirci!

Pentimento

Giovanni Battista iniziava le sue omelie predicando la necessità di purificarsi attraverso il pentimento (Matteo, 3:2-6). Era una novità per il suo pubblico: a quel tempo i giudei avevano un modo molto particolare di “liberarsi dai peccati”. Una volta l’anno, al tempo della Pasqua, essi trasferivano simbolicamente i loro peccati dentro a degli agnelli. Poi uccidevano questi agnelli-“peccatori” come “offerta a Dio” e mangiavano i loro corpi.

Ovviamente, tale assurdità non faceva che aumentare la loro colpa agli occhi di Dio.

No, i propri peccati non possono essere trasferiti su qualcun altro. Solo la stessa persona può lavarseli di dosso con un sincero pentimento.

È il pentimento che segue una sincera autocritica, ad essere il principale purificatore di un’anima.

Dio ci “pasce” costantemente come Suo “gregge di pecore” (Gesù usò spesso quest’allegoria) su “pascoli” in Terra. Vuole renderci perfetti, cosicché diventiamo degni di arricchirLo. E non ci abbandonerà mai, non importa se vogliamo conoscerLo o no, se lo amiamo o no, se ci sforziamo di diventare perfetti e unirci a Lui o no.

Avvicinarsi a Lui facendo sforzi d’auto-perfezionamento porta vera beatitudine al cercatore. I primi contatti con Lui sono particolarmente “pungenti”. Sempre più lunghi periodi d’unione con Lui portano la più suprema beatitudine. Questa è la più gran ricompensa per il cercatore che cammina sul sentiero della ricerca spirituale.

Ma se non obbediamo al Suo Volere, se andiamo nella direzione opposta, ci condanniamo alla sofferenza. Queste sofferenze sono la “ricompensa” per la disobbedienza.

E la prima cosa che possiamo fare per salvarci dalla sofferenza è pentirci.

I neofiti in campo religioso (per i quali Dio non è Realtà Vivente, ma una qualche entità astratta) potrebbero naturalmente domandare: come dobbiamo pentirci?

Per esempio, le chiese cattolica e russa ortodossa insistono che ci si può confessare solo a un prete. Ed è solo dinanzi ad un prete che si può ottenere la “remissione dei peccati”.

La verità è che in realtà non c’è alcuna “remissione dei peccati”. È un approccio sbagliato al problema. Il problema del pentimento deve essere considerato più seriamente — come sbarazzarsi dei vizi, e non come implorare perdono. Di conseguenza, il meccanismo del pentimento deve essere differente.

Il rito religioso sopra menzionato è adatto solo per bambini, principianti e adulti facilmente influenzabili.

In alcune chiese protestanti, il meccanismo della penitenza è organizzato molto meglio. Dopo le necessarie preparazioni, i credenti si pentono dinanzi al Dio Vivente, senza intermediari. La solennità della situazione e la preghiera della congregazione contribuiscono ad aumentare d’intensità l’emozione del pentimento.

Ma non tutte le persone hanno accesso a tali comunità o a consiglieri spirituali veramente saggi, che sanno spiegare di cosa ci si deve pentire e come. Quindi ora discuteremo le basi del lavoro penitenziale compiuto su se stessi.

Prima di tutto, si devono comprendere gli elementi fondamentali della filosofia religiosa: cosa è Dio, cosa è l’Evoluzione, qual è lo scopo della vita. Partendo da ciò, diventa chiaro perché dobbiamo lavorare su noi stessi, a quale ideale dobbiamo aspirare, che qualità coltivare e di quali sbarazzarci, cosa è veramente un vizio e cosa è considerato tale solo dalla gente e non da Dio. A tal fine, è bene iniziare studiando le parole di Gesù e imparando a distinguere da esse quello che la gente ha fantasticato in materia di cristianità. “… Imparate da Me…” (Matteo, 11:29), disse Gesù.

Nei sermoni di alcuni preti ortodossi si sente l’affermazione che i “10 comandamenti” dati da Dio alla gente attraverso Mosé sono i “comandamenti di Gesù Cristo”. Se v’imbattete in tali preti, evitatene: non hanno capito alcunché, ma provano ad insegnare agli altri. In realtà Gesù Cristo offrì un Insegnamento riguardante a Dio e la Strada per raggiungerLo, che è molto più profondo dell’intero Vecchio Testamento. Consiste di decine di precetti-comandamenti.

E un’ultima cosa: se pensiamo che andiamo bene così come siamo, e che non c’è motivo di cambiare, allora siamo così lontani dal lavoro spirituale che non abbiamo la benché minima idea di quale sia il suo fine. Perché chiunque — dai principianti ai praticanti avanzati — possono trovare spunti per l’auto-miglioramento nell’Insegnamento di Gesù Cristo.

Ora discutiamo l’autoanalisi. Quelli che la gente chiama peccati non sono l’essenziale. I peccati non sono altro che manifestazioni dei nostri vizi — peculiarità del carattere, qualità dell’anima. I peccati aiutano a riconoscere i vizi, ma è contro i vizi che bisogna lottare, non contro i peccati. E questo non è lavoro di un giorno… rimodellare l’animo rimovendo molte cattive qualità e instillandocene di buone, richiede ardui sforzi.

Per distinguere meglio un particolare vizio presente in sé stessi, sarebbe utile rintracciare tutte le manifestazioni di questo vizio che accaddero in passato — tutti i peccati di questa serie iniziando dall’infanzia. E quando questo lavoro è compiuto, Dio può dare una possibilità di guardare nelle proprie vite precedenti, per vedere le radici dei vizi che là ebbero origine.

Il processo di rivelare i vizi e ricordare determinati peccati deve essere accompagnato da un pentimento emotivo sincero.

Ma se durante questo processo soffrite emotivamente di autocommiserazione a causa delle punizioni future, allora siete sulla cattiva strada.

Non bisogna avere compassione di sé stessi, ma per le proprie vittime — tutti quelli che si è fatto soffrire fisicamente o emotivamente. Poi si devono rivivere consapevolmente di nuovo tutte quelle situazioni, ma questa volta nel modo corretto.

Se è possibile rimediare alle ingiustizie in qualche modo — anche parzialmente — bisogna certamente farlo. Se chiediamo perdono a Dio ignorando volontariamente una concreta possibilità di rimediare al male che abbiamo fatto, non possiamo aspettarci un risultato positivo: perché tale pentimento non sembra sincero.

Non ci può essere sostituto al lavoro penitenziale. Sperare di potersi sbarazzare dei vizi attraverso la pratica della meditazione o di vari metodi “catartici” è un errore. Anche se ad una persona fosse data l’opportunità di entrare negli eoni dello Spirito Santo, o anche di sperimentare l’Abbraccio del Creatore, questo non brucerebbe i vizi. Essi rimarrebbero e continuerebbero a manifestarsi. Quest’affermazione non è un’ipotesi, ma un fatto.

Questo è il motivo perciò vi consiglio di stare alla larga da metodi come quello di “urlare fuori” i propri vizi (tutto quello che è richiesto è di urlare forte, in modo volgare e a lungo, possibilmente in compagnia di qualche compare), e da “dubbi” trucchi di “sbarazzarsi dei vizi” come la seguente invenzione di un “padre” ortodosso (prima della perestrojka egli fu istruttore nel comitato regionale comunista); egli predicava: “Uccidete i ragni! Vi saranno rimessi 40 peccati per ogni ragno che ucciderete!”. È meglio stare alla larga da tali sciocchi, per non diventare ciechi guidati da ciechi (Matteo, 15:14).

… Come conclusione vi ricordo la cosa principale: la gente va all’inferno non come conseguenza di cattive azioni, ma perché si è abituata a vivere in stati infernali della consapevolezza durante la vita terrena.

Il metodo principale e indispensabile per salvarsi dalla futura dannazione è il pentimento — rintracciare in se stessi i vizi che causano gli errori (i peccati) — seguito dal sentimento di rimorso. La base per il pentimento è l’empatia con le vittime del proprio comportamento peccaminoso. Il vero obiettivo del pentimento non è chiedere perdono per se stessi, ma è di sbarazzarsi dei vizi.

La seconda direzione del lavoro spirituale è il raffinamento della consapevolezza. Comincia con la correzione della sfera emotiva: trattenersi dal provare emozioni grossolane e coltivare quelle sottili e positive, abituarsi agli stati della consapevolezza paradisiaci piuttosto che a quelli infernali.

Gesù Cristo

Molte persone (perlomeno in Russia) che si considerano cristiane, credono che Cristo sia qualcosa come il cognome di Gesù. Quindi queste due parole (Gesù e Cristo) nella loro mente diventano intimamente connesse.

Il fatto è che Cristo non è un cognome, piuttosto è un titolo o una carica. Christos è una parola greca, il suo equivalente ebreo è Moshiach, o Messiah — nella moderna accezione. Con questi termini designano Colui che viene in Terra da Dio-Padre — come parte di Lui — per dare aiuto del più alto grado Divino alle persone incarnate.

Per capire questo fenomeno correttamente, bisogna comprendere bene cosa è stato detto nei paragrafi precedenti: che Dio-Padre è Una Coscienza e allo stesso tempo Egli è la totalità delle precedenti coscienze umane unite a Lui. Queste coscienze una volta furono individuali, ma da quando ottennero la piena auto-realizzazione e si unirono al Padre, Esse fluttuano nella Sua Dimora nello stato di reciproca unione, formando un unico Tutto. L’idea è espressa nel Vangelo di Giovanni (1:4): “In Lui (il Padre) era la vita; e la vita era la luce degli uomini”. C’è un’affermazione riguardante la stessa cosa nel Vangelo di Filippo (87): “I Bambini della Camera Nuziale (la Dimora del Creatore, dove ci si unisce a Lui nell’Amore) hanno un nome (cioè sono tutti Dio-Padre, ora) ”. Ma essi — che una volta erano esseri umani, che diventarono tutt’uno con il Padre — sono capaci di individualizzarsi di nuovo per una volta in forma di Spirito Santo, se è necessario per eseguire un compito del Padre.

Quindi è giusto affermare che Cristo è parte di Dio-Padre, così com’è giusto affermare che non è sempre stato tale — Egli fu anche umano in passato. Quando? In questo o uno dei precedenti Manvantara? — Non ha importanza. L’unica cosa importante è che attraverso l’ottenimento della completa Perfezione e unendosi con Dio-Padre, Egli venne alla gente dalla dimora di Dio-Padre, con il Compito di aiutarla.

Ci furono numerosi Cristi in Terra nella storia del genere umano. Essi vennero in terra in momenti differenti e a nazioni differenti, creando ogni volta un cuore di spiritualità, distribuendo la conoscenza di Dio, il significato delle vite della gente sulla terra e il Percorso verso il Fine Ultimo. Gesù Cristo fu Uno d’Essi.

Dalla descrizione della fanciullezza di Gesù nel Vangelo dell’Infanzia, si evince che Egli dimostrò le più elevate abilità magiche perfino all’età di 5 anni: fece dei passeri di creta e li animò, punì e resuscitò la gente dalla morte con l’aiuto della magia, eccetera. All’età di 12 anni egli stupì i Maestri di Gerusalemme con la Sua saggezza in una conversazione di carattere spirituale (quest’ultimo episodio è descritto anche nel Vangelo di Luca, 2:42-52).

Il periodo successivo della vita di Gesù è descritto in due fonti: nella Vita di San Issa, migliore del figli degli uomini, e nel Vangelo tibetano. Questo si legge nella prima fonte:

“Quando Issa compì tredici anni, l’età in cui un israelita dovrebbe prendere moglie, la casa dove i Suoi genitori si guadagnavano da vivere con un modesto commercio cominciò ad essere posto di incontro per gente ricca e nobile, desiderosa di avere per genero il giovane Issa, già famoso per i Suoi edificanti discorsi nel nome dell’Altissimo. Poi accadde che Issa lasciò in segreto la casa dei genitori, partendo da Gerusalemme, e con i mercanti si diresse verso Sind…” (4:10-12).

In ogni terra che Gesù visitò durante questi anni — India, Tibet, Persia — Egli guarì gli ammalati, resuscitò dalla morte, si oppose al paganesimo e predicò un Unico Dio-Padre Universale e il percorso per arrivare a Lui. Il Suo pubblico preferito erano le persone di bassi ceti sociali; più tardi fu lo stesso in Giudea.

Nelle omelie che fece in India, in particolare, Insegnò:

“Non adorate gli Idoli, perché essi non vi sentono. Non ascoltate i quattro Veda, perché la verità in essi è contraffatta. Non mettetevi ai primi posti e non umiliate il vostro prossimo.

“Aiutate i poveri, sostenete i deboli, non fare male ad alcuno e non desiderate quello che non avete e che vedete appartenere ad un altro” (5:26-27).

In Persia, mentre rispondeva alle domande dei più alti sacerdoti di fede zoroastra, disse ciò che segue:

“… Come un bambino trova nel buio il capezzolo di sua madre, così anche voi gente, che siete stati indotti in errore della vostra erronea dottrina e dalle cerimonie religiose, avete riconosciuto… vostro padre nel Padre del quale io sono profeta.

“L’Essere Eterno vi ha detto, attraverso la mediazione della mia bocca: "Non adorerete il Sole (come Dio), perché non è che una parte del mondo che Io ho creato per l’uomo.

‘Il sole sorge per scaldarvi mentre lavorate; tramonta per permettervi il riposo che Io Stesso ho stabilito.’

‘È a me, e a Me solo, che dovete tutto quello che possedete, tutto quello che si trova vicino a voi, sopra a voi, e sotto di voi.’

“Ma, ” dissero i preti, “come può la gente vivere secondo le regole della giustizia se non ha precettori?”

Quindi Gesù rispose: “Fintanto che la gente non ebbe preti, la legge naturale li governava, ed essi preservavano il candore delle loro anime.

“Le loro anime erano con Dio, e per comunicare con il Padre non avevano bisogno di ricorrere all’intercessione d’alcun idolo o animale, né del fuoco, come si fa qui.

“… Il Sole non sta agendo spontaneamente, ma secondo la volontà del Creatore invisibile che lo ha creato.

“Lo Spirito Eterno è l’anima di tutto ciò che è animato. Commettete un gran peccato dividendolo in uno “Spirito del Male” e uno “Spirito del Bene”, perché c’è solo il Dio del Bene, Che, come il padre di una famiglia, agisce solo per il bene dei Suoi figli, perdonando tutti i loro errori se essi si pentono.

“Lo ‘Spirito del Male’ dimora in Terra nei cuori di quegli uomini che distolgono i figli di Dio dalla retta Via.

“Quindi vi dico, guardatevi dal giorno del giudizio, perché Dio infliggerà un terribile castigo su tutti coloro che avranno distolto i Suoi figli dalla retta via e li avranno riempiti di superstizioni e pregiudizi…” (8:8-20).

Ecco un assaggio d’alcune parole che Gesù disse ai tibetani:

“Venni per dimostrare il potenziale umano. Quello che faccio io, lo faranno tutti. Quello che è io, lo saranno tutti. Questi conforti sono di tutte le nazioni, (essi sono) l’acqua e il pane della vita” (Vangelo tibetano).

Gesù “ritornò alla terra di Israele” solo all’età di 29 anni (La vita di San Issa, 9:1). Ciò che egli disse e fece là diventò patrimonio delle future generazioni.

Dopo essere tornato alla terra natia, Gesù, con svariati apostoli-assistenti iniziò a viaggiare visitando molte città e villaggi. Fece prodigi come guarire numerosi ammalati e resuscitare la gente dalla morte, predicò nelle sinagoghe, nelle case e all’aperto, riguardo a come il Padre Celeste vuole che alla gente sia.

Migliaia di persone ascoltarono Gesù, furono testimoni di miracoli e furono guarite dalle loro malattie. Alcune di loro abbandonarono le loro occupazioni mondane e si unirono a Gesù per viaggiare con Lui e imparare da Lui.

Egli insegnò loro spiegando la Strada verso la Perfezione e dimostrando loro i metodi di guarigione spirituale e le tecniche di meditazione.

Senza dubbio, Egli voleva trovarli pronti di ricevere tutti i più elevati insegnamenti sul Padre. Voleva che entrassero nella Dimora del Padre con Lui. “Padre! Voglio che quelli che mi hai affidato siano con me dove Io sono…” (Giovanni, 17:24).

Ma quando Egli diceva qualcosa che andava di là dalla loro capacità di comprendere, essi lo sorprendevano con la propria mancanza di discernimento. Molti Lo lasciarono dubitando della validità della sua parola e perfino che fosse sano di mente… (Giovanni, 10:19-20; 13:36-38; 14:5-7; 16:17-18; Luca, 9:54-56; eccetera).

Anche Sua madre e i Suoi fratelli una volta si recarono nel luogo dove stava predicando, per portarLo a casa, perché avevano concluso che Egli era diventato pazzo se diceva cose come quelle… (Marco, 3:21,31-35).

Alla fine — dopo tre anni di insegnamento, predicazione e miracoli — Egli rimase con solo 12 discepoli maschi (uno dei quali era Giuda Iscariota, che più tardi Lo tradì) e Maria Maddalena.

Dove erano le folle di migliaia di cittadini eccitati che ascoltavano i Suoi sermoni, mangiarono il cibo che materializzava per loro, e che furono guariti da varie malattie? …

Venne fuori che queste folle non avevano bisogno degli insegnamenti riguardanti gli sforzi che bisogna compiere per entrare nel Regno di Dio. Esse volevano solo che Egli guarisse e che desse loro attenzione… (Luca, 9:11).

Gesù si accorse di questo e iniziò ad evitare le folle. “… Folle di persone veniva per ascoltarlo ed essere guarite dalle loro malattie. Ma Gesù spesso si ritirava in luoghi solitari…” (Luca, 5:15-16).

Egli guarì alcuni di loro, ma non avrebbe potuto continuare così per sempre. Egli voleva che la gente imparasse la vera fede, a fare personalmente sforzi per migliorare. Poi le malattie sarebbero andate via per volontà del Padre… “Generazione incredula e perversa, per quanto ancora dovrò essere con voi, sopportarvi?!”

Egli urlò in una occasione, a causa di questa situazione senza speranza (Luca, 9:41).

E la folla, aizzata contro di Lui dai preti, si arrabbiò… “… Cercate una occasione per ucciderMi, (solo) perché non c’è posto in voi per la Mia Parola!…” Egli disse in una occasione, cercando di riportarli alla ragione… (Giovanni, 8:37).

Ma era troppo tardi: una folla di persone primitive e vendicative diventava sempre più ostile, perché avrebbe potuto ricevere di più, ma era loro dato troppo poco…

Poco dopo, le stesse persone gridavano a Pilato: “Crocifiggilo, crocifiggilo!”… (Luca, 23:21).

“Ed essi, avendo preso il Signore, correndo Lo spingevano, dicendo ‘Giudichiamo il Figlio di Dio, ora che abbiamo autorità su di Lui!” E lo vestirono con una toga di porpora e Lo fecero sedere sul trono del giudizio, dicendo: “Dacci un giusto giudizio, Tu, Re di Israele!” E uno di essi portò una corona di spine e la mise sul capo del Signore: e gli altri stavano là, e sputavano nei Suoi occhi, e altri gli schiaffeggiavano le guance; e altri lo percuotevano con un bastone, e alcuni di essi Lo torturavano dicendo: “Con questo onoriamo il Figlio di Dio!” (Il Vangelo di Pietro, 3:6-9).

… Perché il clero non Lo accettò? Non c’erano differenze formali tra loro e Gesù sulle basi della fede. Essi parlavano dello stesso Dio-Padre, facevano riferimento alla stessa Bibbia Giudaica…

Ma in realtà c’erano importanti differenze tra di loro: Gesù predicava il Dio Vivente, Che Egli conosceva molto bene personalmente; mentre i preti solamente credevano in Dio, senza conoscerLo. Con l’aiuto della religione, essi si assicurarono una buona posizione sociale e il benessere materiale per loro stessi, quindi volevano proteggere le fondamenta della loro confessione.

In cosa consistevano queste fondamenta? Esse consistevano in numerosi e dettagliati cerimoniali religiosi, regole di vita quotidiana e misure repressive contro i trasgressori*.

Se esiste una tale struttura religiosa con templi, impressionanti manifestazioni in forma di servizi devozionali, ideologie che pervadono la società intera, e paura del castigo Divino inculcata nelle menti della gente, allora i sacerdoti di questa confessione si esasperano se qualcuno disturba tale stile di vita: se questo qualcuno afferma che le cose sono sbagliate e i sacerdoti sono ipocriti che non conoscono Dio, ma imbrogliano le persone…

Questo è il caso delle religioni di massa, che mettono enfasi su riti e regole di condotta e inevitabilmente si dimenticano il Dio Vivente..

In Giudea, a quel tempo, chi si opponeva all’ipocrisia religiosa era il Messaggero di Dio-Padre — Gesù Cristo.

… Gesù seppe dal Padre che la fine della Sua vita terrena stava sopraggiungendo. Egli seppe anche di che morte sarebbe morto.

Avrebbe potuto evitarlo? Certamente, avrebbe potuto. Avrebbe potuto lasciare la Giudea con i Suoi discepoli, e chiunque sarebbe stato soddisfatto, la gente si sarebbe calmata e si sarebbe dimenticata di Lui.

Ma Egli non partì. Perché?

Perché se non lo avesse fatto, nessuno si sarebbe ricordato più di Lui dopo pochi anni, non ci sarebbero state chiese cristiane, né il Nuovo Testamento…

Questa fu la ragione per cui il Suo progetto fu diverso.

Il piano era, inizialmente, di adempiere tutte le profezie riguardanti la vita terrena del Cristo-Salvatore che doveva venire. Al punto che “nemmeno una delle Sue ossa sarà rotta” e “guarderanno a Colui che hanno trafitto”. Questo significa che, quando i soldati ruppero le gambe ai due criminali crocifissi con Gesù per farli morire prima di notte, Gesù aveva già lasciato il Suo corpo, quindi i soldati si limitarono a trafiggergli il fianco con una lancia… (Giovanni, 19:31-37).

Inoltre, la Sua morte e i giorni che seguirono furono accompagnati da numerosi miracoli: l’oscurità scese più presto del solito, la tenda del tempio di Gerusalemme si squarciò in due (Luca, 23:44-45), il corpo di Gesù scomparve da dove era stato posto, Gesù apparve svariate volte ai Suoi discepoli materializzando un corpo, ebbe conversazioni con loro e li edificò.

La gente rimase sorpresa soprattutto dall’evidente “Resurrezione di Gesù dai morti”. Nonostante queste persone fossero religiose, essi non capivano che, dopo la dipartita dal corpo, ogni uomo sorge nell’altro mondo con la consapevolezza di sé stesso nella forma non corporea (Matteo, 22:30). Gesù provò ciò alla gente e in verità Egli fece molto di più. Con i Suoi Poteri Divini Egli dematerializzò il Suo corpo tolto dalla croce e poi svariate volte lo materializzò.

I Suoi discepoli, Paolo e molti altri, dedicarono le loro vite a predicare del Figlio di Dio che venne sulla terra, fu crocifisso e risorse, che insegnò del Padre Celeste — il Dio Vivente — e di com’entrare nella Sua Dimora.

Gesù — riguardo Lui

“… Io vengo dal Padre…” (Giovanni, 8:42).

“… Egli Mi ha mandato” (Giovanni, 8:42).

“… Io scesi dal Cielo, non per Mia stessa volontà, ma per volontà di Colui che Mi mandò” (Giovanni, 6:38).

“… Così come il Padre Mi conosce e Io conosco il Padre” (Giovanni, 10:15).

“Io e il Padre siamo una cosa” (Giovanni, 10: 30).

“Il Padre è in Me, e Io sono nel Padre” (Giovanni, 10:38).

“… Testimonio al mondo quello che ho sentito da Lui” (Giovanni, 8:26).

“Testimonio quello che ho visto in presenza del Padre” (Giovanni, 8:38).

“Colui che ha mandato Me è con Me. Egli non Mi ha lasciato solo, perché Io faccio sempre ciò che gli è gradito” (Giovanni, 8:29).

“Da solo niente posso fare” (Giovanni, 5:30).

“… Io amo il Padre…” (Giovanni, 14:31).

“Padre Giusto!… Ti ho conosciuto!…” (Giovanni, 17:25).

“Venni a portare il fuoco in Terra, e come vorrei che fosse già acceso!” (Luca, 12:49).

“Io sono venuto come Luce del mondo, cosicché chiunque mi segua non cammini mai nelle tenebre…” (Giovanni, 8:12).

“Io sono la porta: chiunque entri attraverso Me sarà salvato…” (Giovanni, 10:9).

“Io sono venuto cosicché (voi) possiate avere la vita, e averla in abbondanza” (Giovanni, 10:10).

“Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue pecore” (Giovanni, 10:11).

“… Io dò la vita per le pecore” (Giovanni, 10:16).

“Le Mie pecore sentono la mia voce; Io le conosco, ed esse Mi seguono” (Giovanni, 10:27).

“… Imparate da Me… e troverete riposo per le vostre anime” (Matteo, 11:29).

“Io sono la Via, la Verità e la Vita… se mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche Mio Padre…” (Giovanni, 14:6-7).

“…So da dove vengo e dove vado…” (Giovanni, 8:14).

“Dove io vado, voi (ora) non potete venire” (Giovanni, 8,21).

“Per questa ragione il Padre Mi ama, perché offro la vita per riprenderla di nuovo. Nessuno la porta via da Me, ma la offro di mia spontanea volontà. Ho l’autorità di offrirla, e ho il potere di riprenderla. Ho ricevuto queste istruzioni da Mio Padre” (Giovanni, 10:17-18).

“… Abbiate fede al Mio Amore. Se osservate i Miei comandamenti, resterete nel Mio amore, proprio come io ho osservato i comandamenti di Mio Padre e mi mantengo nel Suo Amore” (Giovanni, 15:9-10).

“Chiunque è vicino a me è vicino al Fuoco, e chiunque è lontano da me è lontano dal Regno (di Dio)” (Il Vangelo di San Tommaso, 82).

“Chiunque ama il padre o la madre più di Me non è degno di Me; e chiunque ama il proprio figlio o la propria figlia più di Me non è degno di Me…” (Matteo, 10:37).

“Ho ancora molte cose da dirvi, ma non potete sopportarle adesso” (Giovanni, 16:12).

“Io vado al Padre, perché il Padre è più grande di Me” (Giovanni, 14:28).

Diffusione della cristianità

Come abbiamo già detto, con Suo dispiacere, Gesù non riuscì a trovare persone che potessero velocemente diventare simili a Lui. Gli apostoli probabilmente erano le migliori persone in Giudea, ma la loro età psico-energetica non era abbastanza elevata da permettere loro di abbracciare interamente e immediatamente la conoscenza Divina.

Un esempio è un rimprovero che Levi usò con Pietro, nel periodo successivo a quando Gesù lasciò la vita terrena: “Pietro, sei sempre irruente!” (Il Vangelo di Maria Maddalena, 18:5).

È anche risaputo che Pietro aveva dei pregiudizi verso Maria Maddalena perché lei — una donna — era uno dei discepoli preferiti di Gesù ed era particolarmente amata da Lui (Il Vangelo di Tommaso, 114).

Questo significa che Pietro, nel corso del suo apprendistato con Gesù, non aveva imparato a controllare le emozioni, a vivere in {uno stato di} amore cordiale, non si era sbarazzato dell’arroganza…

Dopo la crocifissione di Gesù, i Suoi discepoli, scossi dalla Sua morte e dai miracoli che seguirono, provarono a continuare il Suo lavoro come poterono. Tutti predicarono, e molti iniziarono a lavorare con i propri discepoli. A tal fine la loro maggioranza restò fra i Giudei. Ma l’apostolo Tommaso andò attraverso la Siria ad Est, e dove poté — dall’India alla Cina — egli fondò comunità cristiane. Le chiese malabar siriache e indiane da lui fondate esistono ancora oggi (ulteriori dettagli in [12]).

Anche l’ex persecutore e assassino di cristiani Paolo si unì a loro dopo essere stato convertito alla fede personalmente dal non incarnato Gesù (Atti, 9).

Alcuni dei discepoli di Gesù scrissero le loro scritture, che sopravvissero fino ad oggi. Essi furono Matteo, Giovanni, Tommaso, Pietro, Giacomo, Filippo, Giuda (non Iscariota), Maria Maddalena, Nicodemo, e anche Paolo e i discepoli indiretti di Gesù, gli evangelisti Marco e Luca.

Secondo i Vangeli, Giovanni e Maria Maddalena furono i discepoli preferiti di Gesù. Il Vangelo scritto da Giovanni è uno dei migliori quanto a qualità e quantità. Egli fu anche l’autore di tre Epistole ai discepoli, la prima delle quali contiene molti preziosi precetti e consigli.

Ma Giovanni scrisse anche due testi che sono molto diversi dalle scritture sopra menzionate. Il primo di essi è chiamato L’apocrifo di Giovanni, il secondo è La rivelazione di Giovanni il Divino (L’Apocalisse), che è incluso alla fine del nuovo testamento.

L’apocrifo fu scritto da Giovanni poco dopo la crocifissione di Gesù, cioè prima che scrivesse le Epistole. Da esso si evince che Giovanni riportò con attenzione tutti i precetti del Maestro, e nonostante fece proprio l’aspetto più importante degli insegnamenti di Gesù — l’amore cordiale, egli non riuscì a comprendere con la propria mente, durante il tempo trascorso con il Messia incarnato, l’essenza della Sua venuta sulla terra, e anche l’essenza del Padre che Lo mandò. Giovanni rivolge a Dio domande come questa: “Perché il Salvatore è stato scelto? Perché fu mandato nel mondo da Suo Padre? E chi è il Padre Suo che lo ha mandato?…” (L’apocrifo di Giovanni, 1:20).

Ed egli riceve risposte riguardanti la natura del Padre, lo Spirito Santo, Cristo, la creazione del mondo…

Ma poi il suo intelletto è messo alla prova, cosa tipica dei contatti profetici: dopo circa un terzo del testo, la narrazione cambia il suo carattere, ci sono frasi senza significato e senza alcun valore… L’idea in tal caso è la seguente: l’ascoltatore si accorgerà di questa prova-scherzo? Giovanni non capì, non passò il test dell’intelletto: egli prese tutto sul serio, lo condivise con i suoi compagni apostoli e scrisse tutto scrupolosamente.

Un caso simile capitò quando Giovanni scrisse la sua Apocalisse che pare (per lo meno) un incubo. Il suo tema non è predicare la Strada verso la perfezione attraverso fede, amore, lavoro sulla trasfigurazione di se stessi, ma i sui temi sono minacce, profezie di disastri e catastrofi. Il testo manca non solo d’Amore Divino, ma anche di qualunque valore per i lettori. Non fa che distrarre incitando ad infruttuose riflessioni sul futuro, mentre Dio c’insegna a vivere e lavorare qui e ora.

L’Apocalisse di Giovanni incluso nel nuovo testamento diventò un test di intelletto e spiritualità, un “test-tentazione” per milioni di persone che studiano la cristianità. E molti furono tentati. Perché l’Apocalisse, alla fine del Nuovo Testamento, cancella e rinnega gli Insegnamenti di Gesù sul desiderare Dio-Padre e sull’auto-perfezionamento attraverso l’amore.

Quindi alcuni scelgono, nel Nuovo Testamento, insegnamenti d’amore, purezza e desiderio di Dio-Padre, e altri si rimbambiscono con scene disgustose d’orrori futuri, pestilenze, sangue e marciume. Con la loro mente essi colgono questa sporcizia invece di armonizzarsi con la bontà e la bellezza, invece di imparare ad amare la gente, tutta la Creazione ed il Creatore*.

Una cosa simile accadde a Nicodemo: egli scrisse un buon Vangelo sugli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, ma finì la narrazione con la descrizione del suo sogno su Gesù che guidava i peccatori fuori dall’inferno.

Un’altra parte del Nuovo Testamento, che è d’ambigua validità e necessita di essere discussa attentamente, sono le Epistole dell’apostolo Paolo.

Esse sono piene di contraddizioni: da Rivelazioni molto attendibili, predicazioni di tenero affetto — alla rabbiosa maledizione degli intolleranti “moralisti”.

Qual è il motivo? Per capirlo, bisogna conoscere la storia della formazione di Paolo come cristiano.

In principio, egli fu un energico ed aggressivo massacratore, torturatore e uccisore di cristiani.

Ma mentre camminava per strada, egli sentì la voce di un invisibile interlocutore: “Saulo, Saulo, perché Mi perseguiti?” (Atti, 9:4). Nonostante Paolo fosse un torturatore e un sadico, egli credeva in Dio. Capì immediatamente la situazione.

Il fatto era che non solo il Signore decise di fermare il sanguinario tiranno, ma anche di usare la sua eccezionale energia “fanatica” per il bene della Divina Provvidenza.

Avendo obbedito a Dio, Paolo cambia da violento persecutore di cristiani, ad instancabile propagandista dell’Insegnamento di Gesù.

Questo è ciò che Paolo scrive a riguardo: “E ringrazio Gesù Cristo nostro Signore che mi ha fortificato, di avermi ritenuto fedele, assegnandomi a questo ministero — io che prima ero un blasfemo, persecutore ed un insolente. Ma ho ottenuto pietà, perché essendo ignorante, lo facevo senza sapere. E la grazia del Nostro Signore fu estremamente abbondante, con la fede e l’amore in Gesù Cristo. È vera e degna di ogni considerazione, la parola che Gesù Cristo venne nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono capo. Ma per questo fine io ottenni pietà, cosicché in me per primo Gesù si potesse mostrare a tutti coloro che da molto tempo soffrono, come indicazione per quelli che si accingono a credere in Lui nella Vita Eterna” (1 Timoteo, 1:12-16).

Ma tutto questo accadde dopo la crocifissione di Gesù. Paolo non incontrò Gesù incarnato, e solo qualche tempo dopo ebbe personalmente contatto con i Suoi discepoli. Dopo avere accettato la cristianità, Paolo si arrese completamente alla guida di Dio, e con la sua eccezionale energia iniziò il lavoro di trasfigurazione usando, tra le altre cose, le tecniche di meditazione concessegli da Dio.

In aggiunta a questo Dio assegna a Paolo una missione speciale — portare la nuova fede ai pagani dell’impero romano al di fuori della Giudea.

Paolo predicò ardentemente, creò nuove comunità cristiane, discusse con le guide spirituali dei pagani. Molte volte fu picchiato a morte, ma sempre Dio lo fece tornare al suo corpo, e Paolo era ancora ansioso di combattere.

È prima di tutto grazie alle prodezze di Paolo, che la cristianità fu fondata in Europa e venne in Russia.

Paolo scrisse molte lettere indirizzate a differenti comunità cristiane. In queste lettere sono mescolati termini così contraddittori che alcuni storici azzardarono perfino l’ipotesi che degli “insegnamenti morali” furono aggiunti alle lettere da altre persone, tanto diverse erano in stile e livello intellettuale varie loro parti. La spiegazione di queste contraddizioni consegue logicamente dalle contraddizioni nello stesso Paolo.

Egli semplicemente non riuscì a cambiare se stesso completamente. Per trasfigurare in una persona interamente Divina, avrebbe avuto bisogno di 10 anni d’apprendistato tranquillo. Ma Paolo non aveva tale possibilità, ed era in continua lotta con il suo vecchio carattere — nei momenti tra un’omelia e l’altra, tra i pestaggi, il vagabondare affamato e infreddolito, o la prigionia…

Quindi perdoniamolo per il fatto che le sue ultime Rivelazioni da Dio sono alternate all’odio contro gli “omosessuali” e gli “adulteri”… Fu anche lui che, per la prima volta nella storia della cristianità, lanciò un anatema — una dannazione in nome della chiesa cristiana (Prima lettera ai Corinzi, 16:22) — contrariamente agli insegnamenti di Gesù.

Le sue lettere fecero molto bene all’umanità, ma diventarono anche una potente tentazione per le future generazioni di cristiani — anche più potente dell’Apocalisse di Giovanni. Perché essendo incluse nel nuovo testamento, esse “legittimarono” non solo tenerezza, gentilezza, armonia e perdono, ma anche le qualità opposte: odio, rabbia, intolleranza di chi “non è come me”, dannazioni…

Sono Paolo e Giovanni che svilupparono l’assurda teoria che uno possa “lavare via” i propri peccati con il sangue degli altri, con le sofferenze degli altri (abbiamo discusso di questo all’inizio del capitolo sul Pentimento). Nelle loro lettere essi affermarono che la vittima innocente Gesù fosse un Agnello di Dio mandato da Dio-Padre come sacrificio a sé stesso come espiazione per i peccati della gente… “siccome la legge era debole e agiva secondo la carne, Dio mandò il Suo proprio Figlio nella forma di carne peccatrice come sacrificio per il peccato…” (Lettera ai Romani, 8:3), “…Il sangue di Gesù Cristo, Suo Figlio, ci ha lavato da tutti i peccati…” (Prima lettera di Giovanni, 1:7), “… Egli è il sacrificio (per Dio-Padre) per i nostri peccati, e non solo per i nostri, ma anche per i peccati del mondo” (Prima lettera di Giovanni, 2:2), “… Egli fu rivelato così da togliere i nostri peccati” (Prima lettera di Giovanni, 3:5)… Come risultato, viene fuori che è sufficiente solamente credere che Gesù era veramente un Cristo — e questo è tutto quello che dobbiamo fare: i nostri peccati sono rimessi e il paradiso ci è garantito…

* * *

La cristianità mise radici nell’impero romano in modo cruento. Ci furono persecuzioni, massacri di cristiani. Furono crocefissi sulle croci lungo le strade. Ma allora altri cristiani si consegnarono spontaneamente ai loro persecutori per morire sulle croci per la fede, per diventare come Cristo almeno in questo…

Quanta differenza con i “credenti” odierni, che si definiscono cristiani, ma non sono capaci di fare sforzi per migliorarsi, per esempio non “sanno” smettere di fumare…

Per volontà di Dio e grazie alle imprese personali degli apostoli e d’altri eroi, con il tempo, la cristianità si diffuse in gran parte dell’Europa e quindi in Nord dell’America e Australia. Ci sono molti cristiani in Asia, Sud dell’America, Africa. Oggigiorno circa un terzo della popolazione della Terra professa la cristianità [11]. Dopo circa mille anni dalla sua origine, essa è arrivata anche in Russia [11,12].

… E ora dobbiamo capire una cosa importante: la parola cristianità ha due significati, che sono fondamentalmente diversi- cristianità come Insegnamento di Gesù Cristo e cristianità come ciò che fu creato dalla gente in determinate nazioni in determinate epoche.

Dai primi giorni della cristianità fino ai giorni nostri, ci furono veri seguaci di Gesù tra le persone che si consideravano cristiane, e ci furono persone che solamente si mascheravano da cristiani, per soddisfare le loro vili passioni: il desiderio di governare sugli altri, di rubare, di torturare, d’uccidere… Ci furono e ci sono persone che non hanno capito alcunché nell’Insegnamento di Gesù, ma si considerano veri credenti; probabilmente essi sono la maggioranza… Ma questi capitoli non riguardano la storia della cristianità in terra, piuttosto riguardano l’Insegnamento di Gesù Cristo.

Libertà di pensiero

Ci si potrebbe chiedere: com’è successo che Dio ha permesso che del cattivo materiale fosse incluso nel Nuovo Testamento?

La risposta è la seguente: uno dei presupposti essenziali dell’opera di Dio di crescerci, è di darci una significativa libertà di pensiero, cioè la libertà di scegliere il proprio sentiero: "Vuoi venire con Me? — Vai! Prendi la Mia mano, ti aiuterò! Vuoi andare nella direzione opposta? — Bene, puoi andare, ma ad ogni modo ricordati di cercarmi. Ti ricorderò di Me costantemente…

Dove l’uomo aspiri ad essere con la propria mente e la coscienza, per Dio è un’importante indicazione su come aiutarlo. Al fine di applicare questo principio, Dio permette l’inclusione di informazioni tentatrici anche nei libri Sacri che descrivono la Retta Via.

Possiamo considerare tutte queste come lezioni di psicologia, tenute dal nostro più alto Maestro. Queste lezioni comprendono frequenti prove su quanto siamo progrediti spiritualmente e sui livelli del nostro sviluppo intellettuale ed etico.

In relazione a quanto appena detto, è opportuno riportare alcuni estratti dal Nuovo Testamento. Il primo viene dalla lettera di Paolo ai Corinzi (6:12): “Tutte le cose sono legittime per me, ma non tutte portano profitto…”.

La stessa cosa fu detta da Gesù: “Sventura al mondo a causa delle cose che fanno peccare la gente, (ma) è necessario che tali cose avvengano.” (Matteo, 18:7).

Il principio della libertà di pensiero implica che il risultato d’ogni fase del processo educativo sia rivisto periodicamente, invece di punire o ricompensare la persona per ogni singola decisione presa. Per illustrarlo, Gesù narrò una parabola riguardante un seminatore (Matteo, 13:24-30):

Un uomo seminò semi buoni nel suo campo. Mentre gli uomini dormivano, il suo nemico venne e seminò zizzania fra il grano. Quando la messe fiorì e produsse frutto, allora apparve anche la zizzania. I servitori del capofamiglia vennero e gli chiesero: “Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Allora da dove viene la zizzania?”. Egli disse loro “Un nemico ha fatto questo”. I servitori gli dissero “Vuoi allora che andiamo e la raccogliamo?” ma egli disse “No, per timore che mentre raccogliete la zizzania, voi non sradichiate con essa anche il grano. Lasciate che entrambi crescano insieme fino al raccolto. E al tempo del raccolto dirò ai mietitori: ‘Prima raccogliete la zizzania, legatela in fusti e bruciatela, ma mettete il grano nel mio granaio’”. In questa parabola i “semi” sono vere o false informazioni. Grazie ad esse, il campo può dare buon raccolto così come “zizzania”. Ma per ogni uomo c’è bisogno di tempo fino al raccolto, per scegliere attraverso la propria vicenda personale, attraverso le proprie decisioni, che cosa vuole diventare: “grano” o “zizzania”.

Quando qualcosa ci tenta, Gesù consiglia di prendere decisioni notevoli per il proprio bene: “E se la vostra mano o il vostro piede vi fa peccare, tagliateli e gettateli via da voi. È meglio per voi entrare nella (Vera) Vita zoppi o monchi, piuttosto che avere due mani e due piedi ed essere gettati nel fuoco eterno (dell’inferno). E se il vostro occhio vi fa peccare, toglietevelo e gettatelo via da voi. È meglio per voi entrare nella Vita con un occhio, piuttosto che avere due occhi ed essere gettati nell’inferno di fuoco” (Matteo, 18:8-9).

Anche questo tipo di lotta con sé stessi è una manifestazione della libertà di pensiero.

Ed è attraverso l’uso della libertà che plasmiamo il nostro destino.

…Ma la libertà non è illimitata.

Dio interferisce quando dobbiamo fare cambiamenti alle nostre vite, ma l’inerzia ci previene dal farlo. Ricordiamoci per esempio dei drastici cambiamenti nelle vite delle persone che furono tanto fortunate da diventare discepoli di Gesù, o del drastico cambiamento di direzione nella vita di Paolo, dei destini di molta gente che fu salvata dall’oscurità dell’ignoranza dall’Insegnamento di Gesù Cristo.

Dio interferisce anche nei casi in cui la gente intende fare qualcosa che non deve accadere, qualcosa che danneggerebbe i progressi spirituali delle anime incarnate. Se vediamo le cose in un altro modo, allora abbiamo frainteso qualcosa, siamo confusi.

Dio possiede Amore perfetto, Saggezza perfetta, Potenza perfetta. Egli non può trascurare qualcosa, perdersi qualcosa. Egli non ha nemici capaci di lottare al pari contro di Lui. Quelle riguardanti le Sue battaglie con il diavolo sono solo favole, e la gente che le prende seriamente non fa che dimostrare il proprio livello intellettuale. Dio può materializzare o de-materializzare qualsiasi cosa, per esempio de-materializzare il corpo di un malvagio che intende fare qualcosa che non deve accadere (letteralmente!). Ma se qualcosa del genere capita, significa che doveva capitare, e Dio ne era al corrente fin dall’inizio. Il nostro compito é quindi capirne la ragione. Dobbiamo imparare a fidarci di Lui (sebbene non dovremmo fare cose sciocche per cui Lui debba farci soffrire).

Se si ha la coscienza pulita, non si ha alcunché da temere! Ma se non è pulita, ci si deve pentire sinceramente e si devono riparare i torti.

E se abbiamo la coscienza pulita, ma siamo preoccupati di cose “terrene” (ad eccezione di non fare involontariamente del male agli altri), allora la nostra fede è debole, il nostro amore per Lui è debole. “Non c’è paura nell’amore, l’amore perfetto scaccia la paura… chi ha paura non si è perfezionato nell’amore” (Prima lettera di Giovanni, 4:18). “Due passeri non si vendono per un soldo? E nessuno di loro cade a terra senza che vostro Padre lo voglia. Anche i capelli della vostra testa sono tutti contati. Quindi non abbiate paura, voi valete più di molti passeri” (Matteo, 10:29-31).

E quando qualcuno dice che non c’è Dio perché ci sono i terremoti, gli uragani, le guerre, o che Egli è cattivo e quindi non vogliono credere in Lui, o che non può sconfiggere il diavolo… allora dobbiamo capire che il piano di Dio per le persone non consiste nel creare per loro un paradiso sulla Terra. Se ci fosse un tale paradiso in Terra, non avremmo quel potente stimolo ad avanzare altrove.

Al contrario, dovremmo ricordare di non vivere pigramente, altrimenti Egli ci farà muovere attraverso il dolore — per il nostro stesso bene.

La vita sulla Terra non è la Vera Vita. Solo un breve cammino educativo, una possibilità di diventare migliori, di correggere il destino della vita che verrà, di avvicinarsi alla Meta Finale.

E se non ci fossero guerre e altre calamità, allora sarebbe impossibile mostrare eroismo sacrificando se stessi per il bene degli altri, o, al contrario, tradire per paura del dolore o della morte del corpo…

I cataclismi terreni sono solo un acceleratore dell’evoluzione della gente coinvolta in essi, una possibilità di diventare migliori.

Destino

È già stato detto che l’evoluzione d’ogni anima prosegue per migliaia d’anni e gli intervalli tra le incarnazioni sono più lunghi degli stati incarnati. Da questo segue che la vita principale di ognuno di noi si svolge nella forma non corporea; da là osserviamo i vagabondaggi di molte altre persone incarnate nell’illusione materiale.

Ma dopo esserci incarnati, durante i primi anni della fanciullezza, dimentichiamo completamente tutto quello che successe prima della nascita sulla Terra: la vita nel nuovo stato incarnato è troppo diversa dalla precedente, perché le abilità percettive della coscienza dopo l’incarnazione in un corpo fisico vengono notevolmente ridotte. La coscienza è capace di percepire solo parte delle informazioni che riceve attraverso gli organi di senso materiali del nuovo corpo. La precedente libertà di movimento alla velocità del pensiero e la capacità di percepire tutto direttamente senza gli organi di senso vengono dimenticate.

Sebbene ci dimentichiamo di tutto quanto accadde prima della nascita in un corpo, la vita non ricomincia daccapo, ma continua.

E il destino formatosi nella precedente incarnazione procede di conseguenza.

Essendo nati sulla Terra, ognuno di noi ha già un proprio destino, che non è altro che il piano del proprio sviluppo futuro escogitato da Dio, considerando che cosa si ha bisogno di imparare nella vita a venire.

Appena i bambini raggiungono l’età nella quale diventano capaci di prendere importanti decisioni etiche, ottengono maggiori possibilità di influenzare i propri destini, di cambiarli in meglio o in peggio.

L’educazione corretta o sbagliata dei bambini può avere un notevole impatto sulle loro vite. Ma dobbiamo ricordare che i loro genitori (capaci di dare loro una determinata educazione) e l’ambiente sociale dove la nascita ha avuto luogo — tutto questo fu pianificato da Dio in base al destino della persona incarnata.

Le capacità di una persona incarnata non sono illimitate. Esse sono definite principalmente dal livello della sua maturità intellettuale, che definisce la sua capacità di comprendere informazioni di un certo grado di complessità.

Per esempio, le abilità di una persona oligofrenica sono molto limitate. Ma perché questa persona è oligofrenica? L’unica causa sarebbe che i genitori erano alcolizzati, o che la madre ebbe complicazioni durante la gravidanza? No. Dio conosceva queste circostanze prima che mandasse una certa anima in un certo corpo.

E quest’anima ha il suo destino. Anche per i genitori questa è una manifestazione del loro destino. Ma essi diedero vita non ad una povera persona sofferente di malattia, ma ad una che ancora non ha sviluppato l’intelletto nel corso dell’evoluzione personale. D’altro canto, la gente che ha seguito con successo l’auto-perfezionamento intellettuale nelle precedenti vite terrene e ha accettato la giusta direzione di sviluppo spirituale nella presente incarnazione, può fare parecchio, incluso ottenere l’auto-realizzazione individuale e aiutare gli altri ad avanzare verso questa Meta.

L’auto-perfezionamento intellettuale

Il nuovo testamento ci dà la possibilità di osservare la religiosità di persone di diverso livello intellettuale.

Il più alto livello è rappresentato da Gesù Cristo. Nessuno, nemmeno tra i Suoi discepoli personali, poté comprendere con la mente l’intera profondità del Suo Insegnamento.

Il secondo livello è rappresentato dai più intimi discepoli di Gesù, che provarono a capire il Maestro e in parte ci riuscirono.

Il livello successivo è rappresentato dalle persone d’elevato rango sociale, che conoscevano e seguivano le tradizioni terrene riguardanti i rituali e le regole di comportamento. Ma essi non furono capaci di apprendere le parole viventi di Dio.

E il più basso livello è rappresentato della gente capace di pensare solo in base al seguente schema: “Mi danno cose — va bene! Smettono di darmi cose: — va male!”.

Che una persona possieda un intelletto sviluppato, non significa automaticamente che il livello di sviluppo etico di questa persona sia anche elevato. Ma un auto-perfezionamento etico non è possibile, senza un intelletto sviluppato. Quindi, se cerchiamo l’auto-realizzazione spirituale, dobbiamo anche lavorare sull’auto-miglioramento intellettuale.

Che cosa favorisce tale sviluppo? Essenzialmente ricevere un’educazione, vari tipi di lavoro (specialmente di tipo creativo), lavorare con i libri e prendere parte alla ricerca teorica. La società moderna, altamente sviluppata negli aspetti scientifico e tecnico, è una ottima opportunità per applicare la mente e svilupparla.

… La traduzione del Nuovo Testamento in russo è lontana dall’essere perfetta. Profondi significati d’alcune affermazioni furono “tagliati fuori” dai traduttori, che erano incapaci di capire le Sue idee.

Ma un errore nella traduzione ebbe un effetto disastroso. È nella frase “Benedetti sono i poveri nello spirito, perché loro è il Regno dei Cieli” (Matteo, 5:3). Molti lettori russi conclusero da essa che Gesù predicasse il primitivismo intellettuale e il parassitismo.

Ma Gesù intendeva una cosa completamente diversa! Egli parlava delle future benedizioni: non di mendicanti parassiti, ma di persone che rinunciavano al possesso della ricchezza materiale e che lo facevano non per pigrizia, ubriachezza, o altre ragioni come queste, ma per la loro religiosità. “Per lo spirito” e non “in spirito”.

Saranno benedetti nel Regno dei Cieli coloro che rinunciano al possesso delle cose “terrene”, che rinunciano alla ricchezza “terrena” perché il Padre Celeste sia la loro Ricchezza. “Non accumulate tesori sulla Terra… ma accumulate tesori nel Cielo… perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Matteo, 6:19-21). Questa è una delle più importanti affermazioni del Suo Insegnamento.

Riguardo alla saggezza, Gesù insegnò quanto segue: “L’ignoranza è per noi la madre di tutto il male. L’ignoranza culminerà in morte (spirituale). Coloro che ricercano la verità saranno perfetti quando tutta la Verità sarà (loro) rivelata. … Quanto (la verità) è più forte dell’ignoranza e dell’errore! Dona la libertà.

“Logos (Gesù) disse: ‘Se conoscete la Verità, la Verità vi renderà liberi. L’ignoranza è schiavitù. La Conoscenza è Libertà”.

“Se conosciamo la Verità, troveremo i Suoi frutti dentro di noi” (Il Vangelo di Filippo, 123).

“… Siate saggi… e semplici…” (Il Vangelo di Tommaso, 39).

Sull’alcolismo

“Presi il Mio posto in mezzo al mondo, e apparvi loro nella carne. Li trovai tutti ubriachi, e non trovai alcuno di essi assetato (della Verità). La mia anima soffriva per i figli degli uomini, perché essi sono ciechi nei loro cuori e non vedono, perché essi vennero nel mondo vuoti, e ugualmente vuoti cercano di partire dal mondo… Essi sono ubriachi. Quando smaltiranno il vino, allora cambieranno le loro vie” (Il Vangelo di Tommaso, 28).

“Siate giudiziosi e vigili, perché il vostro avversario il diavolo va in giro ruggendo come un leone, cercando qualcuno da divorare” (Prima lettera di Pietro, 5:8).

“E fate attenzione a voi stessi, per timore che i vostri cuori siano oppressi… dall’ubriachezza” (Lettera ai Romani, 13:13).

“Non è bene cibarsi di carne, bere vino, o alcunché per cui il vostro fratello inciampi, o sia offeso, o sia indebolito” (Lettera ai Romani, 14:21).

“E non siate ubriachi di vino, nel quale dimora l’eccesso, ma siate pieni di Spirito…” (Lettera agli Efesini, 5:18).

Lavoro — o parassitismo?

Una tipica immagine della realtà russa: file di mendicanti professionisti vicino a templi ortodossi. Tutti che si fanno con zelo il segno della croce: starebbero pregando per noi (ma quanto valgono le preghiere di questi parassiti?) … Ci sono alcuni tra loro che sono veramente nei guai e hanno bisogno di soldi. Gli altri scelgono il parassitismo come professione.

E ad essi viene dato, perché Cristo disse: “Date a chiunque vi chieda…” (Luca, 6:30).

Ma Cristo intendeva questo modo di “dare”?

Egli raggiunse ogni traguardo. Egli fu tutt’uno con il Padre. Egli che era unito al Padre non aveva bisogno di alcunché di “terreno”. Era pronto ad accettare la morte del corpo e a risorgere nel Padre. Il corpo per Lui non era altro che un impedimento, solo la Volontà del Padre faceva sì che Egli si curasse dell’esistenza del corpo.

Gesù non visse per se stesso, Egli visse per la gente. E diede loro tutto quello che aveva, tutto se Stesso. La stessa cosa la consigliò ai Suoi seguaci: “Perché avete bisogno di alcunché di ‘terreno’? Stiamo lavorando, predicando la Verità, guarendo le persone. Esse sono contente quando le visitiamo, ci daranno da mangiare. Abbiamo i vestiti e un tetto per la notte. Di cosa altro abbiamo bisogno sulla Terra? Cercate il Padre, quindi! E non brontolate quando date agli altri quello che avete. … Non siate preoccupati della vostra vita, di quello che mangerete; né del corpo, di quello che indosserete. La Vita è più del cibo, e il corpo è più del vestito. Considerate i corvi: perché essi non seminano né mietono, non avendo granaio né mulino, e Dio li nutre.

Quanto siete voi meglio degli uccelli? … Considerate i tulipani, come crescono. Essi non filano e non tessono. Eppure vi dico che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria era addobbato come uno di essi… Quindi, non cercate quello che mangerete, queste cose le cercano le nazioni del mondo. E vostro Padre sa che avete bisogno di queste cose. Ma piuttosto cercate il Regno di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non temete, piccolo gregge!… Fate per voi… un inesauribile tesoro nei Cieli, dove non vengono ladri… Perché‚ là dove è il vostro tesoro, sarà anche il vostro cuore…” (Luca, 18:18-22).

Inoltre, un giorno, “… un governante Gli chiese ‘Buon Maestro! Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna? ‘. E Gesù gli disse :‘Ti manca una cosa. Vendi tutto quello che hai e distribuiscilo ai poveri… e vieni, seguimi…” (Luca, 18:18-22).

Gesù sapeva che quell’uomo avrebbe potuto fare progressi, se avesse deciso di diventare Suo discepolo. Ma l’uomo non voleva diventare un discepolo…

A chi si rivolgeva Gesù quando propose di rinunciare a tutte le cose terrene? Alle persone degne di diventare Suoi discepoli o a tutta la gente? Naturalmente, ai primi.

Per esempio, una volta egli andò in casa di Maria Maddalena e sua sorella Marta. Maria “… sedette ai piedi di Gesù e ascoltò la sua parola. Ma Marta era distratta con il troppo servizio. Allora essa andò da Lui e gli disse: ‘Signore! Non t’importa che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Quindi dille, che mi aiuti’. E Gesù le rispose :‘Marta, Marta! Ti preoccupi e ti turbi per molte cose. Ma una cosa è necessaria, e Maria ha scelto quella parte, che non le sarà tolta” (Luca, 10:38-42).

Ma chi avrebbe dato da mangiare agli ospiti se Marta non lo avesse fatto? Perché Gesù le disse queste parole, quindi? Egli le disse per giustificare agli occhi di Marta il comportamento della Sua discepola preferita Maria. Marta, da suo canto, compì il migliore servizio del quale era capace.

Chi era degno di diventare il più intimo discepolo di Gesù? Fannulloni e parassiti? No!

Gesù sperava di impartire ai Suoi più intimi discepoli i più alti insegnamenti sulla conoscenza del Padre Celeste. Questi erano gli stadi finali dell’evoluzione personale delle anime umane. E ci si deve preparare ad essi sviluppando in sé stessi Amore, Saggezza, e Potenza attraverso affari terreni — attraverso l’amore sessuale e quello filiale, attraverso la provvigione a sé stessi e alla propria famiglia di ciò che è necessario per vivere, attraverso l’aiuto agli amici e a chiunque altro si possa aiutare, attraverso la loro difesa dai criminali, attraverso gli sforzi per migliorare la vita materiale e spirituale di tutta la gente… E solo quando l’uomo si è sviluppato in tutti questi affari personali, allora è tempo di impiegarsi in serio lavoro esoterico con lo scopo di realizzare Dio-Padre e unirsi a Lui.

Solo una piccola frazione delle persone è capace dell’ultima cosa. Le altre devono perfezionarsi attraverso il lavoro per il bene degli altri prima di tutto, attraverso lo studio della religione e il rafforzamento di sé stessi nella fede e nell’etica religiosa.

E solo chi lavora — solo lui “è degno del suo cibo” (Matteo, 10:10). È il lavoratore ad essere degno del proprio salario…” (Luca, 10:7).

È chi lavora ad essere degno del benessere materiale: “Chi mai serve da soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non mangia i suoi frutti? Chi nutre un gregge e non riceve parte del latte del gregge? Dico queste cose secondo l’uomo? Non dice la stessa cosa, la legge? Perché è scritto nella legge di Mosè: ‘Non metterete la museruola al bue mentre mietete il grano’. Dio si prende cura dei buoi? O lo dice anche per il nostro bene? Fu scritto per noi, così che chi ara, dovrebbe arare in speranza, e chi miete in speranza dovrebbe essere partecipe della sua speranza” (Lettera ai Corinzi, 9:7-10).

Gesù e gli apostoli non coltivavano grano, non allevavano bestiame, non costruivano case. Ma essi servivano le persone con il più alto servizio — il servizio che queste persone non potevano compiere da sole. Essi mostravano la via a Dio. E quindi si meritavano il cibo.

“Tutti sono apostoli? Tutti sono profeti? Tutti sono maestri? Tutti sono artefici di potere? Tutti hanno il dono della guarigione? … Ma sforzatevi con zelo per i doni migliori. E ancora io vi mostrerò una via migliore” (Prima lettera ai Corinzi, 12:29-31).

“… Non abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcun uomo, ma abbiamo lavorato con opere e fatica notte e giorno… non perché non abbiamo autorità, ma per essere per voi un esempio, perché c’imitaste. Perché anche quando fummo con voi, vi comandammo questo, che se qualcuno sceglie di non lavorare, egli non dovrebbe nemmeno mangiare… E se qualcuno non ubbidisce alla lettera alla nostra parola… non avete parte con lui… ma non consideratelo come un nemico…” (Seconda lettera ai Tessalonicesi, 3:8-15). “Ma vi raccomandiamo, fratelli… di lavorare con le vostre stesse mani, come vi abbiamo comandato…” (Prima lettera ai Tessalonicesi, 4:10-12).

Tutte le persone devono lavorare. Gesù lavorò. Chi non lavora per procurarsi da vivere e aiutare gli altri (se lui o lei possono farlo) è un parassita, senza speranza di avvicinarsi a Dio.

Quindi la domanda è: dovremmo incoraggiare il parassitismo della gente giustificandola in questo? Con ciò facciamo loro del male o li aiutiamo?

Ma non si deduca da quanto appena detto che non dovremmo dare o fare regali. Dovremmo donare, e non solo denaro. Questa è una manifestazione del nostro amore. Ma dovremmo fare doni a chi n’è degno. Questo sarà un gesto di saggezza.

Ricordiamoci le parole di Gesù. Gesù disse: ‘Benedetto è l’uomo che ha tribolato: egli ha trovato la (giusta) vita” (Il Vangelo di Tommaso, 58).

La gente

Gesù venne in terra con lo scopo di aiutare la gente a trovare il Padre Celeste. Egli cercò di spiegare loro del Padre, ma solo pochi potevano capire le Sue parole e anch’essi capirono solo parzialmente.

Allora Gesù compì un grande sacrificio: Egli si consegnò spontaneamente ad una morte dolorosa attraverso la crocifissione perché tutto quanto aveva detto non venisse dimenticato, e servisse le future generazioni di persone.

Egli Si sacrificò alla gente (e non a Dio come alcuni apostoli fantasticarono). Egli li amò molto, e diede tutto se Stesso per aiutarli.

Ma egli li divise anche nei gruppi seguenti:

Il primo gruppo sono i “maiali” e i “cani” che non sono degni di ricevere le perle di conoscenza spirituale, perché le calpesterebbero sotto i loro piedi e si volterebbero per sbranarvi (Matteo, 7:6).

Il secondo gruppo sono gli ipocriti-“lupi” (Matteo, 10:16; 23:13-35).

Il terzo gruppo sono quei pochi che sono capaci di comprendere i più alti insegnamenti spirituali.

Egli disse questo senza alcun odio verso “cani”, “maiali” e “lupi”. Egli sapeva che altro non sono che figli immaturi, a giudicare la loro età dal punto di vista dell’evoluzione dell’anima; ed “essi non sanno quello che fanno” anche quando Lo crocifiggevano (Luca, 23:34).

Egli consigliò agli altri di tenere lo stesso atteggiamento: “… vi dico, amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi usano con disprezzo e vi danno la caccia, cosicché possiate diventare figli del vostro Padre nei Cieli. Perché Egli fa sorgere il Suo sole sui malvagi e sui buoni, e manda la pioggia sui giusti e sugli ingiusti” (Matteo, 5:44-45).

Quanto appena detto è di valore non solo dal punto di vista storico. La classificazione delle persone e del loro comportamento è tipica d’ogni società d’ogni nazione. Qualunque Messia o guida spirituale che cerchi di dare alla gente la più elevata conoscenza riguardo Dio, riguardo alla Strada che porta a Lui, si confronta con lo stesso fenomeno. Lui o lei scopre alla fine che nonostante molto sia detto del Supremo alla folla di studenti, la maggioranza d’Essi non può capirlo comunque, e alla prima occasione mostrano inclinazione a ritornare indietro ai primitivi giochi religiosi, o anche peggio, e alcuni di loro sono anche disposti a tradire ed uccidere colui che ha sacrificato se stesso per aiutarli.

Ma questo non significa che è inutile aiutarli. Bisogna aiutare, ma non si devono aspettare risultati immediati. Lo sviluppo delle giovani anime avanza più lentamente di quanto vogliano le loro guide spiritualmente mature. E gli studenti hanno il tempo prima del “raccolto”.

Gli schemi di comportamento psicologici appena discussi, di varie persone di differenti età evolutive, spiegano anche molti processi sociali e molti fenomeni, per esempio manifestazioni di fanatismo religioso o politico, e permettono di capire che cosa sia il patriottismo.

Patriottismo

La parola patriottismo ha origini dal greco-latino pater — padre. Questa parola designa il sentimento d’appartenenza ad una qualche comunità sociale — famiglia, tribù, nazione, stato, religione o altro.

Più primitivo è l’ambiente sociale, più meschine sono le caratteristiche che la gente usa per dividersi e associarsi. Questo è causa di maggiori conflitti in tale ambiente.

“Gonfiare” idee patriottiche in grandi associazioni nazionali o religiose può portare a un incremento di movimenti nazisti (fascisti). Tali movimenti catturano la parte della società incline all’aggressione, che è rappresentata dalle persone dall’evoluzione meno sviluppata. Se le masse di gente primitiva se n’escono con idee fasciste e sono guidate da potenti persone diaboliche, si può sfociare in guerre su vasta scala con l’obiettivo di distruggere o ridurre in schiavitù nazioni “inferiori” (o chiamate con simili epiteti) e impadronirsi delle loro proprietà e della loro terra.

In altri casi le idee di patriottismo possono essere usate al servizio della difesa dalle aggressioni o al servizio della liberazione dall’occupazione.

Il più elevato patriottismo significa che le persone si associano sentendo Dio-Padre come la più Alta Autorità. La terra natale per noi è la Sua Creazione o anche l’universo. In questo caso tutte le persone e tutti gli esseri incarnati e non incarnati sono membri di una famiglia di fratelli e sorelle di varie età — figli di un Unico Dio-Padre, Che ama tutti.

È proprio questo il caso; questa è la reale situazione nell’universo. Ma la gente, avvelenata dall’egoismo e dalla rabbia, accecata della bramosia per cose “terrene” non può capirlo. E molto spesso c’è una “stragrande maggioranza” di tali persone…

… In tutte le nazioni che Gesù Cristo visitò, predicò le idee del Dio centrismo e del patriottismo, dove il “Pater” è Dio-Padre. Il Vangelo La vita di Sant’Issa, migliore tra i figli degli uomini, dà un’idea sulle Sue omelie in India e Persia.

Per esempio, Egli disse agli indiani: “Solo Lui ha avuto volontà ed ha creato, Solo Lui esiste da tutta l’eternità, e la Sua esistenza non avrà fine. Non ha eguali, né nei Cieli né in Terra.

Il Grande Creatore non ha condiviso il Suo potere con alcun essere vivente… Lui solo possiede l’onnipotenza. Egli lo volle ed il mondo apparve. In un pensiero Divino, Egli raccolse insieme le acque, separando da esse la parte asciutta del globo. Egli è il principio della misteriosa esistenza dell’uomo… Il Legislatore Eterno è uno; non c’è altro dio che Lui. Egli non ha condiviso il mondo con alcuno, né ha informato alcuno delle Sue intenzioni” (5:16-18, 6:10).

Predicò la stessa cosa agli Zoroastri in Persia: “Non è di un nuovo dio che parlo, ma del nostro Padre Celeste, Che è esistito da tutti i tempi e Chi ci sarà ancora dopo la fine di tutte le cose (di questa Creazione)… Egli è il Dio del bene, che, come il padre di una famiglia, fa solo il bene ai Suoi figli, perdonando tutti i loro sbagli se essi si pentono.

… È ad Egli che dovete rivolgervi per essere consolati nella vostra tristezza, aiutati nei vostri lavori, e curati nelle vostre malattie. Chiunque sia ricorso a Lui non sarà ripudiato. Quando vi rivolgete a Lui, diventate nuovamente come bambini.” (8:6,17-19; 11:13,15).

La stessa cosa fu insegnata da Gesù in Giudea, dove egli consigliò la gente di amare il Padre Celeste e sentirsi come Suoi figli.

L’Apostolo Paolo disse anche: “mi inginocchio dinanzi al Padre… di Cui l’intera famiglia nel Cieli e in terra prende il nome…” (Lettera agli Efesini 3:14-15).

* * *

… Guardando la Terra dalle profondità dello spazio multidimensionale, essa assomiglia ad un uovo di gallina senza il guscio, immersa in un fluido lucente, brillante di tenerezza. Il “bianco” intorno al “tuorlo” sono livelli dello Spirito Santo. E nelle profondità sotto ad esso c’è il substrato nel quale Egli ci ha deposti, cosicché potessimo crescere e maturare fino allo stadio in cui ci sarà possibile vederLo, innamorarci di Lui, aspirare a Lui, e fonderci in Lui. Perché dovremmo essere ostili l’uno all’altro invece di dirigere tutte le nostre attenzioni a Lui — al nostro Padre, lo Scopo di ognuno di noi?

Che cosa è l’uomo

Nel libro della Genesi del Vecchio Testamento si legge un’affermazione che dice che Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza.

Alcune persone che credono che l’uomo sia un corpo, conclusero che Dio-Padre ha l’aspetto di un corpo umano. Ed essi iniziarono a rappresentarlo nella forma di un vecchio seduto su una nuvola.

Ma l’uomo non è un corpo, l’uomo è una coscienza, un’unità di energia auto-cosciente che dimora temporaneamente in un corpo o fuori di esso. E anche Dio è una Coscienza.

Un uomo comune è una piccola coscienza. Ma Dio è l’Infinito Oceano di coscienza dell’intero universo.

Il compito di ognuno di noi è di ottenere una somiglianza qualitativa con Dio e una crescita sufficiente sul piano quantitativo, e quindi infonderci in quell’Oceano e diventare uno con Esso.

Ma diventare saggi e grandi non è abbastanza. L’uomo mandato nel mondo per l’auto-perfezionamento si abitua a vivere in dimensioni spaziali dense anche senza un corpo. E queste dimensioni sono così lontane da Dio-Padre che da esse non può nemmeno essere visto.

Anche come spirito di forma non corporea, non si può entrare in reami più sottili. Quindi le persone - spirito che sono molto lontane dalla Perfezione possono solo sapere alcune cose riguardo Dio, ma non Lo hanno visto o sperimentato.

Per avere esperienza del Creatore bisogna diventare:

a) sviluppati intellettualmente per essere capaci di capire dove e come andare a Dio, premesso che la strada verso la Dimora del Creatore è molto più difficile di qualunque strada sulla Terra;

b) eticamente perfetti così che Dio permetta di avvicinarLo, altrimenti non dà il permesso,

c) forti, perché si ha bisogno di tremenda potenza e resistenza per spostarsi da un eone all’altro; la potenza in questione non è la potenza del corpo, ma quella della coscienza.

Inoltre, la coscienza deve imparare a vivere nello stato di “sottigliezza” del Creatore. Lo sviluppo di poteri della coscienza grossolani significa spostarsi nella direzione opposta rispetto al Creatore.

Il compito di conoscere le dimensioni spaziali più sottili è facilitato grazie alla struttura multidimensionale dell’organismo umano (non del corpo, ma dell’organismo). Si può affermare che ogni umano è rappresentato potenzialmente in tutti i regni sottili. Ma questo non è ciò che gli occultisti descrivono nei loro libri; non ha senso fare attenzione ai nomi che hanno inventato per diversi corpi non materiali che ogni uomo a loro detta avrebbe.

Ma lo Spirito Santo (Prima lettera ai Corinzi, 6:19), così come Dio-Padre (Prima lettera ai Corinzi 3:16-17) veramente “dimorano in noi” — Essi restano nelle profondità multidimensionali in profondità sotto ai nostri corpi;

“il Regno di Dio è in mezzo a voi” (Luca, 17:21), disse Gesù. Ed è sufficiente “tuffarsi”… Ma per capirlo, la maggioranza delle persone ha bisogno d’anni o svariate incarnazioni.

Abbiamo discusso i metodi di raffinamento della coscienza all’inizio del libro. Si comincia con la correzione della sfera emozionale: sbarazzandosi delle emozioni grossolane e coltivando quelle sottili. Quindi bisogna pulire e sviluppare il cuore spirituale e altre strutture dell’organismo. Solo dopo di questo può iniziare il lavoro all’esterno del corpo materiale.

La parte più importante dell’organismo umano è la radice (Romani 11:16,18). È una “connessione” tra il chackra anahata all’interno di un corpo umano e la dimora del Creatore. Esplorando gradualmente questa struttura dell’organismo e la multidimensionalità dello spazio attorno ad esso, con il tempo capiamo che ognuno di noi come risultato dell’incarnazione riceve un qualche tipo di struttura multidimensionale, che dobbiamo riempire nel processo di auto-realizzazione (=Realizzazione di Dio) con la coscienza che cresce dal chackra anahata. Solo dopo avere capito ciò, si ha la possibilità non soltanto di entrare nella Dimora del Creatore per una volta, ma anche di stabilircisi in Unione con Lui.

Ora, è facile capire che cosa s’intende con l’affermazione nel Vecchio Testamento che l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio: l’organismo umano con la sua natura multidimensionale rappresenta un piccolo modello dell’universale Assoluto multidimensionale.

L’organismo umano ha una rimarchevole caratteristica: le energie che riceve dall’esterno (dal cibo, prima di tutto) possono essere usate non solo per sostenere le funzioni vitali del corpo, ma anche per la crescita della coscienza. Grazie a questo, la coscienza può crescere come i muscoli crescono grazie alle componenti materiali dei cibi.

Consideriamo che sono i muscoli che lavorano, quelli che crescono. Al contrario, quelli che non lavorano si atrofizzano. È lo stesso con la coscienza: cresce (se cresce veramente, e non s’indebolisce a causa d’emozioni negative dominanti o lunghe estenuanti malattie) in quella dimensione spaziale in cui lavora.

Il particolare lavoro mirato al raffinamento, all’allontanamento dall’attaccamento alla materia e alla crescita della coscienza, si chiama meditazione.

Tutti i processi di trasfigurazione e sviluppo di una coscienza individuale sono possibili solo nello stato incarnato, perché è attraverso gli organi del corpo che otteniamo l’energia necessaria a questi processi. In altre parole, l’organismo è un tipo di fabbrica che converte l’energia contenuta nella materia del cibo, in energia per la coscienza.

Voglio evidenziare che la crescita della coscienza può essere corretta o sbagliata. Quest’ultima accade quando la coscienza cresce nelle dimensioni più grossolane. Questo processo dipende dalla nostra comprensione dei principi e degli obiettivi delle nostre vite, dal livello di pulizia dai vizi, dal modo di comunicare con le altre persone, dall’adeguatezza dei metodi di lavoro spirituale che usiamo, e anche da quello che mangiamo.

Come risultato del lavoro corretto con la coscienza, sì “nasce” nelle dimensioni spaziali sottili, e lì sì “matura”. Questo è ciò che Gesù provò a spiegare a Nicodemo (Giovanni, 3:3,5-7), che colui che “nasce” nella Dimora del Padre, e riesce a “maturare” lì durante il tempo dell’incarnazione, diventa una cosa sola con il Padre. Gesù disse quanto segue: “In Verità, vi dico, se un uomo non nasce nell’elemento dello Spirito, egli non può entrare nel Regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è Spirito”. Ma i traduttori non capirono quest’affermazione, la tradussero in base alla loro comprensione, e diventò quasi impossibile capire che cosa Gesù intendesse. Come risultato-la gente decise, che Gesù comandò solo di accettare il “battesimo dello Spirito Santo” — e non si fece problemi. Per esempio, nell’ortodossia russa un prete soffia tre volte dalla sua bocca nel volto del battezzato e dice che lui/lei riceve il “battesimo dello Spirito Santo”. Ed è tutto…

Sbarazzarsi delle malattie

Tutte le nostre malattie sono per causa nostra. Tali malattie possono risultare da numerose ragioni create da noi.

La negligenza nel prendersi cura del corpo è una di esse. “Perché lavate l’esterno della tazza? Non sapete che Chi ha fatto l’interno è anche Chi ha fatto l’esterno?” (Il Vangelo di Tommaso, 89), disse Gesù. Mancanza di conoscenze basilari di medicina, negligenza di semplici regole d’igiene corporea, fumare, bere, nutrirsi con corpi d’animali nonostante il consiglio di Gesù (per ulteriori dettagli riguardo a questo, vedere di seguito) — tutte queste sono ragioni etiche.

Il semplice lavarsi il corpo ogni mattina con il sapone aiuta a mantenere migliore e lo stato di tutto l’organismo, a mantenerlo più in salute.

E rinunciare alla golosità di mangiare corpi di animali uccisi permette di sbarazzarsi di molti disturbi degli apparati: digestivo, vascolare, e nervoso — questo ferma la contaminazione dell’organismo con i sali dell’acido urico, e con energie negative rimanenti nei corpi degli animali dalla loro morte.

Ci sono anche malattie congenite, malattie causate da traumi e vari incidenti, infezioni, disturbi oncologici e altri, che sembra non siano causati da qualche sbaglio dell’ammalato. Ma questa è solo un’impressione: si può sempre rintracciare la causa oggettiva di questi casi investigando. Per esempio, Dio decise di fermare una persona dallo svolgimento di una certa attività, di farla riflettere, di indirizzarla a studiare le ragioni e i meccanismi delle malattie dal punto di vista medico per allargare le sue vedute, per sviluppare l’intelletto. O fu necessario mostrare a colui che in passato aveva mutilato qualcuno cosa si prova — ad essere storpi…

Ci sono casi di gente che si ammala per incontrare qualcuno attraverso ciò, e ricevere da lui il risveglio spirituale.

Ci sono anche casi di natura puramente energetica, per esempio, come risultato d’incompatibilità energetica con il partner sessuale, o a causa di qualità diaboliche di alcuni dei membri della famiglia o dei colleghi di lavoro. Talvolta si devono interpretare questi come segni di Dio per fare cambiamenti notevoli nella propria vita — cambiare domicilio, lavoro, ecc.

Talvolta una malattia può portare a contatti utili con guaritori. E certamente molte persone hanno ricevuto il risveglio spirituale da loro.

Con l’aiuto delle malattie difficili, Dio fece volgere a Lui molte persone — quando invocarlo era l’unica speranza di sollievo. Alcuni di loro furono guariti dopo poco, altri migliorarono il destino per le future incarnazioni incamminandosi verso di Lui. In entrambi i casi fu un bene. Certamente, sarebbe stato anche meglio se lo avessero fatto volontariamente, senza la malattia.

Gesù e i Suoi discepoli compirono miracoli di guarigione con due scopi: 1) per mostrare alla gente la realtà dei miracoli e grazie a questo risvegliarli perché facessero sforzi spirituali, e b) portare l’attenzione della gente al guaritore e fare sì che lo ascoltassero.

Gesù disse, rivolgendosi al Padre: “… Tuo Figlio possa glorificarti, così come Gli hai dato potere sulla carne…” (Giovanni, 17:1-2).

E alla gente: “Il Padre che dimora in Me, Egli compie le opere. CredeteMi, che sono nel Padre e il Padre è in Me” (Giovanni14:10-11).

In ogni modo, la situazione per le persone guarite non è sempre semplice: molti di loro ricevettero la guarigione gratuitamente. Quindi, la guarigione fu data loro “In anticipo”: se cambierete la vostra vita — bene, altrimenti la vostra situazione potrebbe anche diventare peggiore. Quindi, ad alcuni dei miracolati Gesù disse: “Figlia, sii confortata, la tua fede ti ha salvata” (Matteo, 9:22), ma ad altri “Ecco! Siete stati resi interi. Non peccate più, così che non vi accada qualcosa di peggio” (Giovanni, 5:14).

Molte guarigioni compiute da Gesù e dagli apostoli erano collegate alla cacciata dei demoni (Matteo, 8:16; 8:28-34; 9:32-24; ecc.). In relazione a questo è opportuno discutere cosa sono i demoni.

I demoni e i diavoli sono abitanti dell’inferno. Essi possono essere — in base alle loro precedenti incarnazioni — persone e animali di varie specie biologiche: scimmie, coccodrilli, cani, rane, eccetera. Li accomuna il fatto, che durante la precedente incarnazione, essi provavano piacere nel fare del male ad altre creature, essi svilupparono le corrispondenti abilità e andarono all’inferno come risultato di ciò. In questo stato, essi sono usati da Dio per correggere le persone incarnate.

I diavoli sono energeticamente più potenti dei demoni. Essi possono essere persone che si auto-realizzarono “con successo” nella magia nera, o solo vittime d’istruttori di metodi esoterici fatalmente incapaci. Ho dato esempi di tali insegnanti nei libri [1,6,7].

I demoni e i diavoli possono essere visti (con la chiaroveggenza) di solito nell’apparenza che ebbero nell’ultima incarnazione, o in forma di “grumi” di energia scura — simili a delle amebe, o che si muovono senza sosta in qualche organo del corpo. Talvolta essi possono prendere l’aspetto di qualcun altro.

Di solito i demoni cercano di evitare l’influenza dei guaritore diretta ad essi — prima muovendosi all’interno del corpo della persona posseduta e provando a nascondersi in esso da qualche parte, e poi essi gettano la spugna e lasciano il corpo.

Talvolta un guaritore incontra uno spirito-diavolo particolarmente forte, che dà un forte contraccolpo cui non tutti i guaritori possono resistere.

E talvolta capita che i demoni si spostino nel corpo del guaritore se il paziente non meritava la guarigione, ma il guaritore (senza l’approvazione di Dio) voleva intensamente aiutare quella persona. Si chiama “farsi carico del karma degli altri”. In tale caso il guaritore deve guarire se stesso.

È importante capire che i demoni e i diavoli non entrano nel corpo della gente di propria volontà — essi sono mandati da Dio. E in nessun altro caso, se non per Sua volontà, essi lasciano il corpo del posseduto. Ma perché questo accada, bisogna prendere le giuste decisioni mentre si è ammalati.

Una cura comune per demoni e diavoli che offre la chiesa ortodossa a tali persone possedute è l’esorcismo. Si tratta di uno speciale rituale durante il quale il prete dirige il proprio odio ai demoni e recita preghiere, incluse speciali preghiere-maledizioni.

Queste battaglie magiche sembrano impressionanti: sia il posseduto che il possessore si sentono male, il possessore si manifesta attraverso il corpo del posseduto piangendo, con spasmi, il tempio si riempie di versi, urla, parole oscene vomitate da grezze voci maschili provenienti da corpi femminili…

Ma anche se i possessori escono dal corpo del posseduto, ritornano presto, perché quest’ultimo non ha preso le giuste decisioni.

Gesù disse a riguardo a ciò che segue: “Quando uno spirito impuro se n’è andato dall’uomo, egli cammina… cercando riposo, e non ne trova. Quindi dice, tornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito. E quando ritorna, la trova vuota, spazzata e adorna (per entrare di nuovo). Quindi va e prende con sé sette altri spiriti anche peggiori di lui, ed essi entrano e vivono là. E lo stato finale di quell’uomo è peggiore del primo.” (Matteo, 12:43-45).

Che cosa si deve fare, se si è posseduti, per guarirsi?

Prima di tutto, non si odi e non si tema, perché le energie delle emozioni umane grossolane sono piacevoli e attraenti per gli abitanti dell’inferno. Essi provocano le persone a tali emozioni così da godersi il loro stato infernale…

Gesù disse, “… Questo tipo non se ne va se non con preghiere e digiuno.” (Matteo, 17:21), cioè dall’auto-contenimento nei piaceri “terreni”, e dirigendo la propria attenzione verso Dio. Faccio presente che il pentimento è parte importante del digiuno.

Per esempio, non è escluso che chi adesso tortura il posseduto, sia morto dolorosamente a causa di questa persona tempo addietro…

In ogni caso, tutti i principi etici che Gesù insegnò sono validi non solo per gli esseri incarnati, ma anche per quelli non incarnati. E se il posseduto compie il necessario lavoro di pentimento, allora gli spiriti-possessori possono essere persuasi a spostarsi in altri posti piacevoli per loro. Per esempio, ad un coccodrillo si può raffigurare con l’immaginazione come sia bello vivere in riva ad un fiume con altri coccodrilli, e che esso si può incarnare là e diventare nuovamente un piccolo e grazioso cucciolo di coccodrillo. Se i possessori sono cani malvagi, allora si possono dirigere verso un mattatoio rappresentandogli le sue “amenità”. Le rane possono essere mandate verso un grazioso stagno… Tutte queste non sono fantasie, ma mie esperienze personali di guarigioni (che hanno avuto successo).

La soluzione principale per evitare l’influenza degli abitanti dell’inferno è di muoversi con la maggiore parte della coscienza nelle più alte dimensioni dello spazio, compiere in loro la propria “rinascita”, e continuare a crescere là. Gli abitanti dell’inferno non possono entrare in tali eoni. E, naturalmente, non dobbiamo peccare, cosicché Dio non ci debba causare altri problemi.

“I poteri (dell’inferno) non vedono coloro i quali sono vestiti di luce perfetta, e di conseguenza non sono capaci di catturarli” (Il Vangelo di Filippo, 77).

“Ci sono alcuni che vengono e dicono, ‘Abbiamo fede!’ per liberarsi di spiriti impuri e demoni. Ma se essi avessero lo Spirito Santo, nessuno spirito impuro li avrebbe divisi” (Il Vangelo di Filippo, 61).

“… Esiste un miracolo che è possibile compiere ad (ogni) uomo. È quando, pieno di sincere intenzioni, egli decide di sradicare dal suo cuore tutti pensieri malvagi, e quando per ottenere il suo scopo egli abbandona i sentieri dell’iniquità” (La vita di San Issa, 11:8).

Morale ed etica

Etica e Morale non è la stessa cosa.

Morale è il concetto di ciò che è “buono” e ciò che è “cattivo”, e di come ci si deve comportare in base a ciò; essi si formano e diventano una tradizione in certe società per certi periodi di tempo. Le regole morali possono essere molto diverse in diverse nazioni o anche nella stessa nazione in diverse epoche. La morale è un fenomeno soggettivo, dal momento che le sue regole non derivano da necessità e convenienza obiettive. Le regole morali riguardano come vestire, dove e quanto scoprire il corpo, che modi di parlare sono decenti e quali no, di cosa ci si dovrebbe indignare, cosa è “opportuno” fare e cosa no, eccetera.

I principi etici sono oggettivi. Derivano da necessità e convenienze reali. Si basano sulla comprensione individuale del Percorso verso la Perfezione, verso Dio. Questo è ciò che Dio cerca di spiegare alla gente.

L’etica è la scienza riguardante il corretto atteggiamento dell’uomo nei confronti di:

a) Dio (in tutti Suoi aspetti e le Sue manifestazioni),

b) altre persone, e tutti gli esseri incarnati e non incarnati,

c) il proprio percorso nella vita.

Amore a Dio

Il principio etico essenziale delle proprie relazioni con Dio deve essere l’amore per Lui. “Ama il tuo Dio!…” — questo precetto del vecchio testamento è elevato da Gesù come il più importante nel Suo Insegnamento (Marco, 12:28-34).

L’amore per Dio comprende attrazione a Lui: un desiderio d’incontro, contatto, Unione. L’Unione con il Padre Celeste è la più alta e ultima Meta. Senza amore e attrazione per Lui non si può raggiungere.

… Ma sarebbe sbagliato se ognuno iniziasse a pretendere dall’altro: “Ama Dio! Ama Dio!” e recitasse preghiere e si prostrasse tutto il giorno. Questa sarebbe un’assurdità.

In ogni modo, ci sono persone che si comportano esattamente così.

Abbiamo già discusso del fatto che solo i cercatori intellettualmente ed eticamente maturi sono capaci di avere completa cognizione di Dio-Padre. Il compito del resto della gente è di sforzarsi coscientemente di raggiungere questa maturità, ricevendo educazione, lavorando per il